Vespa anticarro

Negli anni cinquanta venne realizzata una versione “da guerra” del popolare scooter Vespa, prodotto dalla Piaggio: la Piaggio Vespa 150 TAP (acronimo per “Truppe Aero Paracadutate” o “Troupes Aéroportées”), chiamata anche “Vespa anticarro“. In foto appare piuttosto buffa: un motociclo verde militare con un grosso cannone che sbuca da un fianco ed alcuni cilindri sui lati.

La Vespa Piaggio viene sempre associata a vicende spensierate: l’estate, la libertà delle due ruote, una gita con gli amici, la scampagnata con la fidanzata… In ambito cinematografico, la Vespa è entrata nell’immaginario collettivo con il film “Vacanze Romane”… Insomma, pensare alla Vespa come ad un veicolo militare è decisamente strano!

La Piaggio Vespa 150 TAP era stata progettata come veicolo per trasportare il cannone, che poi doveva essere smontato ed utilizzato su un treppiede. Tuttavia, in caso di emergenza, era possibile utilizzarlo direttamente sullo scooter.

La “Vespa anticarro” venne utilizzata dall’esercito francese per alcuni anni. Un veicolo molto originale, che ora andremo a scoprire meglio.

Origini della Vespa anticarro

La fine della seconda guerra mondiale aveva lasciato un’Europa in macerie e con ben pochi soldi da spendere. Oltretutto, non appena terminato il conflitto, erano nati in Africa ed Asia una serie di movimenti per la decolonizzazione, con le popolazioni dei vari imperi coloniali che in pratica puntavano a diventare indipendenti dai loro dominatori.

L’Italia non aveva questo problema, visto che a liberare le sue colonie ci avevano già pensato gli Alleati durante la guerra, ma Francia e Gran Bretagna si.

La Francia, in particolare, fece di tutto per provare a tenere insieme il suo impero coloniale. Fin dal 1946, infatti, il Paese transalpino si trovò invischiato nella Guerra d’Indocina (oggi Vietnam, Laos e Cambogia), con un impegno militare notevole. Anche perché, va detto, gli indipendentisti (chiamati Viet Minh) erano appoggiati da Cina e URSS, che li rifornivano in abbondanza di armi.

Uno dei (tanti) problemi che i francesi dovettero affrontare fu quello relativo ai carri armati. I Viet Minh infatti disponevano di notevoli quantitativi di T-34, gentilmente forniti da sovietici e cinesi: nascosti nei boschi e piazzati in zone impossibili da colpire, mettevano in grande difficoltà la povera fanteria transalpina.

L’esercito, quindi, nel 1955 richiese un veicolo leggero ed agile, possibilmente aviotrasportabile e capace di essere utilizzato come arma anticarro. La Piaggio, tramite la sua controllata francese ACMA (un’azienda che già produceva la Vespa su licenza), si aggiudicò la commessa sconfiggendo due imprese locali proponendo nello stesso anno una variante militarizzata della Vespa, chiamata appunto Vespa 150 TAP.

La richiesta, va detto, arrivò un po’ in ritardo: l’anno precedente l’esercito francese era stato sconfitto a Dien Bien Phu, e la guerra era finita (male) pochi mesi dopo. Però un veicolo del genere poteva sempre servire da qualche altra parte, tipo in Algeria.

T-34/85
Un T-34/85, conservato al museo di Saumur. Il T-34, in tutte le sue versioni, è stato costruito in circa 84.000 esemplari, ed è stato largamente utilizzato in tutto il mondo, da moltissimi Paesi. Nel 2021, dopo oltre 80 anni dalla sua comparsa, alcuni eserciti (incluso quello vietnamita) lo tengono ancora in servizio (limitato) o in riserva. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Antonov14~commonswiki. CC BY-SA 2.5

Descrizione tecnica

Struttura

Gli ingegneri della Piaggio presero una normale Vespa 150 e la adattarono all’impiego militare: telaio rinforzato, alcune parti “critiche” rivestite con gomma (il veicolo doveva essere paracadutabile, e quindi sopportare bene l’impatto con il suolo), oltre che cofano motore ridotto e parafango anteriore più piccolo.

Del resto, i deserti e le giungle erano diversi dalle strade cittadine o di campagna!

Il cannone (chiamato M20 e di cui parlerò meglio dopo) “partiva” da sotto il sellino e proseguiva leggermente obliquo rispetto all’asse longitudinale dello scooter, finendo per “bucare” lo scudo frontale verso sinistra. La canna, poi, sbucava per un altro metro buono.

Oltre al cannone la Vespa 150 TAP poteva trasportare sul portapacchi anteriore anche due taniche di carburante e sei proiettili (tre per lato).

Una cosa importante: la Vespa 150 TAP nacque per trasportare il cannone, non per essere usata come veicolo anticarro. In teoria, infatti, l’M20 doveva essere smontato prima dell’utilizzo, ma nella pratica le cose potevano andare diversamente…

Vespa 150 TAP anticarro retro
Vista posteriore della Vespa 150 TAP. Si vede molto bene la soluzione adottata per il cannone e per i proiettili di riserva. Notare che questi ultimi poggiano su una specie di “portapacchi”, una sbarra metallica che gira intorno al veicolo. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: R.I.V.A.R.S. Registro Italiano Veicoli Abitativi Ricreazionali Storici, foto di C.Galliani. CC BY 3.0

Prestazioni e versioni

La Vespa 150 TAP montava un motore monocilindrico a due tempi da 150 cc, alimentato con miscela 2%. Gli esemplari di preserie, comunque, erano meno potenti, visto che montavano un 125 cc maggiorato di derivazione civile.

Le prestazioni non erano male: 60 km di velocità massima ed un’autonomia di 200 km. Tuttavia, questi erano i dati su strada. Pare che nel fuoristrada la Vespa anticarro non fosse il massimo, e non era raro vedere i “piloti” spingere a mano i loro veicoli nelle sabbie algerine.

La Vespa, complessivamente, pesava 115 kg, probabilmente esclusi cannone e bagagli vari. L’equipaggio, chiamiamolo così, era di una singola persona. Tuttavia, niente impediva di andare in due (o tre, o quattro: era uno scooter, e nei deserti algerini essere fermati dai vigili era l’ultimo dei problemi).

La Vespa 150 TAP fu costruita in due versioni, TAP 56 e TAP 59, che differivano per pochi dettagli.

Vespa 150 TAP vista frontale
Vista frontale di una Vespa 150 TAP. Notare il cannone, leggermente obliquo. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Alf van Beem. CC0 1.0

Armamento

Veniamo ora al cannone: un M20 da 75 mm senza rinculo, di fabbricazione americana. Si trattava di un’arma pesante meno di 50 kg, che per essere utilizzata doveva essere montata su un treppiede (quello di una normale mitragliatrice pesante andava benissimo).

Fu scelto l’M20 per una serie di validissimi motivi:

  • poteva essere trasportato da una Vespa (cosa fondamentale);
  • era molto diffuso nell’esercito francese (per dirla tutta, era considerato un “residuato” della seconda guerra mondiale);
  • era leggero e manovrabile;
  • poteva perforare corazze di 100 mm, più che sufficiente per contrastare i T-34.

L’M20, esteticamente, appariva come un semplice tubo montato su un treppiede: il fatto che fosse senza rinculo, infatti, rendeva inutile l’affusto, semplificando parecchio trasporto e messa in batteria. Dunque, un’arma semplice per un veicolo semplice.

Cannone M20
Un cannone M20 senza rinculo da 75 mm. Lungo un paio di metri e pesante 47 kg, era estremamente maneggevole e, soprattutto, capace di perforare le corazze frontali dei T-34 vietnamiti. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Rhk111. CC BY-SA 4.0

Impiego della Vespa anticarro

La Vespa anticarro, come abbiamo visto, arrivò tardi per la guerra d’Indocina, ma in tempo per quella d’Algeria: qui venne largamente utilizzata contro gli indipendentisti locali.

Il dispiegamento era piuttosto semplice. Per l’aviolancio, erano sufficienti cinque paracadute: due per il personale, altrettanti per due Vespe ed uno per il materiale. Una volta atterrati, i due operatori montavano il cannone su una Vespa e munizioni e carburante sull’altra, e poi partivano all’avventura alla guerra.

Come detto prima, in teoria il cannone andava montato su un treppiede per essere utilizzato. Tuttavia, è successo che in alcune occasioni venne usato anche senza rimuoverlo dallo scooter. La cosa può far ridere, ma era tecnicamente possibile, visto che l’M20 era senza rinculo. L’unico problema era la precisione, visto che “da sotto il sellino” era praticamente impossibile mirare in modo decente.

Comunque, l’esercito francese fu piuttosto soddisfatto del veicolo. Infatti, ne vennero realizzati tra i 600 e gli 800 esemplari, tutti per le truppe aerotrasportate. Il loro costo era molto contenuto: appena 500 dollari! In effetti, l’esercito doveva pagare esclusivamente lo scooter, visto che i cannoni già li aveva (i magazzini erano pieni di M20).

La Vespa 150 TAP accompagnò i paracadutisti francesi fino al 1962, quando terminò la guerra d’Algeria. Una volta venuta meno la necessità di un veicolo aviotrasportabile leggero, questo fu ritirato dal servizio.

Non ho trovato dettagli sul suo utilizzo, ma il fatto che sia stata usata fino al 1962 e realizzata in gran numero indica che probabilmente l’esercito francese fu piuttosto soddisfatto dell’acquisto.

Vespa 150 TAP in assetto di combattimento
La “Vespa anticarro” in assetto di combattimento. Questa configurazione è puramente ipotetica, dato che questi veicoli agivano in coppia: uno con le munizioni, l’altro con il cannone. Probabilmente, nelle sabbie algerine non avreste mai incontrato una Vespa 150 TAP così equipaggiata. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: R.I.V.A.R.S. Registro Italiano Veicoli Abitativi Ricreazionali Storici, foto di C.Galliani. CC BY 3.0

Dati tecnici

  • Progettista: Piaggio
  • Costruttore: ACMA
  • Tipologia: scooter per il trasporto di cannoni
  • Ingresso in servizio: 1956
  • Ritiro dal servizio: 1962
  • Esemplari costruiti: 600-800
  • Lunghezza: 1,76 m
  • Larghezza: 0,695 m
  • Altezza: 1,11 m
  • Peso: 115 kg
  • Armamento principale: 1 cannone senza rinculo M20 da 75 mm
  • Motore: 1 x 150 cc
  • Velocità massima: 60 km/h
  • Autonomia: 200 km
  • Equipaggio: 1-2

Fonti

(immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons. Credits: R.I.V.A.R.S. Registro Italiano Veicoli Abitativi Ricreazionali Storici, foto di C.Galliani. CC BY 3.0)