Tecnica

Una tecnica è un veicolo militare improvvisato. Avete presente quando, nei servizi televisivi sulle varie guerre civili in giro per il mondo, fanno vedere i miliziani a bordo di pick-up armati? Ecco, quei veicoli in gergo si chiamano tecniche. Il termine con cui vengono chiamati è non-standard tactical vehicle (NSTV), ovvero veicolo tattico non standard.

Naturalmente la categoria non comprende solo i pick-up, ma è piuttosto vasta: potenzialmente, si può definire una tecnica qualunque veicolo (più che altro di origine civile) a quattro ruote con un’arma montata sopra ed abbastanza spazio per contenerla.

I più diffusi in assoluto al giorno d’oggi, comunque, sono i già citati pick-up, soprattutto quelli della Toyota (lo vedremo meglio dopo). Di solito, questi veicoli vengono utilizzati da eserciti irregolari, ma si possono trovare anche in forze armate più classiche.

Le tecniche possono sembrare delle soluzioni di ripiego, ed in parte lo sono. Tuttavia non vanno sottovalutate: estremamente mobili, possono essere micidiali ed a seconda di quello che uno ci monta sopra riescono a tenere testa a veicoli blindati e, in alcuni casi, anche a aerei.

Origine del termine “tecnica”

Domanda spontanea: perché le tecniche si chiamano così? Beh, l’utilizzo di questa parola per descrivere i veicoli militari improvvisati nacque in Somalia, più precisamente nei primissimi anni novanta.

In quel periodo, le organizzazioni non governative che operavano nel Paese assumevano miliziani locali per motivi di sicurezza (scorte, ecc.). Questi erano pagati con somme chiamate “garanzia per l’assistenza tecnica” (in inglese: technical assistance grants). In poco tempo, per estensione si iniziò ad utilizzare il termine “tecniche” anche per identificare i veicoli armati usati per i servizi di scorta, su cui i miliziani si muovevano.

Tecnica in Somalia
Una tecnica in azione con l’esercito somalo. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: AMISOM Public Information. CC0 1.0

La storia delle tecniche

Le tecniche ovviamente non nascono in Somalia. Anzi, se parliamo di veicoli a motore civili adattati per l’uso militare, la loro origine risale addirittura al primo conflitto mondiale.

Le tecniche fino alla seconda guerra mondiale

Nel 1914 i francesi montarono su alcuni camion dei piccoli cannoni per difendere la città di Papeete (Polinesia Francese) da una squadra navale tedesca. Più o meno nello stesso periodo, dei veicoli civili armati (e rinforzati con piastre metalliche) apparvero sul fronte russo.

L’utilizzo di questi mezzi “arrangiati” continuò durante gli anni venti e trenta, soprattutto durante la guerra civile spagnola.

Grandi utilizzatori di camion adattati e Jeep Willis armate, durante il secondo conflitto mondiale, furono i membri del SAS, le forze speciali britanniche che operavano in Africa Settentrionale, oltre che del Long Range Desert Group, sempre nello stesso teatro operazioni.

Anche successivamente, il SAS britannico continuò ad usare tecniche, montando sulle Land Rover armi di tutti i tipi.

I pionieri delle tecniche: la guerra nel Sahara Occidentale

Fino agli anni settanta, l’utilizzo delle tecniche (intese come fuoristrada civili armati) era stato piuttosto sporadico, e limitato ad alcune unità specializzate o situazioni particolari. Le cose cambiarono a causa di una guerra praticamente dimenticata, quella condotta dal Fronte Polisario per l’indipendenza del Sahara Occidentale. Si tratta di una vasta regione a Sud del Marocco, che si è autoproclamata indipendente come Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi.

Il problema è che il Marocco occupa ancora oggi metà del territorio, e la repubblica ha solo un parziale riconoscimento internazionale (le Nazioni Unite, per dire, lo considerano territorio autonomo).

Tralasciando le questioni storiche, i ribelli del Fronte Polisario furono largamente forniti di fuoristrada Land Rover dall’Algeria (sempre in pessimi rapporti con il vicino Marocco), che furono usati per incursioni su vasta scala e lunghe distanze.

I pick-up Rover si rivelarono molto efficaci, tanto da convincere l’esercito marocchino ad adottarli, utilizzandoli a sua volta contro i ribelli.

Tecnica in Libia
Una tecnica nel 2011 fotografata in Libia ed usata dai ribelli contro le forze di Gheddafi. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: ليبي صح. CC0 1.0

Il trionfo delle tecniche: la guerra delle Toyota

Le Tecniche (che ancora non si chiamavano così) diedero una spettacolare dimostrazione di superiorità in quella che è stata chiamata la “guerra delle Toyota“. Si tratta dell’ultima fase di un conflitto dimenticato tra Ciad e Libia, combattuto tra il 1978 ed il 1987. L’oggetto della contesa era una riga di terra, chiamata Striscia di Aouzou: luogo ricco di sabbia, pietre e giacimenti di uranio.

L’esercito libico, nel 1986, era saldamente in territorio ciadiano, e ne occupava la parte settentrionale. L’esercito del Ciad, appoggiato dai francesi e finanziato dagli Stati uniti, passò al contrattacco. Per l’occasione, le truppe ciadiane erano state rifornite con ben 400 pick-up Toyota Hilux, sui cui cassoni furono montati missili anticarro MILAN ed armi di ogni tipo.

I libici del colonnello Gheddafi erano armati in modo pesante, con carri armati e blindati, ma vennero sconfitti in modo clamoroso in un posto chiamato Fada: l’esercito libico ebbe quasi 800 morti ed oltre 90 carri armati distrutti, più la perdita di altro materiale. I ciadiani, sfruttando la migliore mobilità delle loro forze e la conoscenza del territorio, ebbero appena 18 morti e tre pick-up distrutti.

La battaglia di Fada può essere considerata una delle più grandi vittorie ottenute da un esercito armato di tecniche.

Per la cronaca, alla fine fu il Ciad a vincere la guerra, e ad avere la Striscia di Aouzou (decisione della Corte Internazionale di Giustizia nel 1994).

Toyota con lanciamissili TOW
Una Toyota iraniana fotografata durante le guerra contro l’Iraq (1980-1988). Il veicolo è equipaggiato con un missile BGM-71 TOW. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: autore sconosciuto, sajed.ir. GFDL

Le tecniche oggi

L’utilizzo di questi veicoli si è diffuso sempre di più a partire dagli anni novanta, quando è diventata l’arma preferita di signori della guerra, miliziani ed eserciti irregolari. Non solo. Le tecniche vengono usate largamente anche da forze di polizia, di sicurezza ed anche da diversi eserciti regolari (solitamente con scarse risorse).

I pick-up con le armi nel cassone hanno trovato impiego nelle varie guerre che hanno martoriato (e stanno martoriando) la Somalia, in Yemen, nel Darfur, nella guerra civile siriana, in quella libica, nel Donbass, in Libano. L’esercito iracheno di Saddam Hussein li utilizzò nel 2003 contro le forze della coalizione, ma con scarsi risultati. In compenso, i ribelli e le milizie irachene del dopo-Saddam hanno largamente e con successo utilizzato le tecniche.

Grandi utilizzatori di questi veicoli sono stati gli afghani (sia l’esercito regolare, sia i talebani) e soprattutto gli uomini dell’Isis: le tecniche, infatti, appaiono molto spesso nei video propagandistici di questi ultimi, in colonna, pieni di miliziani armati fino ai denti e con le bandiere nere al vento.

Insomma, si tratta di veicoli piuttosto efficaci, altamente mobili, economici e quindi alla portata di tutti. Negli eserciti privati e nelle milizie dei vari signori della guerra, la forza dei comandanti si misura dal numero di tecniche che può mettere in campo.

Oltretutto, oltre ad essere usate per i compiti più disparati, se adeguatamente armate con missili le tecniche possono anche dire la loro contro i veicoli corazzati (blindati e carri armati), oltre che fornire un certo supporto contro gli aerei.

Insomma, un’arma semplice ma da prendere nella dovuta considerazione.

Tecnica con lanciarazzi
Una tecnica dei ribelli siriani in azione con un lanciarazzi montato nel cassone. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Qasioun News Agency. CC BY 3.0

Descrizione di una tecnica

Ma come sono fatti questi veicoli? Molto in breve, una tecnica è un pick-up con un’arma montata sul cassone.

I pick-up

Abbastanza spesso, il pick-up è di marca Toyota. Può sembrare strano, ma è così. Probabilmente per una questione di affidabilità, prestazioni, robustezza, prezzo… Tutti fattori essenziali per eserciti spesso “improvvisati”, che non hanno grandi possibilità di fare manutenzione ai propri mezzi. I modelli più usati sono la Toyota Hilux (soprattutto) e la Toyota Land Cruiser, in tutte le versioni. Evidentemente, le ottime caratteristiche di questi veicoli (che, lo ricordo, sono pensati per un utilizzo rigorosamente civile) li rendono idonei ad essere usati in combattimento da miliziani o eserciti con poche risorse.

Comunque, va detto che sono piuttosto diffusi anche modelli Ford (soprattutto Ranger) e le Mitsubishi Triton. In generale, basta che siano resistenti, affidabili, ed abbiano un cassone ampio. Se poi dovessero avere anche la doppia cabina, beh, meglio ancora.

I preferiti, comunque, sembrano essere i modelli Toyota. Non è un’impressione. Il Dipartimento del Tesoro USA ha formalmente chiesto alla casa automobilistica giapponese come mai le forze dell’Isis avessero così tanti suoi pick-up. La Toyota, oltre a ribadire che i suoi modelli sono esclusivamente per utilizzo civile si è giustificata dicendo che, come azienda, non può controllare quello che fanno i rivenditori terzi.

Un problema che a quanto pare affligge pure gli Stati Uniti. Un idraulico texano ha citato in giudizio un rivenditore di automobili per un fatto abbastanza spiacevole: il suo pick-up Ford F-250, che aveva dato indietro in cambio di un nuovo modello, è stato immortalato in una colonna dell’Isis, con un cannone montato dietro. Il problema è che il rivenditore non aveva rimosso le scritte, e quindi logo e numero di telefono del povero idraulico erano visibilissimi (per questo ha ricevuto minacce telefoniche).

Tecnica in Iraq
Una tecnica della polizia irachena nel 2007. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: SSG Bennie Corbett. US Public Domain

Le corazzature e le colorazioni

I pick-up sono di origine civile, quindi non sono previste corazzature. Tuttavia, questo non impedisce agli utilizzatori di montarle. Niente di troppo sofisticato, ovviamente: solo delle piastre metalliche o delle griglie nei punti più vulnerabili del veicolo, capaci di proteggere dal fuoco delle armi leggere. Del resto, proprio per la scarsa protezione che offrono, le tecniche sono una caratteristica, oltre che delle milizie e delle forze irregolari, degli eserciti con pochi fondi (trovarle in quelli “ricchi” è difficile).

Un discorso a parte sono le colorazioni. Solitamente, le milizie o gli eserciti che utilizzano le tecniche le “militarizzano” con tinte mimetiche, diverse a seconda dell’ambiente (se sei nel deserto, una bella colorazione sabbia è immancabile). Tuttavia, in certi casi, questi pick-up non vengono ridipinti, ma lasciati nel loro colore originale. Alcune volte, senza nemmeno togliere gli adesivi, come un certo idraulico texano sa molto bene…

Tecnica a Timbuctù
Una tecnica “in servizio” con i jihadisti fotografata a Timbuctù nel 2012. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Magharebia. CC BY 2.0

Le armi delle tecniche

Che armi vengono montate sui cassoni delle tecniche? Beh, la risposta non è semplice, nel senso che viene installato praticamente di tutto. Solitamente, ci si monta quello che si trova nei magazzini o che è immediatamente disponibile. In generale, le armi più diffuse sono:

  • mitragliatrici pesanti di ogni tipo (di solito, DShK sovietiche o M2 Browning statunitensi);
  • cannoni antiaerei, che però vengono usati contro bersagli a terra. I modelli più diffusi sono sovietici, solitamente ZU-23 a due canne oppure ZPU con un numero di canne compreso tra uno e quattro. Entrambi i modelli sono diffusissimi e sono da 14,5 mm;
  • cannoni senza rinculo, di solito SBP-9 sovietici da 73 mm o M40 americani da 105 mm. Entrambi i modelli hanno caratteristiche comuni: sono economici, diffusissimi, semplici da usare e leggeri;
  • lanciarazzi multipli, di ogni modello ed origine. Quelli che vanno per la maggiore sono russi (sovietici) e cinesi, ma anche i modelli jugoslavi sono piuttosto diffusi.
Tecnica con pod lanciarazzi
Una tecnica catturata in Siria. Nel cassone è montato un pod lanciarazzi per utilizzo aeronautico. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Mil.ru – Ministero della Difesa Russo. CC BY 4.0

Più raramente, su questi veicoli vengono installati missili anticarro: dipende dalla disponibilità. Comunque, le armi elencate sopra sono diffusissime, per tutta una serie di ragioni storiche ed economiche (oltre che tecniche: i sovietici hanno fatto certa roba indistruttibile, adatta ad ogni clima). I materiali di origine sovietica, in particolare, si possono trovare praticamente ovunque: le politiche sovietiche di appoggio ai guerriglieri comunisti, o le forniture a prezzi stracciati a paesi africani e asiatici, hanno messo in circolazione enormi quantità di armi costruite nel Paese socialista. Per tacere di tutto quello che è stato venduto dopo la fine della guerra fredda, quando i magazzini sono stati letteralmente svuotati e ceduti al miglior offerente per fare cassa.

Fonti

(immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons. Credits: Qasioun News Agency. CC BY 3.0)