Progetto Babilonia

Progetto Babilonia. Un nome evocativo, che potrebbe far pensare ad un programma universitario di ricerca sull’antica civiltà mesopotamica, oppure ad una campagna di scavi archeologici. Beh, niente di tutto questo: si tratta di un cannone. Un cannone colossale, progettato per l’Iraq di Saddam Hussein dal canadese Gerald Bull, che sarebbe dovuto servire per lanciare satelliti, come arma antisatellite e, forse, per attaccare Israele. Alla fine, non venne mai costruito, ma la sua storia merita comunque di essere raccontata.

Sviluppo del “Babilonia”

Anno 1988. L’esperto di artiglieria canadese Bull collaborava con gli iracheni già da molti anni, progettando per l’esercito di Saddam pezzi di artiglieria estremamente potenti ed efficaci. All’epoca, l’Iraq stava combattendo una guerra sanguinosa contro l’Iran, ed aveva bisogno di armi. Armi che venivano fornite in grandi quantità (ed a caro prezzo) da praticamente tutte le potenze occidentali (e non solo). La collaborazione di Bull, quindi, era ben vista praticamente da tutti, con le ovvie eccezioni di Iran ed Israele.

In passato, il canadese (che, ricordiamo, era un vero genio delle artiglierie a lunga gittata) aveva lavorato al progetto HARP, relativo ad un cannone in grado di mettere in orbita satelliti. Questo programma era stato cancellato, ma probabilmente a Bull era rimasta l’idea di realizzare qualcosa in questo senso. Quindi, alla fine degli anni ottanta, propose a Saddam un supercannone: un vero mostro che sarebbe stato capace di mettere in orbita satelliti, oltre che colpire gli Stati vicini grazie alla sua enorme gittata.

Cannone Babilonia - Canna
Sezioni della canna del Babylon. Visto che l’Iraq non aveva le capacità tecniche di realizzare una cosa dl genere, commissionò le sezioni di canna ad aziende estere, spacciandole per parti di un complesso petrolchimico. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Gaius Cornelius. Public Domain

In effetti non è chiaro quanto Bull credesse all’efficacia militare della sua creatura (probabilmente non ci credeva proprio: i motivi erano legati essenzialmente alle dimensioni ed al fatto di essere fisso), ma l’idea interessò parecchio il dittatore iracheno (anche perché in quel periodo il Paese mediorientale stava portando avanti un embrione di programma spaziale). Quindi, alla fine, l’ingegnere canadese ottenne il suo scopo: un contratto da 25 milioni di dollari (del 1988!) per costruire tre cannoni.

Il programma venne chiamato PC-2, abbreviazione di Petrochemical Complex-2 (Complesso Petrolchimico 2 in italiano). Si decise di usare un nome in codice per facilitare l’acquisto dei componenti dall’estero. L’Iraq infatti non aveva le capacità tecniche per realizzare una cosa del genere, e visto che si trattava di lamiere e tubi (i cannoni sarebbero stati assemblati sul posto), spacciarli per componenti di un complesso petrolifero avrebbe facilitato parecchio le cose. In realtà, la precauzione fu inutile: se le industrie incaricate forse furono all’oscuro di quello che stavano realizzando, i servizi segreti esteri erano perfettamente al corrente del programma iracheno.

Caratteristiche tecniche e costruzione del “Progetto Babilonia”

Parliamo adesso dei tre cannoni che furono commissionati a Bull. In realtà, si trattava di un prototipo da 350 mm (chiamato Baby Babylon) e due definitivi (Babylon) da 1.000 m. Il prototipo venne effettivamente realizzato e testato, in una località chiamata Jabal Hamrayn, situata a 145 km a nord della capitale Baghdad.

Baby Babylon

Il Baby Babylon fu completato nel 1989, appena un anno dopo l’inizio del programma. In confronto ad altri “mostri” costruiti, era relativamente leggero: appena 102 tonnellate. La sua canna da 350 mm era lunga 45 metri, ed era sistemata orizzontalmente al terreno. Così sistemato, venne provato usando proiettili di piombo, e fu poi rimontato sul lato di una collina, inclinato di 45°. La sua gittata teorica era di 750 km, ma non risulta che sia mai stata raggiunta durante le prove. Viste le dimensioni abbastanza contenute, la sua costruzione fu molto più gestibile.

Babylon

Babylon era il cannone definitivo (in tutti i sensi). Ne vennero commissionati due, ma alla fine non ne fu realizzato nemmeno uno. Le dimensioni avrebbero dovuto essere colossali: una canna di 156 metri pesante 1.510 tonnellate, composta da sezioni di sei metri (costruite separatamente e spacciate per condotte petrolifere), una culatta da 165 tonnellate e quattro cilindri di rinculo da 220 tonnellate l’uno. Complessivamente, tutti questi componenti avrebbero raggiunto un peso superiore alle 2.500 tonnellate, ridicolizzando le 1.350 dell’attuale peso massimo, il Gustav tedesco. Secondo i calcoli di Bull, il Babylon sarebbe stato capace di sparare un proiettile da un metro di diametro pesante 600 kg alla distanza di 1.000 km, oppure un proiettile a razzo di due tonnellate in orbita (con 200 kg di carico utile). Anche in termini di gittata, surclassava il precedente “record” del cannone di Parigi

Per sparare, il Babylon avrebbe dovuto essere caricato con nove tonnellate di uno speciale propellente.

Già, ma sparare cosa? In pratica, il Babylon a cosa sarebbe dovuto servire? Informazioni riportate da un disertore iracheno riferiscono di attacchi a lunga gittata usando armi nucleari, batteriologiche o chimiche, oltre che come lanciatore spaziale.

Cannone Babilonia - Culatta
Modellino della culatta del Babylon. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Geni. CC BY-SA 3.0

Epilogo del Progetto Babilonia

Il “delitto Bull”

Il Progetto Babilonia ebbe una vita molto breve. Il 22 marzo 1990, Bull venne assassinato a colpi di pistola da alcuni killer, proprio fuori casa sua a Bruxelles. Si tratta di uno di quei delitti irrisolti che farebbero la gioia di qualunque giallista.

Il principale sospettato del delitto è il Mossad israeliano, e la cosa ha molto senso vista la natura dei lavori che Bull svolgeva per l’Iraq. Tuttavia, i motivi probabilmente non sono legati al Babylon: come arma, questo cannone sarebbe stata poco efficace. Infatti era grosso, facile da colpire e soprattutto fisso: non poteva essere spostato o ruotato… Insomma: avrebbe potuto sparare in una sola direzione. Quindi, tutto il discorso sulla sua pericolosità per attacchi a lungo raggio con armi nucleari o chimiche va fortemente ridimensionato: gli israeliani avrebbero potuto neutralizzarlo facilmente. Sicuramente, avrebbe potuto avere un senso come lanciatore spaziale (e quindi come arma antisatellite): secondo i calcoli di Bull, avrebbe permesso di inviare in orbita carichi a basso costo, nell’ordine dei 1.700 dollari al kg (contro i circa 20.000 che sono necessari usando un lanciatore normale).

Le (probabili) ragioni dell’omicidio

I motivi dell’assassinio di Bull vanno quasi sicuramente ricercati nel lavoro che stava portando avanti per Saddam sui veicoli di rientro dei missili balistici (quelle che vengono comunemente chiamate testate), cosa che avrebbe notevolmente migliorato la precisione e la gittata degli Scud iracheni. E se andiamo a parlare di missili, i sospetti sull’omicidio dell’ingegnere canadese si possono benissimo allargare ad altri vicini, Iran in particolare (la guerra Iran-Iraq era finita da un paio d’anni). Insomma, a meno di clamorose rivelazioni o aperture di archivi, il delitto Bull è destinato a rimanere un mistero.

La Guerra del Golfo e la fine del programma

La morte di Bull, di per sé, non avrebbe comportato la fine del Progetto Babilonia: i progetti comunque erano pronti, i vari componenti in produzione e gli iracheni avevano delle competenze in materia.

Un altro imprevisto facilmente superabile sarebbe stato il sequestro, tre settimane dopo la morte di Bull, di alcune sezioni del Babylon da parte delle dogane inglesi: i doganieri, scrupolosi, richiesero i progetti del petrolchimico a cui erano destinati, ed ovviamente gli iracheni non riuscirono a produrlo. Giuridicamente, la cosa non ebbe un seguito, anche perché non si trattava di un’attività vietata dalla legge, ma solo al limite (e comunque ricordiamo che i servizi segreti internazionali erano a conoscenza del reale scopo del progetto iracheno).

La vera fine del Progetto Babilonia arrivò il 2 agosto 1990, quando l’Iraq invase il Kuwait: a quel punto, tutte le forniture furono ufficialmente bloccate, e conclusa la guerra i vari componenti del Babylon, il Baby Babylon ed il propellente speciale per il lancio dei proiettili furono distrutti dalle Nazioni Unite.

Il cannone oggi

Oggi, alla Royal Armouries’ Collection, a Fort Nelson, possono essere ammirati un paio di giganteschi tubi: sono tra i pochissimi elementi rimasti del Babylon. Sono quelli in foto e si, fanno una certa impressione.

Dati tecnici

  • Progettista: Gerald Bull
  • Tipologia: cannone lanciasatelliti
  • Ingresso in servizio: prototipo mai ultimato
  • Esemplari costruiti: nessuno
  • Peso: 2.500 tonnellate
  • Lunghezza della canna: 156 m
  • Calibro: 1.000 mm
  • Peso proiettile: 600 kg
  • Gittata: 1.000 km

Fonti

(immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons. Credits: Geni. CC BY-SA 3.0)