Missile RS-24

I russi hanno in servizio un grosso numero di missili balistici. Purtroppo spesso basta accendere la televisione per accorgersene: tra guerre, test vari, esercitazioni, rischieramenti e programmi di riarmo, capita con una certa frequenza di sentir parlare di queste armi.

Ma esattamente, cosa è un missile balistico? E quanti ne hanno i russi?

Bene, l’articolo cercherà di dare una risposta a queste domande. Premesso che su questo argomento ci si potrebbe tirare fuori un libro (o un sito intero, visto che siamo su internet), cercherò di essere il più breve e chiaro possibile, in modo da dare una panoramica sulla materia.

Cos’è un missile balistico e come si classificano

Un missile balistico è un tipo di missile che trasporta una o più testate (convenzionali o nucleari) su un determinato obiettivo seguendo una traiettoria balistica.

Detto molto in breve, un missile che parte, va verso l’alto, segue una traiettoria parabolica che spesso comprendere un passaggio fuori l’atmosfera (nello spazio) e atterra sul suo obiettivo.

Esistono vari criteri per classificare un missile balistico. Io vi riporto quelli di armscontrol.org, che sono molto usati.

  • SRBM (Short-range Ballistic Missile) – Missile balistico a corto raggio: gittata inferiore a 1.000 km.
  • MRBM (Medium-range Ballistic Missile) – Missile balistico a medio raggio: gittata compresa tra i 1.000 ed i 3.500 km.
  • IRBM (Intermediate-range Ballistic Missile) – Missile balistico a raggio intermedio: gittata compresa tra i 3.500 ed i 5.500 km.
  • ICBM (Intercontinental Ballistic Missile) – Missile balistico intercontinentale: gittata superiore a 5.500 km.

Solitamente, i missili a corto raggio (e pure medio) vengono detti tattici (fino a 300 km) o “di teatro” (fino a 3.500). Tornando un attimo al discorso sulla fase di volo accennata poco sopra, quelli con gittata inferiore a 350 km restano dentro l’atmosfera.

A questi sistemi (che sono terrestri) si possono aggiungere gli SLBM (Submarine-launched Ballistic Missile), ovvero i missili balistici sublanciati da sottomarini nucleari. Questi missili sono detti anche “a cambiamento d’ambiente”, visto che vengono lanciati in immersione (partono in acqua e volano in aria).

Ci sono poi gli ultimi arrivati, gli ALBM (Air-launched Ballistic Missile), ovvero i missili balistici aviolanciati da aerei in volo.

MIRV
Testate nucleari MIRV di un ICBM statunitense LGM-118 Peacekeeper. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Wilson44691. CC0 1.0

Funzionamento di un missile balistico

Il profilo di missione di un missile balistico è composto da tre fasi:

  • lancio e fase propulsa;
  • free flight (volo libero);
  • rientro.

Approfondiamo brevemente.

Il lancio e la fase propulsa

Un missile balistico può essere lanciato da un silo (un pozzo corazzato sotterraneo con una copertura blindata), un tubo di lancio, un TEL (transporter erector launcher: si tratta di lanciatori mobili, anche molto grossi) oppure, nel caso degli SLBM, da un sottomarino lanciamissili balistici.

La fase di partenza è molto delicata, e può essere di due tipi:

  • hot start (partenza calda), quando accende i motori direttamente dentro il silo o il tubo;
  • cold start (partenza a freddo), quando il missile accende i motori all’esterno. Esce dal silo/tubo grazie ad un getto di gas.

Il secondo sistema è molto più moderno, e consente di riutilizzare la piattaforma di lancio in breve tempo (con la partenza calda, in sostanza, la distruggi). I russi furono i pionieri della cold start, e la utilizzano dagli anni settanta.

Solitamente, questa fase “dura” fino a quando ci sono i motori accesi che “spingono” il missile. Tecnicamente, un missile può essere un “blocco unico” oppure essere costituito da più pezzi, chiamati stadi. Uno stadio è una parte di missile che comprende motore e carburante per alimentarlo: quando il propellente finisce, viene sganciata. In questo modo, il missile evita di portarsi dietro peso inutile.

I motori di un missile possono essere alimentati a propellente solido o liquido. Entrambi hanno vantaggi e svantaggi, però in ambito militare è particolarmente usato quello solido, per via della sicurezza e per il fatto di essere stoccabile più a lungo (un ICBM a propellente solido, in sostanza, lo posizioni e te lo dimentichi). I propellenti liquidi, comunque, hanno una spinta maggiore, e di solito sono usatissimi per i lanciatori spaziali.

Durante questa fase, il missile raggiunge quote molto elevate, e se ha una gittata maggiore di 350 km, arriva nello spazio, fuori dall’atmosfera terrestre.

Schema ICBM
Schema interno di un ICBM statunitense Minuteman III. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Acdx. Public Domain

Il free flight di un missile balistico

Il volo libero inizia quando il missile finisce il propellente, ed in sostanza è la parte più lunga del suo “viaggio”. Si svolge quasi interamente in una traiettoria suborbitale, parabolica. Qui il missile può viaggiare senza problemi, dato che non c’è resistenza dell’aria (o comunque è molto trascurabile).

L’altezza massima che può raggiungere in questa fase è di 2.000 km: parecchio, se pensiamo che la Stazione Spaziale Internazionale è a poco più di 400 km. La traiettoria suborbitale, tuttavia, è tale perché un oggetto raggiunge lo spazio, ma non riesce ad effettuare una rivoluzione completa: in pratica, rientra prima di fare tutto “il giro” della Terra.

Se siamo in presenza di testate multiple, ad un certo punto queste si separeranno dall’ultimo stadio del missile ed inizieranno a viaggiare per conto proprio, fino al rientro in atmosfera.

Funzionamento ICBM
Schema di funzionamento di un ICBM statunitense Minuteman III. 1) Lancio con accensione del primo stadio (A). 2) Dopo 60 secondi, il primo stadio si sgancia, il secondo (B) si accende e il cappuccio aerodinamico sulle testate (E) vola via. 3) 120 secondi dopo il lancio, il secondo stadio si sgancia e si accende il terzo (C). 4) 180 secondi dopo il lancio il terzo stadio finisce il carburante, e la sezione con le testate (D) si sgancia. 5) La parte con le testate prosegue il viaggio. 6) Le testate si separano. 7) Le testate rientrano in atmosfera. 8) Le testate arrivano a destinazione ed esplodono. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Fastfission. Public Domain

Il rientro

La testata (o le testate, se sono più di una) è chiamata anche veicolo di rientro perché, appunto, “rientra” nell’atmosfera dopo il volo suborbitale. Le testate (o veicoli di rientro) possono essere di vari tipi:

  • singola, è il caso più semplice. Tipica dei missili a corto raggio, ma si trova anche sugli ICBM;
  • MRV, ovvero multiple. Progettate per “piovere” su un singolo obiettivo, o su più obiettivi ravvicinati saturando un’area e distruggendo tutto.
  • MIRV, ovvero i veicoli di rientro multipli indipendenti. Sono l’evoluzione delle MRV, visto che oltre ad essere multiple possono essere programmate ognuna su un singolo bersaglio.
  • MARV, ovvero quelle manovrabili. Hanno un sistema di guida radar attiva e possono cambiare traiettoria durante la fase di rientro. Praticamente servono ad aumentare la precisione ed eludere le difese antimissile.

Oltre alle testate, merita un cenno anche l’Avangard, un aliante ipersonico russo. Si tratta di un dispositivo con propulsione propria, caricato su un missile, che può trasportare una testata (convenzionale o nucleare). Il problema è che lo fa a velocità folli, nell’ordine dei 24.000-36.000 km/h, e cambiando la sua traiettoria di volo.

Veicoli di rientro LGM-118
Testate (inerti) in rientro di un ICBM statunitense LGM-118 Peacekeeper. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: David James Paquin. US Public Domain

Il rientro, comunque, avviene sempre ad altissime velocità, e la traiettoria è influenzata dall’aria.

Nei missili, la precisione è molto importante. Per calcolarla, si utilizza la probabilità di errore circolare (CEP in inglese): sarebbe il raggio della circonferenza, incentrata sul bersaglio, entro cui cade il 50% dei proiettili sparati contro il bersaglio stesso con la stessa arma o con il medesimo sistema di lancio. Intuitivamente, più il numero è basso, più il sistema d’arma è preciso. Il numero è espresso in metri o, nei casi più gravi, chilometri.

I missili balistici russi

Dopo questa premessa tecnica, nei capitoli successivi vedremo quali missili balistici vengono usati oggi in Russia, e da quale forza armata (spoiler: le Forze Missilistiche Strategiche, le forze di terra, la marina militare e le forze aerospaziali).

Una parola sui nomi. I missili russi hanno nomi abbastanza complicati, non tanto perché siano in russo, quanto piuttosto perché ne hanno più di uno! Tra codifiche interne, nomi di servizio e nomi in codice NATO, la faccenda è molto complicata. Ne ho già parlato in un altro articolo, che potete leggere se desiderate approfondire. Qui mi limiterò a citare i nomi di servizio e le codifiche NATO.

SS-18 Satan
Un SS-18 Satan in un museo. Si vede molto bene in primo piano il “meccanismo” per la partenza a freddo. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Vadim Tolbatov. CC BY-SA 4.0

Le Forze Missilistiche Strategiche

Dopo di noi, il silenzio

Motto delle Forze Missilistiche Strategiche

Le Forze Missilistiche Strategiche (sigla RVSN) è la componente delle forze armate russe che gestisce gli ICBM con base a terra. Questo corpo ha sede a Vlasikha, vicino Mosca, ed è articolato su tre armate e 12 divisioni, per un totale di 60.000 uomini.

Le divisioni (e relative basi missilistiche) hanno sede, di solito, in piccoli centri, delle città che esistono praticamente solo per ospitare queste unità. Queste località sono, ovviamente, ad accesso molto limitato, e si chiamano ZATO. Ne ho parlato qui.

Secondo gli ultimi dati disponibili, ha in carico 320 missili di vari tipi, con 1181 testate nucleari di pronto impiego.

Questi missili sono dentro i silos oppure su rampe mobili stradali. I sistemi ferroviari sono stati radiati nel 2004.

R-36M/SS-18 Satan

Il missile R-36M (NATO: SS-18 Satan) è il più grande ICBM oggi in circolazione, nonché il più potente. È un missile a due stadi a propellente liquido, con partenza a freddo ed ospitato in un silo profondo 39 metri. Deriva dall’R-36 (SS-9 Scarp), e la versione base è entrata in servizio nel 1975. Complessivamente, è stato costruito in sei varianti. Oggi rimane in servizio solo l’ultima, equipaggiata con 10 MIRV.

Questo missile sarà sostituito dall’RS-28 Sarmat (ancora più grosso e potente), che dovrebbe entrare in servizio nel 2022. La sua radiazione è stata accelerata a causa della crisi con l’Ucraina: ai tempi dell’Unione Sovietica, infatti, questi ICBM venivano fabbricati proprio in Ucraina, e la manutenzione veniva curata dai tecnici di quel Paese. Cosa che, per ovvi motivi, non avviene più…

Al momento (2022) ne sono in servizio 46 esemplari.

  • Tipologia: ICBM (silo)
  • Ingresso in servizio: 1975 (base)
  • Versione in servizio: R-36M2 (1988)
  • Lunghezza: 34,3 m
  • Diametro: 3 m
  • Peso al lancio: circa 200 tonnellate
  • N. stadi: 2
  • N. Testate: 10 MIRV da 550-800 kilotoni l’una
  • Gittata: 11.000 km
  • CEP: 500 m
SS-18 Satan
Caricamento del silo di un SS-18 Satan. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Ronald C. Wittmann, DIA. US Public Domain

UR-100N/SS-19 Stiletto

L’UR-100N (NATO: SS-19 Stiletto) è l’ultimo rappresentate della “famiglia” di missili universali ideata da Chelomei (ne abbiamo visto uno qui), nonché discendente dell’UR-100 (SS-Sego per la NATO). Entrato in servizio nel 1973, è stato realizzato in tre versioni. Oggi è praticamente in fase di radiazione: ne sopravvivono tra i due ed i sei esemplari in tutto, equipaggiati con il sistema ipersonico Avangard.

Ad oggi, è l’unico ICBM russo in servizio con un sistema di partenza a caldo. Ha due stadi a propellente liquido, e può trasportare sei MIRV.

  • Tipologia: ICBM (silo)
  • Ingresso in servizio: 1975 (base)
  • Versione in servizio: UR-100NUTTKh (1980)
  • Lunghezza: 24,3 m
  • Diametro: 2,5 m
  • Peso al lancio: 105,6 tonnellate
  • N. stadi: 2
  • N. Testate: 6 MIRV da 700 kilotoni (gli esemplari in servizio, con l’Avangard, ne caricano solo una)
  • Gittata: 10.000 km
  • CEP: 280 m
SS-19 Stiletto
Un SS-19 Stiletto nel suo cilindro per il trasporto ed il lancio. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Vitaly V. Kuzmin. CC BY-SA 4.0

RT-2PM Topol/SS-25 Sickle

Il missile RT-2PM Topol (NATO: SS-25 Sickle) è un ICBM su rampa mobile, tre stadi a propellente solido. Può trasportare una singola testata nucleare da 550-800 kilotoni.

Questo missile viene movimentato tramite un TEL a sette assi MAZ-7917, all’interno di un cilindro di lancio verticalizzabile. Il sistema di lancio è a freddo.

L’SS-25 è entrato in servizio nel 1988, ed è stato costruito in circa 450 unità. Oggi è in fase di radiazione, e si prevede che in pochi anni sarà completamente ritirato dal servizio. Attualmente, ne risultano in carico ai reparti una quarantina di esemplari.

  • Tipologia: ICBM (rampa mobile stradale)
  • Ingresso in servizio: 1988
  • Lunghezza: 20,5 m
  • Diametro: 1,6 m
  • Peso al lancio: 45,1 tonnellate
  • N. stadi: 3
  • N. Testate: 1 da 550-800 kilotoni
  • Gittata: 11.000 km
  • CEP: 200-900 m
SS-25 Sickle Topol
Un SS-25 Sickle a bordo del suo TEL a sette assi. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Vitaly V. Kuzmin. CC BY-SA 4.0

RT-2PM2 Topol-M/ SS-27 Sickle B

L’ICBM RT-2PM2 Topol-M (NATO: SS-27 Sickle B) è il successore dell’SS-25. Molto simile come dimensioni e prestazioni (tre stadi a propellente solido, partenza a freddo), si differenzia per una caratteristica essenziale: è progettato appositamente per eludere lo scudo antimissile statunitense. La sua testata singola, infatti, è progettata per effettuare manovre evasive, oltre ad essere schermata dalle contromisure elettroniche. Inoltre, la sua velocità è molto alta.

Tecnicamente, comunque, l’SS-27 è idoneo a trasportare 4-6 MIRV, che però di solito non vengono caricate.

Questo missile è stato realizzato in due versioni: una da silo e l’altra per rampa mobile stradale (il TEL è un MZKT-79221 ad otto assi). Oggi ne sono in servizio 78 esemplari (18 mobili e 60 da silo), e la sua produzione è stata interrotta a favore di modelli più potenti.

  • Tipologia: ICBM (silo e rampa mobile stradale)
  • Ingresso in servizio: 1997
  • Lunghezza: 21,9 m
  • Diametro: 1,9 m
  • Peso al lancio: 47 tonnellate
  • N. stadi: 3
  • N. Testate: 1 da 500 kilotoni (si parla anche di un megatone)
  • Gittata: 11.000 km
  • CEP: 200 m
SS-27 Sickle B Topol M
Un SS-27 Sickle B (Topol-M) viene infilato in un silo. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Mil.ru. CC BY 4.0

RS-24 Yars/ SS-27 Mod. 2

L’ICBM RS-24 Yars (NATO: SS-27 Mod. 2 o SS-29) è un missile a tre stadi e propellente solido con partenza a freddo. L’Occidente conobbe la sua esistenza solo in occasione del primo lancio, nel 2007. Entrato in servizio nel 2010 in due versioni: una per il lancio da silo, l’altra da TEL (utilizza lo stesso veicolo dell’SS-27 base, il MZKT-79221).

L’RS-24 e l’SS-27 sono praticamente identici: l’unica, grande, differenza (oltre al fatto di essere leggermente più grande) è il fatto che il primo è progettato per trasportare testate multiple. Quante ne trasporti, poi, è un piccolo mistero: si va da 3-4 da 300-500 kilotoni, a 4.6 da 150. Anche questo può eludere (così dicono i progettisti) lo scudo antimissile statunitense.

Numericamente, oggi è il missile balistico intercontinentale più diffuso dell’arsenale russo: oltre 135 sistemi mobili e 15 da silo. La sua produzione procede a pieno ritmo, ed è probabile che andrà a sostituire diversi modelli.

  • Tipologia: ICBM (silo e rampa mobile stradale)
  • Ingresso in servizio: 2010
  • Lunghezza: 22,5 m
  • Diametro: 2 m
  • Peso al lancio: 49,6 tonnellate
  • N. stadi: 3
  • N. Testate: 3-4 da 300-500 kilotoni; 6 da 150 kilotoni
  • Gittata: 10.500 km
  • CEP: 150 m
RS-24 Yars
Un RS-24 versione rampa mobile stradale nel 2014, a bordo del suo TEL. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Vitaly V. Kuzmin. CC BY-SA 4.0

RS-28 Sarmat/SS-X-30 Satan II

Adesso viene il missile grosso, quello che dovrà sostituire l’SS-18 Satan: l’RS-28 Sarmat, o SS-X-30 Satan II per la NATO. Questo gigantesco ICBM è in fase di sviluppo, ed è stato lanciato la prima volta il 20 aprile 2022. Dovrebbe entrare in servizio nel corso dell’anno.

L’RS-28 è un vero colosso: oltre 35 metri, a tre stadi e con propellente liquido. La sua gittata dovrebbe essere qualcosa di eccezionale, capace di raggiungere i 18.000 km. Secondo alcune dichiarazioni, inoltre, tale gittata potrebbe essere ancora superiore: si parla di prestazioni paragonabili al vecchio sistema FOBS, di cui ho parlato qui.

Tecnicamente, dovrebbe essere un’evoluzione del vecchio SS-18 (esteticamente è molto simile). La cosa certa è che lo andrà a sostituire, e sarà di concezione interamente russa (niente più problemi con l’Ucraina per ricambi e manutenzione, dunque). Questo ICBM pesante, comunque, sarà il nerbo della deterrenza nucleare russa, tanto che si pensa di difendere i futuri siti di lancio con batterie antiaeree S-500, con capacità antimissile

  • Tipologia: ICBM (silo)
  • Ingresso in servizio: 2022?
  • Lunghezza: 35,3 m
  • Diametro: 3 m
  • Peso al lancio: 208,1 tonnellate
  • N. stadi: 3
  • N. Testate: 10 da 750 kilotoni o 15 più piccole. Possibilità di imbarcare anche un certo numero di Avangard
  • Gittata: 18.000 km
  • CEP: ?

RS-26 Rubezh/SS-X-31

L’RS-26 Rubezh (NATO: SS-X-31) è un caso abbastanza particolare: tecnicamente è un ICBM, ma per certe sue caratteristiche in Occidente si ritiene un IRBM (raggio intermedio). E questo è un problema, visto che gli IRBM sono vietati dal Trattato INF del 1987. I russi sostengono di no, dato che in un’occasione il missile ha raggiunto i 5.800 km (sopra i 5.500 km è considerato un ICBM). Va detto che in questa occasione pare che i russi abbiano “barato”, montando un carico bellico ridotto per alleggerirlo e fargli superare i 5.500 km.

Ufficialmente, si tratterebbe di un ICBM leggero, con tre stadi a propellente solido (anche se si pensa che il blocco con le testate possa essere a propellente liquido), anche se la nella maggior parte dei test ha raggiunto distanze di circa 2.000 km.

Tecnicamente, si tratta di un derivato dell’RS-24, anche se più corto e più leggero. L’RS-26 è su rampa mobile stradale e può trasportare fino a 4 testate o un Avangard.

Lo sviluppo di questo missile è stato interrotto nel 2018, probabilmente per motivi economici, e non verrà ripreso prima del 2027.

  • Tipologia: ICBM (rampa mobile stradale)
  • Ingresso in servizio: sviluppo interrotto
  • Peso al lancio: 36 tonnellate
  • N. stadi: 3
  • N. Testate: 4 da 150 kilotoni
  • Gittata: 5.800 km con testata alleggerita, 2000 km standard
  • CEP: 90-250 m

BZhRK Barguzin

Il BZhRK Barguzin (NATO: SS-X-32?) è un missile balistico con rampa mobile ferroviaria, derivato dall’RS-24. Idealmente, si tratterebbe del “discendente” dell’SS-24 Scalpel, con il medesimo concetto operativo: caricare un ICBM dentro ad un vagone ferroviario indistinguibile dagli altri, così da tenerlo meglio nascosto e muoverlo con discrezione sulla vasta rete ferroviaria russa.

Lo sviluppo di questo missile è stato interrotto per motivi economici: troppo costoso, soprattutto perché si parlava di numeri bassi (appena sei treni con 30 missili operativi in tutto), comunque potrebbe essere ripreso in futuro se sarà necessario.

  • Tipologia: ICBM (rampa mobile ferroviaria)
  • Ingresso in servizio: sviluppo interrotto
  • Lunghezza: 20 m?
  • Diametro: ?
  • Peso al lancio: 40-50 tonnellate
  • N. stadi: 3
  • N. Testate: 10-16?
  • Gittata: 12.600 km
  • CEP: ?

Video sui missili balistici russi delle forze strategiche

Le forze terrestri

Le forze armate sovietiche avevano una marea di tipi di missili balistici a corto raggio, che tra l’altro sono stati largamente esportati in parecchi Paesi (dove sono ancora utilizzati). Le truppe di terra della moderna Federazione Russa oggi ne utilizzano un paio di tipi, l’Iskander ed il Tochka (che vedremo meglio dopo). Vista la scarsa gittata, questi missili hanno un utilizzo paragonabile a quello dell’artiglieria: distruzione di edifici, fortificazioni ed installazioni militari nemiche, ovviamente su distanze più lunghe.

Oltre 320 Iskander di tutte le versioni risultano inquadrati nelle brigate missilistiche dell’esercito, oltre a diverse centinaia di Tochka.

OTR-21 Tochka/SS-21 Scarab

Il Tochka (NATO: SS-21 Scarab) è un missile balistico a corto raggio, erede dei vecchi razzi d’artiglieria non guidati del tipo Luna (prodotti dagli anni sessanta in poi).

Lo Scarab è stato realizzato in varie versioni, la più vecchia delle quali entrata in servizio nel 1975. Nel 2020 risultava fosse stato radiato in favore dei più moderni e potenti Iskander, ma appena due anni dopo è stato largamente utilizzato dai russi contro gli ucraini. Probabilmente, si tratta di sistemi in riserva che sono stati “ripescati” per l’occasione.

Questo missile è a singolo stadio, lungo oltre sei metri, e viene trasportato in un singolo esemplare da un veicolo di lancio a sei assi 9P129.

Complessivamente, le versioni realizzate sono tre (identificate dalla NATO con le lettere A, B e C), e si differenziano per gittata e precisione (la più recente arriva a 185 km, con un CEP di 70 metri). Non si sa quale versione sia effettivamente in servizio, visto che la C pare non sia mai diventata operativa.

Il Tochka può trasportare una singola testata, ad alto esplosivo, a frammentazione oppure nucleare.

Non è chiaro di quanti missili disponga la Russia (anche perché era stato radiato). I lanciatori sono circa 220, ma i Tochka veri e propri potrebbero essere diverse centinaia.

  • Tipologia: missile balistico tattico (rampa mobile stradale)
  • Ingresso in servizio: 1975 (base)
  • Versione in servizio: SS-21 Scarab B o C (1989 o dopo)
  • Lunghezza: 6,4 m
  • Diametro: 0,65 m
  • Peso al lancio: 2 tonnellate (Scarab B)
  • N. stadi: 1
  • N. Testate: 1 da 482 kg
  • Gittata: 120 km (Scarab B)
  • CEP: meno di 95 m (Scarab B)
SS-21 Scarab
Un Tochka/SS-21 Scarab delle forze armate armene. Immagine derivata da Wikimedia Commons. Credits: KarenWunderkind. CC BY-SA 4.0

Iskander/SS-26 Stone

L’Iskander (NATO: SS-26 Stone) è un missile balistico a corto raggio (SRBM) monostadio a propellente solido, utilizzato per colpire obiettivi tattici, come aeroporti, strutture corazzate, basi, ecc. Viene trasportato e lanciato grazie ad un veicolo 9P78-1 a quattro assi, che ne può portare un paio all’interno di un cassone corazzato.

L’Iskander è considerato un missile “quasi balistico”: praticamente, nel suo “viaggio”, non lascia mai l’atmosfera terrestre.

Questo missile, temibile e moderno, è stato realizzato in varie versioni. Su un Iskander possono essere montate testate convenzionali di tutti i tipi: esplosivo classico, termobariche, a frammentazione, perforanti ed antiradar. Se richiesto, l’Iskander può usare anche testate nucleari. Il tutto a velocità ipersonica, il che lo rende difficilissimo da intercettare.

Iskander
Un missile a corto raggio Iskander pronto al lancio. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Mil.ru. CC BY 4.0

In ambito NATO è piuttosto temuto, anche perché la con sua gittata di 500 km può colpire obiettivi anche piuttosto distanti. I russi, oltretutto, lo schierano nell’enclave di Kaliningrad, e da lì praticamente può “coprire” le tre repubbliche baltiche, tutta la Polonia ed un pezzo di Germania.

  • Tipologia: SRBM (rampa mobile stradale)
  • Ingresso in servizio: 2006
  • Lunghezza: 7,3 m
  • Diametro: 0,92 m
  • Peso al lancio: 3,8 tonnellate
  • N. stadi: 1
  • N. Testate: 1 a 480 kg
  • Gittata: 500 km (Iskander-M in servizio con le forze armate russe. Altre varianti, tra cui quelle da esportazione, hanno una gittata minore).
  • CEP: 5-7 m

Video

La marina militare russa

La marina militare russa (sigla VMF) è una grande utilizzatrice di missili balistici sublanciati (SLBM). Questi vengono trasportati e lanciati dai sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare (SSBN). Gli SSBN della VMF sono concentrati nelle due flotte principali, quella del Nord e quella del Pacifico. I sottomarini in servizio appartengono alle classi Delta III (in fase di radiazione), Delta IV e Borei. A questi si può aggiungere l’ultimo superstite della classe Typhoon, che però è usato solo per scopi sperimentali ed ha un unico tubo di lancio funzionante (sui venti originari).

Complessivamente con la VMF sono in servizio una dozzina di SSBN. Ai tempi dell’Unione Sovietica, la situazione degli SLBM era a dir poco caotica: praticamente ogni classe di SSBN aveva un suo tipo di missile imbarcato, con enormi problemi di inefficienza e manutenzione (il caso limite fu l’SS-N-17 Snipe imbarcato su un unico sottomarino). Oggi, con la radiazione di parecchi battelli ed una generale razionalizzazione dei materiali, le tipologie di missili si sono molto ridotte.

La marina ha in servizio anche alcuni Iskander (visti prima) come missili costieri.

Comparazione SLBM
Immagine comparativa di alcuni SLBM. Da sinistra: SS-N-8 Sawfly, SS-N-18 Stingray, SS-N-20 Sturgeon, SS-N-23 Skif, CSS-NX-3 e JL-2 (gli ultimi due sono cinesi). Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Missile Defense Agency. US Public Domain

R-29R Vysota/SS-N-18 Stingray

L’R-29R Vysota (NATO: SS-N-18 Stingray) è uno dei tanti componenti della “famiglia” del missile R-29. Entrato in servizio nel 1977, ne sono state costruite tre versioni, di cui l’ultima abbastanza micidiale (era capace di portare ben sette testate). Successivamente, il loro numero fu portato a tre a causa delle limitazioni imposte dai trattati sul disarmo nucleare.

Questi SLBM sono progettati per essere imbarcati sugli SSBN Progetto 667BDR (classe Delta III per la NATO). Ogni sottomarino ne trasporta 16.

Dal punto di vista tecnico, sono missili a due stadi a propellente liquido.

Oggi la classe Delta III è in fase di radiazione: dovrebbe sopravviverne solo uno, che ormai ha più di 40 anni di età. Con questi sottomarini, spariranno anche gli SS-N-18.

  • Tipologia: SLBM
  • Ingresso in servizio: 1977
  • Versione in servizio: R-29R (1991)
  • Lunghezza: 14,6 m
  • Diametro: 1,8 m
  • Peso al lancio: 35,3 tonnellate
  • N. stadi: 2
  • N. Testate: 3 da 200 kilotoni
  • Gittata: 6.500
  • CEP: qualche centinaio di metri
SS-N-18 Stingray
Un SS-N-18 Stingray. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Mil.ru. CC BY 4.0

R-29RMU2.1 Layner/SS-N-23 Skif

Il missile R-29RMU2.1 Layner (NATO: SS-N-23 Skif) è l’ennesima, ed al momento ultima, versione del SLBM R-29. Si tratta di un missile sviluppato appositamente per gli SSBN Progetto 667BDRM (nome in codice NATO classe Delta IV), ed è andato a sostituire il precedente R-29RMU2 Sineva.

Questo missile ha tre stadi con propellente liquido, ed è capace di trasportare fino a 12 testate nucleari. La gittata massima, con carico ridotto, è di 12.000 km, mentre con il carico massimo raggiunge “appena” gli 8.300. Può essere lanciato in immersione, con il sottomarino a circa 50 metri di profondità ed alla velocità di una decina di km/h.

I Layner sono imbarcati in 16 esemplari su ognuno dei sei battelli della classe Delta IV (ce ne sarebbe anche un settimo, ma è stato modificato per le missioni speciali, ed i pozzi di lancio per i missili sono stati rimossi).

Due parole sui classe Delta IV, tanto per capire di cosa stiamo parlando: oltre 18.000 tonnellate in immersione ed una lunghezza di 166 metri, sono entrati in servizio tra il 1984 ed il 1990. I pozzi di lancio sono sistemati alle spalle della torre, in una specie di “gobba”. Per navigare hanno ben due reattori nucleari.

I Layner probabilmente saranno l’ultima versione degli R-29: dato che il futuro infatti appartiene ai più moderni Bulava (li vedremo al capitolo successivo), saranno radiati insieme agli ultimi battelli della classe Delta, presumibilmente dopo il 2030.

  • Tipologia: SLBM
  • Ingresso in servizio: 2014
  • Lunghezza: 14,8 m
  • Diametro: 1,9 m
  • Peso al lancio: 40 tonnellate
  • N. stadi: 3
  • N. Testate: 4 da 500 kilotoni o 12 da 100 kilotoni
  • Gittata: 12.000 km
  • CEP: 350 m
SSBN Delta IV
Un SSBN della classe Delta IV. Notare la “gobba” dietro alla torre, dove sono posizionati i missili. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Government. US Public Domain

RSM-56 Bulava/SS-N-32

Il Bulava (NATO: SS-N-32) è il più moderno SLBM in servizio con la marina russa, quello che garantirà la deterrenza strategica navale per i prossimi decenni. Il futuro, dunque.

Un futuro, va detto, piuttosto problematico.

Questo missile, infatti, ha avuto dei tempi di sviluppo lunghissimi a causa degli innumerevoli problemi che ne hanno accompagnato la messa a punto, tra ritardi e test falliti. Il Bulava, infatti, è la versione navale dell’SS-27 Topol, che abbiamo visto prima. Un missile terrestre, di cui l’Istituto Moscovita di Tecnologia Termica (il costruttore) decise di realizzare una versione navale. Non fu un’idea troppo felice: si tratta di tecnologie molto diverse, e il costruttore all’epoca non aveva esperienza in SLBM. Per farla breve, il Bulava venne accettato in servizio nel 2018, ben 14 anni dopo il primo lancio.

Bulava lancio
Il lancio di un SLBM Bulava. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Mil.ru. CC BY 4.0

Il Bulava è l’armamento standard di nuovi SSBN Progetto 955 Borei (classe Borei per la NATO): “pesciolini” da 170 metri per 24.000 tonnellate in immersione, capaci di trasportare ben 16 di questi ordigni. Ne sono previsti 14, che saranno gli unici SSBN russi.

Questo missile ha tre stadi, i primi due sicuramente a propellente solido, mentre sul terzo c’è qualche dubbio (potrebbe essere a liquido). Può essere lanciato in immersione e con il sottomarino in movimento, ed ha la capacità di eludere le difese antimissile.

In futuro, il Bulava sarà l’unico SLBM in servizio con la marina russa.

  • Tipologia: SLBM
  • Ingresso in servizio: 2018
  • Lunghezza: 12,1 m
  • Diametro: 2 m
  • Peso al lancio: 36,8 tonnellate
  • N. stadi: 3
  • N. Testate: 6-10 da 100-150 kilotoni
  • Gittata: 8.300
  • CEP: ?

Video

Le forze aerospaziali russe

Le Forze Aerospaziali Russe (VKS) sono composte da ben tre branche, che vanno a coprire un po’ “tutto quello che vola”:

  • aviazione militare (VVS);
  • difesa aerospaziale e missilistica;
  • forze spaziali (KVR).

Limitandoci all’aviazione vera e propria, questa è organizzata in una serie di armate aeree, al servizio dei vari distretti militari.

Le forze aeree sono un po’ le ultime arrivate quando si parla di missili balistici. Infatti, le armi aria-superficie tipiche di un aereo sono, oltre le bombe a caduta libera, i missili “classici”, ovvero non balistici (per il lungo raggio, quelli tradizionali sono da crociera). I progetti relativi a sistemi ALBM sono stati inesorabilmente cancellati, dato che per certi compiti i missili balistici con base a terra o sublanciati erano decisamente più adatti.

Almeno fino al 2017, quando i russi hanno iniziato ad utilizzare il Kh-47M2 Kinzhal, ad oggi l’unico sistema di questo tipo esistente (ed utilizzato operativamente). Va detto che il Kinzhal svolge tutta la sua missione dentro l’atmosfera, dato che la tangenza non supera i 20 chilometri.

Kh-47M2 Kinzhal

Il Kh-47M2 Kinzhal (nome NATO sconosciuto, probabilmente nemmeno ce l’ha. In giro si trova SA-N-9 Gauntlet, ma non c’entra veramente niente) è un ALBM derivato dall’Iskander terrestre. Non è chiaro quando sia iniziato lo sviluppo, né quante versioni siano state effettivamente realizzate: comunque, il fatto che sia in servizio la variante M2 e non si sappia nulla del Kh-47 base fa pensare che le cose siano andate per le lunghe.

Il Kinzhal (daga, pugnale in russo) è lungo 8 metri, ha una gittata accreditata di 1.500-2.000 km e può trasportare una testata da 480 kg, convenzionale o nucleare. Il motore è a propellente solido. L’aereo utilizzato per lanciarlo è il MiG-31K, una versione specifica di questo velocissimo velivolo. Comunque, si ipotizza di renderlo compatibile anche con i bombardieri Tupolev Tu-22M e Tupolev Tu-160.

Missile Kinzhal
Un MiG-31K con un missile Kinzhal. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: kremlin.ru. CC BY 4.0

Il problema di questo missile è la velocità: può raggiungere i 14.700 km/h, cosa che lo rende impossibile da intercettare. Oltretutto, volando così veloce nell’atmosfera, si forma intorno al missile una “nuvola” di plasma, che di fatto lo rende praticamente invisibile ai radar. Se a questo aggiungiamo che può effettuare manovre evasive, si capisce che abbiamo di fronte un sistema d’arma formidabile.

A cosa serve un’arma del genere? Beh, a colpire obiettivi particolarmente corazzati e protetti, superando tutte le difese antimissile del nemico. Oltre che le navi.

Pare infatti che il Kinzhal sia efficace anche contro le unità navali. Infatti, viene chiamato anche “carrier killer”, ovvero assassino di portaerei: questo perché una portaerei nucleare statunitense da 100.000 tonnellate uscirebbe piuttosto male da un impatto con una cosa del genere….

I primi test ufficiali del missile risalgono al 2017. Ad oggi, è stato impiegato dai russi nella loro invasione dell’Ucraina, contro obiettivi particolarmente “ostici”, unica arma di questo tipo ad essere usata sul campo in una situazione reale.

  • Tipologia: ALBM
  • Ingresso in servizio: 2017?
  • Lunghezza: 8 m
  • Diametro: 1 m
  • Peso al lancio: ?
  • N. stadi: 1
  • N. Testate: 1 da 480-500 kg
  • Gittata: 1.500-2.000 km
  • CEP: 1 m

Video

Fonti

Fonti generali

Fonti sui missili

(immagine di copertina derivata da Wikimedia Commons. Credits: Соколрус. CC BY-SA 4.0)