Little David

Chi più chi meno conosce la storia biblica di Davide e Golia: un giovane fanciullo (Davide) che uccide con sasso lanciato da una fionda un gigante alto tre metri (Golia). Anche in questa storia abbiamo un piccolo Davide ed un grande Golia: solo che si tratta, rispettivamente, di un mortaio gigante americano e di un bunker giapponese, con il sasso lanciato dalla fionda che diventa un proiettile da 1.600 kg.

Little David: è questo il nome di un mortaio gigante costruito negli Stati Uniti, con un calibro di ben 914 mm. Ideato per distruggere le fortificazioni più grosse nell’ipotizzato sbarco in Giappone, non entrò mai in servizio per la fine della guerra (oltre che per le prestazioni non proprio entusiasmanti).

Vediamo insieme la sua storia.

Le origini del Little David

Un “apparato” sperimentale

Il Little David, di suo, non nacque come arma. O meglio, non è che avesse utilizzi civili, ma era progettato esclusivamente per svolgere test. In pratica, veniva usato come meccanismo di lancio per le bombe aeronautiche, in modo da studiarne gli effetti, le traiettorie, ecc. Per questa ragione, non era previsto nemmeno che fosse spostato: quello che sarebbe diventato il Little David se ne stava felice per conto suo al poligono di Aberdeen, piantato in una grossa scatola d’acciaio semisepolta nel terreno. Tutto quello che poteva fare era muovere la canna verticalmente.

La situazione cambiò nel marzo 1944. I vertici delle forze armate statunitensi avevano iniziato a pianificare l’invasione del Giappone, e si era posto il problema di rendere inoffensive le fortificazioni sul posto. Le armi per appoggio ravvicinato non erano in grado di distruggere i bunker più potenti, quindi occorreva qualcosa di molto più grosso, ma che fosse trasportabile.

Little David
Il Little David con la canna in orizzontale. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US National Archives. US Public Domain

Il problema dei bunker giapponesi

I tedeschi avevano affrontato il problema con il gigantesco cannone ferroviario Gustav ed i mortai semoventi Karl, ma probabilmente non erano soluzioni applicabili allo sbarco in Giappone. Il Gustav, infatti, era un colosso calibro 800 mm da oltre 1.300 tonnellate, a cui tra l’altro occorreva un doppio binario, tanto era grosso. I tempi per montarlo poi erano biblici. Il Karl da 600 mm era molto meno problematico, ma pesava più di 120 tonnellate, ed era abbastanza complicato da gestire. Insomma, si trattava di esempi che gli Stati Uniti non intendevano seguire, anche perché armi di quelle dimensioni erano molto vulnerabili.

I militari videro che quel meccanismo di lancio per bombe aeronautiche ad Aberdeen poteva fare al caso loro, quindi nell’ottobre 1944 si decise di modificarlo e ricavarne un mortaio. Il risultato fu il Little David, con un calibro di ben 914 mm.

Le esperienze successive confermarono i timori sulla robustezza delle fortificazioni giapponesi. I potenti cannoni delle corazzate classe Iowa, da 406 mm ed in grado di sparare 1.200 kg di proiettile, erano le artiglierie più grosse a disposizione degli Stati Uniti. Ebbene, queste armi si rivelarono inefficaci contro i bunker giapponesi di Iwo Jima. Visto che in Giappone ci si aspettava di trovare fortificazioni anche più possenti, i lavori sul Little David proseguirono spediti.

Caratteristiche del Little David

Struttura e funzionamento

Il Little David era un mortaio da assedio da 914 mm, che aveva un peso complessivo di oltre 78 tonnellate, ed era composto essenzialmente da due parti.

  • Canna: lunga 6,7 metri, comprensiva di meccanismo di sparo.
  • Base: una vera e propria “scatola”, che serviva a contenere e fissare la canna del mortaio al terreno.

il risultato era qualcosa di “altamente “mobile”, come lo definirono i militari. Ed era vero: per trasportarlo erano sufficienti due trattori, uno per la base e l’altro per la canna. Tramite escavatori e bulldozer veniva scavata una buca abbastanza grande per contenere la base. La terra di risulta veniva poi compattata, così da aumentare la stabilità. Successivamente, veniva montata la canna. Tempo totale per la messa in batteria: 12 ore. Non male, viste le dimensioni. Anche il personale necessario per utilizzarlo (una decina di persone, incluse quelle per le operazioni di caricamento) era abbastanza contenuto.

Già, il caricamento. La canna veniva messa in orizzontale, con alcuni uomini che incastravano gli oltre 1.600 kg di proiettile sulla bocca. Successivamente, veniva aumentato l’alzo, ed il proiettile “scivolava” giù a velocità molto contenuta (dentro c’era un meccanismo apposito per non farlo cadere tropo velocemente).

Gli effetti dello sparo erano micidiali: un cratere che avrebbe potuto contenere una palazzina alta due piani abbondanti.

Little David - Proiettile
Il proiettile da 914 mm del Little David. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Mark Pellegrini. CC BY-SA 2.5

Limiti

Il Little David però qualche problema lo aveva. Prima di tutto, la potenza dello sparo e del rinculo erano tali da provocare danni ai vari componenti. La questione venne affrontata ed in gran parte risolta in tempo per i test ufficiali, il 16 luglio 1945.

Un problema a cui non si riuscì a porre rimedio fu la scarsa gittata: nonostante tutti gli sforzi, non raggiungeva i 10 km. Decisamente pochi, visto che il tipo di impiego dell’arma l’avrebbe portata relativamente vicino alle prime linee, esposta al fuoco di controbatteria giapponese. Le stesse dimensioni poi non aiutavano a tenerlo nascosto. La precisione pure non era il massimo.

Un piccolo mistero sono i tempi di caricamento. Da una fonte ho trovato che poteva sparare un colpo ogni 12 ore, ma sembra un tempo decisamente alto. Sicuramente però la celerità di tiro non doveva essere uno dei suoi punti di forza.

La fine del programma

La fine della guerra provocò l’interruzione dello sviluppo del Little David. Lo sbarco in Giappone non era stato necessario, così come le immense distruzioni provocate dai suoi (imprecisi) proiettili. I militari quindi decisero di lasciar perdere un’arma che, alla fine, aveva molte limitazioni e probabilmente non sarebbe stata soddisfacente.

Il gigantesco mortaio non si mosse mai dal poligono di Aberdeen, e qui si trova ancora oggi. Se lo volete ammirare in tutto il suo (grosso) splendore, dovete fare un viaggio in Maryland.

Video

Dati tecnici

  • Tipologia: mortaio pesante
  • Ingresso in servizio: solo attività di test
  • Esemplari costruiti: 1
  • Peso: 78 tonnellate
  • Lunghezza della canna: 6,7 m
  • Calibro: 914 mm
  • Peso proiettile: 1.656 kg
  • Velocità proiettile: 381 m/s
  • Gittata: 9,7 km

Fonti

(Immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons. Credits: US Army. US Public Domain)