Sottomarino cinese in navigazione

Il sottomarino cinese numero di scafo 361 era un battello della marina della Repubblica Popolare Cinese appartenente alla classe Ming (o Type 035) che rimase vittima di un tragico incidente alla fine di aprile 2003. Tutti i membri dell’equipaggio furono ritrovati morti ai loro posti, con l’unità alla deriva.

Le autorità cinesi non hanno mai chiarito cosa accadde a bordo del battello, anche se è quasi certo che ci sia stato un problema meccanico relativo al ricambio dell’aria mentre era in immersione. Il “Ming 361” venne ritirato dal servizio subito dopo il recupero.

Premessa: come i cinesi chiamano i loro sottomarini

Prima di raccontare questo drammatico episodio, vedrò di chiarire un po’ le idee con i vari nomi che può avere un sottomarino cinese.

Introduco subito il concetto di classe navale: progetto una nave e ne costruisco un certo numero uguali. Di solito la classe prende il nome dalla prima unità entrata in servizio, ma ci sono diverse eccezioni. Con i sottomarini cinesi la faccenda è un po’ complicata, visto che le loro unità non hanno nome (o meglio, lo hanno ma lo vedremo meglio tra poco). Quindi, per quello che riguarda la classe, abbiamo due casi.

  • Nome cinese. I militari cinesi chiamano le classi navali con la parola Type (Tipo) seguita da un numero, a seconda della tipologia. Per i sottomarini convenzionali si utilizzano le due cifre 03 seguite da un progressivo. Nel nostro caso, Type 035.
  • Nome occidentale. Quello che viene chiamato nome in codice NATO, anche se nel caso specifico la NATO c’entra poco. Di solito si utilizzano nomi cinesi, il più delle volte di dinastie. Nel nostro caso, classe Ming.

Poi c’è il nome del sottomarino. Bene, questo è più difficile. Tutti i sottomarini convenzionali, infatti, sono chiamati Grande Muraglia, seguito da un numero progressivo. Visto che i cinesi questo numero non ce lo dicono, noi comuni mortali identifichiamo le varie unità grazie al distintivo ottico sulla torre (sarebbe il numero bianco). Nel nostro caso, abbiamo il Grande Muraglia 61, con distintivo ottico 361.

Dunque, Ming 361.

Nota. Per i sottomarini nucleari valgono gli stessi discorsi, solo che il Type è 09 ed il nome delle singole unità è Lunga Marcia.

Classe Ming Bangladesh
Mockup del BNS Nabajatra, un battello della classe Ming appartenente alla marina del Bangladesh. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Shadman Samee. CC BY-SA 2.0

La classe Ming/Type 035

I classe Ming (o Type 035) sono stati i primi sottomarini convenzionali interamente di progettazione cinese. I precedenti Type 033, infatti, erano una copia su licenza dei Progetto 633 sovietici (classe Romeo per la NATO), ed i Ming sono un’evoluzione. Ora, parliamo di battelli concettualmente piuttosto vecchi: i Romeo erano derivati dagli U-boot tedeschi della seconda guerra mondiale, mentre la costruzione dei Type 035 è iniziata negli anni settanta (il primo esemplare è entrato in servizio nel 1974). Per la cronaca, i Ming, nelle loro ultime versioni, sono ancora in produzione, soprattutto per l’export.

I Type 035, in generale, sono lunghi 76 metri ed hanno un dislocamento di 2.114 tonnellate in immersione. Sono armati con 8 tubi lanciasiluri da 533 mm (sei a prua e due a poppa), vantano una velocità massima in immersione di 18 nodi (circa 33 km/h) ed una profondità operativa di 300 metri. L’equipaggio standard è di 57 persone.

Nonostante siano stati realizzati in varie versioni, e le ultime abbiano un buon livello tecnologico (spesso utilizzano componentistica estera, tipo russa o francese), si riconosce che si tratta di mezzi datati. Oggi infatti gli scafi dei sottomarini hanno una forma “a goccia”, mentre i Ming mantengono quella “a lama”, tipica dei progetti più vecchi.

Nonostante questo, possono imbarcare, oltre ai siluri, anche missili antinave, mine e missili da crociera (specie quelli più moderni).

Il Ming 361

Veniamo ora allo sfortunato protagonista della nostra storia. Quello che è conosciuto come Ming 361 (classe Ming, distintivo ottico 361) in realtà si chiamava Grande Muraglia 61 ed apparteneva alla versione Type 035G. Complessivamente ne furono costruiti una dozzina, tra il 1987 ed il 1999.

Nota: questa specifica versione si può trovare anche come Type 035ES5E, che in realtà sarebbe il 035G per l’esportazione (anche se non risultano battelli di questo tipo esportati).

Questo modello è stato il primo della “famiglia” ad avere capacità antisommergibile, grazie ad un sonar di origine francese.

Il Ming 361 venne costruito al cantiere di Hudong, ed inquadrato nella Flotta Settentrionale nel 1995. All’epoca dell’incidente, nel 2003, era praticamente nuovo.

L’ultima missione ed il ritrovamento

Il Ming 361 salpò per la sua ultima missione probabilmente agli inizi di aprile del 2003. A bordo vi erano 57 uomini di equipaggio e 13 cadetti dell’accademia navale. Non è chiaro quando il sottomarino interruppe le comunicazioni, anche perché le autorità cinesi non hanno diffuso troppi dettagli. Secondo la marina della Repubblica Popolare, però, l’incidente sarebbe avvenuto il 16 aprile.

La cosa pare che sia stata gestita nel modo peggiore possibile. Infatti, il sottomarino fu individuato alla deriva da un velivolo dell’aeronautica, che informò subito la marina. La marina, tuttavia, negò che fosse suo, ed “incolpò” un altro Paese. Va detto che nessuno si preoccupò troppo della mancanza di comunicazioni da parte del Ming 361. Infatti, l’esercitazione in cui era coinvolto prevedeva appunto il silenzio radio.

Comunque stiano le cose, alla fine del mese, un gruppo di pescatori impegnato in una battuta nel golfo di Bohai trovò il sottomarino alla deriva e semiaffondato. All’interno, i soccorritori trovarono tutti i 70 membri dell’equipaggio, senza vita ma ancora ai loro posti. In altri termini, i pescatori locali scoprirono prima della loro marina che questa aveva perso un sommergibile!

I cinesi rivelarono cosa era successo pochi giorni dopo.

Classe Ming
Schema di un sottomarino della classe Ming. Fonte: Wikimedia Commons. Credits:
Mike1979 Russia. CC BY-SA 4.0

Cosa accadde al Ming 361

Come in tutti gli incidenti navali che coinvolgono unità militari, sono state avanzate ipotesi di tutti i tipi su “cosa sia veramente successo a bordo”. Ve ne riassumo qualcuna nel prossimo paragrafo, e poi vi parlerò di quella più plausibile.

Queste informazioni sono tratte da un articolo di Rivista Marittima del gennaio 2005, scritto da Riccardo Celi.

Le ipotesi “fantasiose”

  • Missione top secret in Nord Corea. Il Ming 361 avrebbe dovuto infiltrare una squadra di sabotatori nel Paese vicino, i nordcoreani se ne sarebbero accorti ed avrebbero sterminato l’equipaggio. Va detto che una cosa del genere sarebbe compatibile con le correnti marine della zona, ma tutto il resto non torna. A parte che a bordo (oltre all’equipaggio) non vi erano sabotatori ma solo poveri cadetti, non è chiaro per quale motivo poi gli assalitori non si siano impadroniti dell’unità o non l’abbiano affondata. Insomma, un’ipotesi buona solo per un film.
  • Problema ai timoni. Un guasto ai timoni avrebbe fatto sprofondare ed incagliare sul fondo il povero sottomarino, e l’equipaggio sarebbe morto per la mancanza d’aria. Verosimile? Insomma: non si è capito perché gli uomini siano morti ai loro posti, senza nemmeno tentare di salvarsi… E poi, come avrebbe fatto il sottomarino a tornare in superficie?
  • Avaria al propulsore. Il sottomarino avrebbe imbarcato un innovativo sistema propulsivo di tipo AIP, ed un guasto avrebbe provocato la tragedia. La cosa ha senso, ma non è tecnicamente possibile: questo apparato è piuttosto ingombrante, ed il Ming 361 ha dimensioni normali. L’unico Ming modificato per la propulsione AIP, il 308, è due metri più lungo. In altre parole, sul Ming 361 un sistema AIP semplicemente non sarebbe entrato.
  • Ipotesi complottiste. Qui c’è veramente di tutto: incendio a bordo per colpa di un siluro (ed equipaggio asfissiato dai fumi), virus letali sperimentali imbarcati per non si sa bene quali test… E via dicendo. Ovviamente tutte senza alcun riscontro.

Le cause dell’incidente

La marina cine se ha ammesso che si è trattato di un problema legato all’aria respirata dall’equipaggio durante la navigazione. Praticamente, mentre il battello era in immersione, il motore diesel avrebbe usato tutto l’ossigeno, provocando la morte degli uomini a bordo.

Questa è la verosimile ricostruzione apparsa su Rivista Marittima, che riassumo. Durante l’esercitazione il comandante ordina l’immersione. Quindi, si passa dalla propulsione diesel ai motori elettrici. A questo punto si verifica un errore umano o un problema tecnico (questo non lo possiamo sapere): le valvole di aspirazione e scarico dei motori diesel si chiudono regolarmente, ma uno o più motori rimangono accesi. Il che è un problema enorme, visto che i suddetti motori continuano a funzionare utilizzando l’ossigeno a bordo e riversano i gas di scarico all’interno. I gas si diffondono per tutto il battello grazie alle condotte di ventilazione.

A questo punto, probabilmente, il comandante ordina l’emersione, ma prima che la manovra possa essere completata l’intero equipaggio muore. Tuttavia, la manovra precedentemente impostata continua, ed il sottomarino emerge con il suo carico di morti. A quel punto, terminata l’aria a bordo (il battello, anche se in superficie, prima era in immersione e quindi stagno), i motori si spengono ed il Ming 361 va alla deriva.

Le polemiche successive

Ogni incidente navale ha dei colpevoli, e quello del Ming 361 ne aveva parecchi.

La prima cosa che emerse fu la scarsa preparazione dell’equipaggio: una situazione come quella descritta prima può essere gestita, ma gli uomini a bordo devono essere perfettamente addestrati, a tutti i livelli della catena di comando. Cosa che evidentemente non avvenne.

Una grossa mancanza probabilmente ci fu da parte del comandante. Ricordate i 13 cadetti? Bene, quella è la versione ufficiale. Voci di corridoio piuttosto attendibili parlano in realtà di ospiti del comandate: si sarebbe trattato di amici invitati a bordo per festeggiare la sua promozione.

I vertici della marina ne uscirono malissimo: va bene la missione in silenzio radio, ma non era possibile che un gruppo di pescatori scoprisse prima degli ammiragli che era sparito un sottomarino! I vertici della forza armata furono rimossi in massa.

Grosse polemiche ci furono anche per la mancanza di comunicazione tra i vari comandi, gli aerei di pattuglia e le unità navali.

Per finire, c’è il discorso affidabilità. I cinesi non lo ammetteranno mai, ma certi sottomarini che hanno in servizio hanno parecchi problemi. Problemi che ne limitano la disponibilità operativa o sono fonte di incidenti, a volte molto gravi.

Come quello del Ming 361.

Il più grande disastro navale cinese?

L’incidente del Ming 361 viene descritto come il più grave incidente navale nella storia della Marina della Repubblica Popolare Cinese. Ma è veramente così?

Beh, stando alle fonti ufficiali sicuramente. In realtà, però, c’è un disastro “dimenticato”. O meglio, ci sarebbe.

Secondo alcuni, infatti, nel 1985 sarebbe affondato un sottomarino nucleare lanciamissili balistici. Ebbene si: un Type 92, conosciuto in Occidente come classe Xia (che racconto qui). Ufficialmente ne è entrato in servizio solo uno, ma vi era un secondo scafo in costruzione. Scafo che è poi sparito.

Ora, il Type 92 non è proprio un progetto riuscito (eufemismo), quindi è anche possibile che il secondo scafo in costruzione sia stato smantellato prima del completamento (le informazioni cinesi riguardo ai suoi sottomarini nucleari sono quasi nulle).

L’altra ipotesi è i cinesi lo abbiano completato, ma poi il battello sia affondato con tutto l’equipaggio, in un disastro navale che la marina del grande Paese asiatico ha deciso di nascondere al mondo.

Fonti

(immagine di copertina derivata da Wikimedia Commons. Credits: SteKrueBe. CC BY-SA 3.0)