Panorama di Zanzibar

Qual è la guerra più breve della storia? E soprattutto, quanto è durata? Quando si parla di guerre, solitamente siamo portati a ragionare in anni o mesi, o settimane nella migliore delle ipotesi. Solo in pochi casi la durata dei conflitti si può calcolare in giorni.

Tuttavia, c’è un caso in cui si può calcolare addirittura in ore. Anzi, in minuti: una quarantina per essere precisi (da 38 a 45, ma lo vedremo meglio dopo). Il conflitto in questione è uno sconosciuto scontro chiamato guerra anglo-zanzibariana, in cui le forze dell’Impero Britannico affrontarono quelle del piccolo Sultanato di Zanzibar.

Il conflitto si svolse il 27 agosto 1896, e si concluse ovviamente con la vittoria britannica.

Andiamo a vedere meglio questa guerra piccola e dimenticata (dimenticata da noi, a Zanzibar se la ricordano sicuramente molto bene).

I contendenti

Prima di parlare della guerra, vediamo le parti in campo.

Da una parte, il piccolo Sultanato di Zanzibar, all’epoca composto da due isole maggiori, Unguja e Pemba, e numerose altre minori. Complessivamente, si trattava di 2.400 chilometri quadrati di territorio, al largo della Tanzania. Questo piccolo Stato faceva parte del sultanato dell’Oman, e nacque nel 1856 in seguito ad una guerra civile tra i figli del defunto sultano che divise in due il precedente regno. Va detto che inizialmente era molto più vasto, dato che comprendeva anche una buona parte della costa orientale africana, aveva diversi Stati vassalli e controllava alcune importanti rotte commerciali interne.

La nascita ufficiale dello stato è il 1861. Zanzibar fu subito riconosciuta da diversi Paesi europei, e nel 1890 divenne un protettorato britannico: il sultano era formalmente a capo del piccolo Stato, ma in realtà le decisioni venivano “influenzate” dai suoi “consiglieri” inglesi. Oltretutto, i britannici avevano pure il diritto di veto sulla nomina dei sultani.

Sulla Gran Bretagna c’è poco da dire (o molto, a seconda dei punti di vista): alla fine dell’ottocento era semplicemente lo Stato più potente del mondo, la superpotenza della situazione che possedeva una grossa parte delle terre emerse: un terzo dell’Africa (chilometro più, chilometro meno), l’India, l’Australia e il Canada, oltre a domini sparsi per l’Asia e l’Oceania.

Volendo fare un paragone attuale, sarebbe come se il Lussemburgo andasse in guerra contro gli Stati Uniti.

Impero Britannico
L’Impero Britannico nel 1921. Con l’eccezione di un paio di colonie ex tedesche in Africa, l’estensione era più o meno quella del 1896. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Vadac. Public Domain

Genesi della guerra più breve della storia

Ma quali sono i presupposti della guerra più breve della storia?

Tutto iniziò il 25 agosto 1896, quando il sultano Hamad bin Thuwayni morì improvvisamente a 39 anni, probabilmente assassinato. I sospetti ricaddero sul nipote, tale Khālid bin Bargash, che si autoproclamò sultano a sua volta. Questa era una violazione degli accordi con la Gran Bretagna, visto che il nuovo monarca non aveva avuto l’approvazione degli inglesi. Oltretutto, questi non era nemmeno gradito, visto che gli inglesi preferivano Ḥamūd bin Muḥammed, a loro favorevole.

Il console britannico Cave fece notare questa cosa a Khālid, che però non gli diede molto peso.

Anzi.

Per tutta risposta iniziò ad arruolare truppe, fino e mettere insieme un piccolo esercito. Da parte loro, gli inglesi continuarono a trattare con Khālid per la sua rinuncia al trono, ma contemporaneamente iniziarono ad organizzarsi, radunando i propri soldati (che per la cronaca erano già sull’isola).

Sultano di Zanzibar
Il sultano di Zanzibar, Khālid bin Bargash. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Bundesarchiv, Bild 105-DOA0295 / Walther Dobbertin / CC-BY-SA 3.0

Anche la situazione diplomatica del nuovo sultano non era proprio il massimo: su richiesta inglese, nessuno dei vari consolati europei lo riconobbe.

Praticamente il 25 ed il 26 agosto trascorsero tra trattative diplomatiche (più che altro, tentativi di far ragionare Khālid) e preparativi per un’azione militare.

Come mai il piccolo Zanzibar sfidò l’Impero Britannico? Beh, molto in breve, il sultano era convintissimo che gli inglesi non avrebbero attaccato, ed avrebbero accettato come fatto compiuto la situazione.

Si sbagliava, e di parecchio.

Le forze in campo

Vediamo adesso cosa schieravano i due contendenti.

La Gran Bretagna aveva 900 àscari zanzibariani già sul posto, agli ordini di ufficiali inglesi. I politici non è che si fidassero troppo di queste truppe, più che altro per una questione di pregiudizi: questi soldati, infatti, avevano già combattuto in altre occasioni, rivelandosi disciplinati ed affidabili. A questi si aggiunsero 150 tra marinai e marines sbarcati dalle navi. In totale, 1.050 uomini, con un cannone e due mitragliatrici, a cui bisogna sommare un altro piccolo contingente a protezione del consolato. Poi c’era la componente navale, immancabile quando si tratta di inglesi:

  • HMS St. George, incrociatore da 7.350 tonnellate con 2 cannoni da 234 mm e 10 da 152;
  • HMS Philomel, incrociatore da 2.600 tonnellate ed 8 cannoni da 120 mm;
  • HMS Racoon, incrociatore da 1.770 tonnellate con 6 cannoni da 152 mm;
  • HMS Sparrow, cannoniera da 805 tonnellate con 6 cannoni da 102 mm;
  • HMS Thrush, cannoniera da 805 tonnellate con 6 cannoni da 102 mm.

Ovviamente, i soldati erano tutti molto ben addestrati.

Cosa poteva opporre il Sultanato di Zanzibar a questo esercito? Complessivamente 2.800 uomini:

  • 700 àscari zanzibariani, che avevano scelto di combattere per Khālid;
  • 2.100 (circa) civili, che si erano arruolati il 25 agosto, armati principalmente di fucili e moschetti;
  • alcune mitragliatrici e tre cannoni (di cui uno in bronzo del 1600); 
  • il Glasgow, una nave inglese che era stata donata al sultanato ed era usata come yacht reale. Questa era armata con sette cannoni da nove libbre (tradotto in italiano: sparavano proiettili da 4 kg).

Come si sarà capito, nonostante l’inferiorità numerica, le forze inglesi erano enormemente superiori.

HMS St. George
L’incrociatore HMS St. George, la più potente unità navale inglese che prese parte alla guerra. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: autore sconosciuto (governo britannico). Public Domain

La guerra più breve della storia

Gli inglesi diedero a Khālid un ultimatum: entro le ore 9:00 del 27 agosto, avrebbe dovuto sgomberare il palazzo reale ed ammainare la sua bandiera. Il sultano, sempre convinto che i britannici non avrebbero attaccato, ignorò la richiesta.

Puntuali, le navi inglesi aprirono il fuoco alle 9.02 di mattina, mettendo fuori uso i cannoni del sultanato nel porto e bersagliando il palazzo reale, dove si concentrava l’armata di Khālid. Qui intorno si svolsero anche alcuni scontri di terra tra le truppe britanniche ed i difensori. Ci fu anche un piccolo confronto navale: la Glasgow, il famoso yacht reale, iniziò a sparare contro l’incrociatore St. George, colpendolo. La nave britannica rispose al fuoco ed affondò l’unità nemica.

Alle 9:40 era tutto finito: l’esercito di Khālid era stato sconfitto ed il Sultanato di Zanzibar aveva praticamente cessato di esistere come stato indipendente.

Gli inglesi ebbero un ferito, mentre gli zanzibariani ebbero 500 tra morti e feriti. Per la cronaca, il St. George anche se colpito non ebbe alcun danno.

Bombardamento palazzo reale di Zanzibar
Navi da guerra inglesi bombardano il palazzo del sultano di Zanzibar, il 27 agosto 1896. Immagine tratta da Wikimedia Commons. Credits: Fred T. Jane, The Illustrated London News. Public Domain

Conseguenze

Khālid riuscì a fuggire con alcuni uomini ed a rifugiarsi nel consolato tedesco. Successivamente, venne esiliato nell’Africa Orientale Tedesca. Catturato nel 1916 dagli inglesi, morì a Mombasa nel 1927. I suoi sostenitori furono condannati a pagare 300.000 rupie, come risarcimento per il saccheggio che seguì dopo la battaglia e per ripagare ai britannici il costo dei proiettili sparati.

Al posto di Khālid, gli inglesi misero Ḥamūd bin Muḥammed, a loro favorevole (e che avrebbero voluto subito al posto di Khālid). Tuttavia, Zanzibar perse completamente la sua indipendenza: fu ridotto ad uno Stato fantoccio, e non venne annesso solo per evitare i costi diretti di gestione di una colonia.

Zanzibar recuperò la sua indipendenza nel 1963, quando con la decolonizzazione dell’Africa i britannici lasciarono l’arcipelago. Diventò una monarchia costituzionale, che però ebbe una breve durata: nel 1964, una rivoluzione di 9 ore depose il sultano ed istituì una repubblica socialista. Pochi mesi dopo si unì alla Tanzania, di cui ancora fa parte anche se gode di grande autonomia.

Palazzo del sultano a Zanzibar
Il palazzo del sultano di Zanzibar danneggiato dopo i bombardamenti inglesi. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Richard Dorsey Mohun. Public Domain

Durata della guerra più breve della storia

Quanto è durata la guerra più breve della storia?

Se prendiamo quello he ho scritto sopra, si arriva a 38 minuti: alle 9:02 gli inglesi iniziarono a sparare e cessarono il fuoco alle 9:40. Tuttavia, in giro si trovano anche altre “durate”.

  • Qualcuno arrotonda direttamente a 40 minuti (9:00-9:40), prendendo in considerazione l’orario della scadenza dell’ultimatum.
  • Altri invece pongono la fine alle 9:45, orario in cui (stando ai giornali di bordo delle varie navi) furono sparati gli ultimi colpi.

Comunque stiano le cose (38 minuti, 40 o 45), la guerra anglo-zanzibariana è stata la più breve della storia.

Fonti

(immagine di anteprima tratta da Wikimedia Commons. Credits: AC Gomes. Public Domain)