Assedio di Port Arthur

La guerra tra Giappone e Montenegro è un caso storico abbastanza curioso. I due Paesi, infatti, sono stati tecnicamente in uno stato di belligeranza per ben 101 anni, ed hanno stipulato un trattato di pace solo nel 2006!

Se non avete mai sentito parlare di questo conflitto, tranquilli siete in buona compagnia. I due Paesi, infatti, non hanno mai combattuto tra loro. La questione, molto in breve, è la seguente: nel 1904-1905, Giappone e Russia si scontrarono nella famosa guerra russo-giapponese. Il Principato del Montenegro, nel 1905, scese in campo “per solidarietà” al fianco dello Zar. Il problema fu che ai trattati di pace il piccolo Stato balcanico non venne considerato, e quindi Montenegro e Giappone rimasero formalmente in uno stato di guerra.

Tutto questo sulla carta, visto che al Giappone non risulta nemmeno di essere mai stato in guerra con il piccolo Montenegro!

La situazione fu definitivamente risolta solo nel 2006.

I rapporti tra Russia e Montenegro

Il Montenegro, nei primi anni del ‘900, era un piccolo principato che occupava, più o meno, la parte interna del Montenegro attuale. Era guidato da Nicola I (al potere dal 1860), che per la cronaca era il padre di Elena, la moglie del Re d’Italia Vittorio Emanuele III.

Il principato aveva un’alleanza di ferro con l’Impero Russo. La Russia, infatti, fin dall’inizio era la grande protettrice del piccolo Stato nelle questioni internazionali, in particolare contro il vicino Impero Ottomano.

I rapporti tra i due Paesi, insomma, erano molto stretti: in altri termini, rompere le scatole al piccolo principato voleva dire ritrovarsi contro il temuto “rullo compressore russo”.

Nicola I del Montenegro
Nicola I del Montenegro. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Bain News Service. Public Domain

La guerra russo-giapponese

La guerra russo-giapponese fu un conflitto che oppose Russia a Giappone tra il febbraio 1904 ed il settembre 1905. Le battaglie si svolsero esclusivamente ad Est, in Manciuria e Corea, oltre che sull’Oceano Pacifico. Per la Russia le cose non andarono affatto bene: sconfitta su tutti i fronti, fece una pessima figura e rivelò al mondo l’impreparazione del suo esercito.

  • La Russia chiese la pace per via delle grandi perdite subìte, per la pessima figura che aveva fatto il suo esercito ed anche per non sguarnire troppo il fronte europeo (sempre più soldati venivano trasportati ad est grazie alla ferrovia Transiberiana). Oltretutto, nel 1905 era scoppiata una rivoluzione. Lo Zar, insomma, preferì una pace che gli consentisse di affrontare meglio le sfide interne. I generali comunque erano contrari, visto che le truppe russe ormai erano in netta superiorità numerica rispetto al nemico, ed erano molto più armate ed addestrate di prima.
  • I giapponesi vittoriosi accettarono di buon grado: erano in inferiorità numerica, avevano subìto perdite pesantissime e soprattutto stavano rischiando la bancarotta per via delle spese sostenute.

Insomma, entrambe le parti accolsero molto bene l’offerta di mediazione del Presidente degli Stati Uniti Roosevelt.

La “guerra” tra Montenegro e Giappone

Cosa c’entra il Montenegro in tutto questo? Il piccolo Stato era un alleato di ferro della Russia, ma ovviamente nessuno pretendeva che si imbarcasse in un conflitto guerra del genere!

Invece il principe Nicola stupì tutti, e dichiarò guerra all’Impero Giapponese contemporaneamente alla Russia. Si trattava, ovviamente, di un gesto simbolico, di vicinanza all’alleato. Per la cronaca, un piccolo contingente di volontari venne inviato a combattere in Estremo Oriente.

Insomma, il Montenegro si ritrovò ad essere parte attiva di un conflitto tra imperi, che si stava svolgendo a migliaia di chilometri di distanza per ragioni che non lo sfioravano nemmeno lontanamente.

Il contributo del piccolo Paese balcanico, in questa guerra contro il Giappone, fu assolutamente marginale, per non dire nullo. Non si sa nemmeno se il contingente montenegrino fu mai impiegato in battaglia.

Il trattato di pace

Il conflitto tra Russia e Giappone si concluse con il Trattato di Portsmouth. I russi si dovettero ritirare dalla Manciuria, rinunciare al controllo della base di Port Arthur, fare alcune concessioni territoriali e riconoscere la Manciuria e la Corea come zone di influenza giapponesi. Questo accordo assicurò tre decenni di pace nella regione.

In tutto questo, il piccolo Principato del Montenegro venne completamente ignorato. I giapponesi infatti non lo considerarono mai un vero belligerante, e sostanzialmente ignorarono la precedente dichiarazione di guerra. Inoltre all’Impero Giapponese importava poco o niente di un piccolo Paese dall’altra parte del mondo, con un minuscolo sbocco sul mare.

Il Montenegro, dunque, non fu nemmeno invitato alla conferenza di pace. Dunque, da un punto di vista strettamente tecnico, dunque, i due Paesi restarono in guerra. Almeno in teoria, visto che il Giappone non ha mai considerato il Montenegro uno Stato belligerante.

Nel 1910, il piccolo principato divenne un regno, e nel novembre 1918 si unì al Regno di Serbia, che confluì pochi giorni dopo nel Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (quella che poi sarebbe diventata la Jugoslavia).

La questione della guerra tra Montenegro e Giappone, dunque, cadde nel dimenticatoio, anche perché uno dei due contendenti aveva cessato di esistere.

Trattato di Portsmouth
Le delegazioni discutono prima di stipulare il Trattato di Portsmouth. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: P. F. Collier & Son. US Public Domain

Il moderno Montenegro e la pace con il Giappone

Nel 2006, il Montenegro divenne indipendente, ponendo di fatto fine alla Serbia Montenegro (tutto quello che rimaneva della Jugoslavia). Tutti i Paesi (Serbia inclusa) accolsero senza problemi la nascita del nuovo Stato, con una sola eccezione: il Giappone.

Chiariamo, il moderno Giappone non aveva (e non ha tuttora) alcun problema con il piccolo Stato balcanico. Tuttavia, riemerse dopo un secolo la questione della guerra russo-giapponese, e del mancato invito all’allora principato alla conferenza di pace del 1905.

Per farla breve, Giappone e Montenegro non potevano allacciare relazioni diplomatiche perché ancora in uno stato di “guerra prolungata ed estesa a causa di irregolarità diplomatiche”.

La cosa interessante è che una cosa del genere al Giappone nemmeno risultava! In pratica, per il Paese asiatico il Montenegro non era mai stato un belligerante: secondo una dichiarazione ufficiale del governo nipponico, infatti, “non c’era alcuna prova che mostri una dichiarazione di guerra al Giappone nel 1904”!

Comunque stesero le cose, il Giappone decise di risolvere alla radice questa situazione. Nel giugno 2006 giunse nella capitale montenegrina Akiko Yamanaka, Commissario Speciale per gli Affari Esteri giapponese: questi aveva con sé una lettera con la quale il suo governo riconosceva l’indipendenza del Paese balcanico. Nei rapporti ufficiali della visita non risulta che sia mai stata firmata alcuna tregua o trattato di pace, né si fanno mai accenni alla guerra russo-giapponese del 1904-1905.

Volendo, possiamo immaginarla così:

Noi giapponesi riconosciamo la vostra indipendenza, siamo felicissimi di avere a che fare con voi e se volete venirci a trovare siete i benvenuti. Quello che è accaduto un secolo fa non ci riguarda più

Funzionario giapponese qualunque in Montenegro nel 2006

Comunque siano andate le cose, questa visita chiuse definitivamente, dopo 101 anni, la guerra (più o meno dichiarata) tra Giappone e Montenegro.

Fonti

(immagine di copertina derivata da Wikimedia Commons. Credits: loki11, Le Patriote Illustré. Public Domain)