Ekranoplano Spasatel

L’ekranoplano Spasatel (il Soccorritore in russo. Anche Progetto 9038) nasce come versione da soccorso del bellicoso Lun. Tecnicamente molto simile, ne era la versione disarmata, e non ne venne ultimato nemmeno il prototipo, chiamato C-33 (anche se non mancava molto). Tuttavia, pare che lo sviluppo di questo velivolo sia ripreso, tanto che risulterebbe negli stanziamenti per la Difesa russa per il 2018-2025. Insieme ad alcuni nuovi progetti, potrebbe essere il primo di una nuova (e chissà, più fortunata) nuova generazione di ekranoplani.

Le origini

L’idea di sviluppare un ekranoplano da soccorso risale al 1969, ma poi venne abbandonata in favore di versioni da trasporto (A-90 Orlyonok) o armate (Lun).

Nel 1989, però, si verificò il disastro del Komsomolets. Il K-278 Komsomolets era un sottomarino nucleare che affondò a causa di un incendio a bordo, scoppiato mentre era in immersione nell’Atlantico settentrionale. A causa delle fiamme e della temperatura gelida dell’acqua, ben 42 marinai persero la vita. Quindi, la marina sovietica ebbe un’idea: utilizzare un ekranoplano per il soccorso dei marinai in mare. Visto che all’epoca il modello più performante era il Lun, si ordinò di modificare in questo modo il secondo esemplare in costruzione , così che potesse trasportare fino a 500 persone.

Purtroppo, la fine dell’Unione Sovietica e la successiva crisi interruppe tutti i programmi. Lo Spasatel, nonostante fosse praticamente finito (ne era stato realizzato il 98%), venne abbandonato in un vecchio capannone industriale a Nizhny Novgorod. La bancarotta dell’azienda fece il resto.

Abbandonato dalle istituzioni, ma non dai lavoratori. Pare incredibile ma è così. Vecchi dipendenti dell’azienda e semplici appassionati, nel corso degli anni e su base volontaria, hanno continuato ad occuparsi dello Spasatel, cercando di ultimarlo. Cosa molto complicata, vista la complessità del velivolo ed i costi di componenti e materiali.

Nel 2016, il C-33 è stato spostato in un impianto vicino, forse per lavori sul capannone. Nel dicembre 2017, secondo notizie di stampa, lo sviluppo dell’ekranoplano potrebbe riprendere, con dei test entro cinque anni: un primo volo nel 2022/2023, con l’intenzione di utilizzarlo per il soccorso nelle acque artiche.

Descrizione tecnica dell’ekranoplano Spasatel

L’ekranoplano Spasatel è stato pensato come mezzo di soccorso. Al suo interno, possono trovare posto circa 500 persone, oltre che un ospedale attrezzato per il primo soccorso alle vittime di disastri. Strutturalmente, è praticamente identico al Lun, da cui deriva . L’unica differenza di rilievo sarebbe la mancanza dei sei missili antinave sul dorso.

Ekranoplano Spasatel
Modellino dello Spasatel all’EXPO 2000. Immagine derivata da Wikimedia Commons. Credits: Bassaar. CC BY-SA 3.0

Lo Spasatel, ovviamente, non è mai stato testato in nessun modo, essendo incompleto. Tuttavia, alcune esercitazioni di soccorso condotte nel 1991-1992, probabilmente utilizzando il Lun, dimostrarono l’utilità di utilizzare i velivoli ad effetto suolo per il soccorso in mare.

Dati tecnici

  • Tipologia: ekranoplano da soccorso in mare
  • Primo volo: non effettuato
  • Esemplari costruiti: prototipo mai completato
  • Lunghezza: 73,8 m
  • Altezza: 19,2 m
  • Apertura alare: 44 m
  • Peso massimo al decollo: 400 tonnellate
  • Propulsione: 8 motori a reazione Kuznetsov NK-87
  • Velocità massima: oltre 400 km/h
  • Autonomia: 3.000 km
  • Tangenza: 1-5 m
  • Equipaggio: 9 + 19 per il soccorso
  • Carico utile: da 150 a 500 persone

Fonti

(immagine di copertina derivata da Wikimedia Commons. Credits: Vitaly V. Kuzmin. CC BY-SA 4.0)