Classe Yankee I in navigazione

La classe Yankee (Progetto 667A per i russi) è stata la prima classe di sottomarini nucleari lanciamissili balistici (SSBN) moderna a disposizione della marina sovietica. Definirli un’evoluzione della classe Hotel è veramente difficile, visto che erano qualcosa di completamente diverso: questa poteva caricare appena tre missili, mentre gli Yankee ne portavano sedici nei compartimenti alle spalle della falsatorre (soluzione adottata anche dagli americani con i George Washington, a cui i sovietici si ispirarono). In effetti, erano il frutto di un progetto radicalmente nuovo.

Gli Yankee entrarono in servizio a partire dal 1967, e furono costruiti in 34 unità. Vennero modificati in molti modi, soprattutto per rispettare i trattati sulla limitazione degli armamenti strategici.

Alcuni furono trasformati in banco-prova per nuove armi o tecnologie, oppure in sottomarino-madre per battelli più piccoli da spionaggio.

La loro carriera operativa, alla fine, fu piuttosto lunga, e terminò nel 2004, quando l’ultimo esemplare venne radiato.

Storia

I sovietici arrivarono ai sottomarini nucleari con qualche anno di ritardo rispetto agli Stati Uniti, e quindi si ritrovarono ad inseguire l’avversario capitalista (come del resto gli capitò spesso di fare). I primi battelli prodotti dall’Unione Sovietica, i classe November, avevano sì dei problemi, però tutto sommato potevano tenere testa a quello che avevano in servizio gli americani. Ma con i sottomarini lanciamissili balistici la questione era ben diversa.

Il TsKB-18, infatti, iniziò a lavorare agli Hotel nel 1956 con una certa fretta, utilizzando soluzioni che erano già state sviluppate per altri modelli. Il risultato fu un sottomarino capace di portare appena tre missili, contro i sedici dei George Washington americani. Quando, nel 1957, entrò in servizio il primo SSBN americano, divenne chiaro che gli Hotel (il cui capoclasse K-19 era ancora in costruzione) non sarebbero stato minimamente paragonabile, in termini di prestazioni. Insomma, potevano essere buoni per mantenere la parità strategica e minacciare gli Stati Uniti, ma tecnicamente erano molto indietro.

Quindi, nel 1958, lo stesso TsKB-18 fu incaricato di progettare qualcosa di meglio. In questo caso c’era poco da inventare: bastava copiare quello che avevano fatto gli americani, ovvero inserire i missili in due file all’interno dei compartimenti alle spalle della falsatorre. La cosa, ovviamente, era più facile a dirsi che a farsi.

Lo sviluppo fu molto complesso, ed i progettisti dovettero risolvere parecchi problemi. Infatti, si trattava di passare da un sottomarino con tre missili lanciabili in emersione ad uno con sedici che potevano essere utilizzati quando il battello navigava sott’acqua. Quindi, era tutto un discorso di dimensioni (che per forza di cose dovevano essere maggiori) e, soprattutto, di missili. Detto in altri termini, bisognava prima avere le idee chiare sulle caratteristiche del missile, e solo dopo si sarebbe potuto pensare seriamente al sottomarino.

Nel 1961 un ufficio tecnico specializzato in missilistica, l’SKB-385, presentò il progetto di un sistema di lancio, chiamato D-5, idoneo ai missili balistici sublanciati: progetto che richiese parecchio lavoro successivo e che dovette essere modificato più volte. Basti pensare che il missile, chiamato R-27, volò per la prima volta solo nel 1965. Nonostante questo, il TsKB-18 ebbe finalmente le idee un po’ più chiare su quello che avrebbe dovuto trasportare il sottomarino, e quindi riuscì a presentare un progetto definitivo.

Nel 1962, i vertici della marina autorizzarono lo sviluppo del sistema D-5 (e del relativo missile R-27) e del sottomarino che avrebbe dovuto imbarcarlo, chiamato Progetto 667A.

I lavori su entrambi i sistemi proseguirono spediti: il primo battello della classe, chiamato K-137, fu impostato nel solito cantiere navale Sevmash di Severodvinsk nel 1964, mentre l’anno successivo l’R-27 volava per la prima volta. Nel 1966 il K-137 venne varato ed entrò in servizio ne 1967. Contemporaneamente alle prove in mare, venne provato anche il missile: tra il 1966 ed il 1967, furono condotti sei lanci dal K-137, tutti riusciti. Nel marzo 1968, finalmente, il nuovo SSBN sovietico poté essere schierato in mare.

Classe Yankee Notch in navigazione
Un classe Yankee in navigazione. L’esemplare è stato modificato alla versione “Yankee Notch”, ed equipaggiato con missili da crociera. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Military. US Public Domain

Complessivamente, furono costruiti 34 esemplari di questo sottomarino, che ricevette dalla NATO il nome in codice di classe Yankee. Questi 34 battelli furono equamente divisi tra il solito cantiere di Severodvinsk (24 esemplari) e quello di Komsomolsk-na-Amur (10), nell’estremo oriente russo.

Secondo alcune fonti, gli Yankee non furono proprio un lavoro originale dei progettisti. Infatti, pare che i sovietici si siano largamente “ispirati” ai classe Benjamin Franklin, dei cui progetti entrarono in possesso grazie al lavoro delle spie.

Descrizione tecnica

I classe Yankee non c’entravano nulla con gli Hotel. Prima di tutto, erano molto più grossi: 128 metri di lunghezza, con un dislocamento di 7.700 tonnellate in emersione e 10.000 in immersione. Come praticamente tutti i sottomarini sovietici, anche questi avevano il doppio scafo in acciaio. Quello interno, pressurizzato, aveva un diametro di 9,4 metri ed era diviso internamente in dieci compartimenti.

Per la propulsione, era stata utilizzata una coppia di reattori nucleari VM-4 da 90 MW l’uno, sistemati in altrettante unità per la generazione del vapore chiamate OK-700 insieme con la trasmissione. La soluzione era capace di sprigionare una potenza complessiva di 40.000 hp e spingere il sottomarino a 15 nodi in emersione e 27 in immersione: un valore di poco superiore a quello degli Hotel, se non fosse che la stazza degli Yankee era praticamente il doppio.

Stavolta, i progettisti avevano fatto una certa attenzione a mantenere la rumorosità sotto livelli accettabili: l’impianto propulsivo era stato isolato il più possibile grazie a strati di gomma, lo scafo interno era stato ricoperto di materiali fonoassorbenti, mentre quello esterno con un rivestimento capace di assorbire i rumori. Gli sforzi dei progettisti ebbero un discreto successo, visto che non si ricordano i classe Yankee come particolarmente rumorosi.

Veniamo ora all’armamento: 16 missili R-27 (nome in codice NATO: SS-N-6 Serb) in varie versioni, capaci di una gittata nell’ordine dei 2.400 km. Le dimensioni erano decisamente minori rispetto ai precedenti R-13: meno di dieci metri contro dodici. Due metri possono sembrare pochi, ma se li devi far entrare nello scafo di un sottomarino diventano un’enormità: la differenza tra imbarcare sedici missili invece di tre. Le prestazioni poi surclassavano completamente il modello precedente, visto che i 600 km degli R-13 diventavano il quadruplo sugli R-27. Questi missili, inoltre, potevano essere lanciati in immersione, in salve da quattro dalla profondità di 40-50 metri ed alla velocità di 3-4 nodi.

I tempi tecnici per i preparativi non erano elevati: otto minuti per ogni salva, con un missile ogni otto secondi. Tra la seconda e la terza salva bisognava riempire d’acqua i tubi di lancio, quindi occorreva aspettare tra i 20 ed i 35 minuti. Inoltre, altri tre minuti erano necessari al sottomarino per tornare in posizione dopo aver lanciato ogni salva. Praticamente, gli Yankee furono i primi SSBN sovietici a poter fare tutto in immersione, grazie anche al sistema di “battle management” (chiamato “Cloud”) che poteva ricevere segnali a profondità superiori ai 50 metri.

Un discorso a parte merita il sistema di navigazione. Con l’eccezione dei primi quattro esemplari, infatti, gli Yankee montavano il sistema “Tobol” (primo sistema di navigazione sovietico ad usare i satelliti. Quelli precedenti ne avevano un atro, il “Sigma”), che consentiva a questi SSBN (ed ai relativi missili) di operare efficacemente anche nelle regioni artiche.

Internamente, i 16 SS-N-6 Serb erano sistemati in due blocchi a file parallele, all’interno dei compartimenti quattro e cinque, subito alle spalle della falsatorre. Anche se lo scafo cilindrico era stato progettato per ridurre al minimo l’attrito con l’acqua, le parti terminali dei missili erano comunque troppo lunghe: quindi, fu necessario montare una sorta di sovrastruttura per contenerle. Questa assunse l’aspetto di una sorta di “cassone”, non eccessiva ma abbastanza visibile.

L’armamento era poi completato da quattro tubi lanciasiluri da 533 mm e due da 400 mm, tutti sistemati a prua. Alcune fonti riportano anche la presenza di missili antiaerei a corto raggio Strela, che dovevano servire probabilmente a scoraggiare eventuali elicotteri nemici mentre il sottomarino era in emersione.

La classe Yankee venne realizzata in varie versioni. O meglio: tutti gli esemplari furono costruiti come Progetto 667A, ma parecchi vennero successivamente modificati per vari motivi.

Progetto 667A Navaga – Classe Yankee I

Classe Yankee I
Raffigurazione di un sottomarino classe Yankee I. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Mike1979 Russia. CC BY-SA 3.0

I Progetto 667A Navaga sono la “versione base”: tutti i 34 battelli furono costruiti secondo questo standard, e le varie sottoversioni sono il risultato di modifiche ad esemplari già in servizio.

  • Lunghezza: 128 metri
  • Larghezza: 11,7 metri
  • Pescaggio: 7,9 metri
  • Dislocamento in emersione: 7.766 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 10.020 tonnellate
  • Propulsione: sistema OK-700, 2 reattori nucleari VM-4 da 90 MW l’uno, 2 x 20.000 hp, due eliche
  • Velocità: 15 nodi in emersione, 27 in immersione
  • Profondità operativa: 320 metri
  • Profondità massima: 400 metri
  • Equipaggio: 114
  • Autonomia: 70 giorni
  • Armamento: 16 missili SS-N-6 Serb; 4 tubi lanciasiluri da 533 mm, 2 da 400 mm, con siluri

Progetto 667AU Nalim – Classe Yankee I

A partire dal 1972, sette battelli impostati come Progetto 667A vennero ultimati come Progetto 667AU. Ugualmente, anche alcuni tra i sottomarini già in servizio furono aggiornati al nuovo standard “AU“. La NATO li codifica sempre come classe Yankee I. In pratica, venne installato il nuovo sistema di lancio D-5U, che consentiva di lanciare, appunto, i missili balistici R-27U. Questi missili sono conosciuti in occidente come SS-N-6 Serb Mod.2, e si differenziano dai precedenti per la gittata migliorata (fino a 3.200 km contro i precedenti 2.400). I dati tecnici sono gli praticamente gli stessi della versione ‘667A.

A partire dal 1975, entrò in servizio una variante degli R-27U a tesata multipla, anche questa imbarcata sui classe Yankee ‘667AU.

Progetto 667AM Navaga-M – Classe Yankee II

Classe Yankee II
Raffigurazione del K-140, unico esemplare realizzato della classe Yankee II. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Mike1979 Russia. CC BY-SA 3.0

Tra il 1977 ed il 1978, un singolo esemplare venne convertito come Progetto 667AM Navaga-M. Questo sottomarino era il K-140, e ricevette dalla NATO il nome in codice di Yankee II.

Il risultato delle modifiche furono delle dimensioni leggermente superiori e, soprattutto, l’installazione di un nuovo sistema di lancio, chiamato D-11 con il relativo missile R-31 (SS-N-17 Snipe). Questo aveva delle particolarità: era il primo missile imbarcato sovietico a propellente solido e poteva essere lanciato senza allagare il tubo di lancio. In pratica, l’R-31 veniva letteralmente “sparato” fuori dall’acqua grazie ad un potentissimo getto di gas, ed accendeva i motori soltanto una volta che era uscito. La profondità di lancio, inoltre, era superiore a 50 metri, con un tempo di preparazione di molto inferiore (intorno al minuto). Lo Snipe, quindi, era decisamente più sofisticato rispetto agli R-27. Il rovescio della medaglia era il numero di esemplari imbarcabili: 12, contro i 16 precedenti.

La storia operativa dello Snipe è abbastanza particolare: venne dispiegato sul solo K-140, fu costruito in un numero limitatissimo di esemplari e restò in servizio appena una decina d’anni. Che motivo ebbero i sovietici di sviluppare e tenere in servizio un’arma del genere per poi utilizzarla così poco?

Ancora oggi non è molto chiaro. Alcuni ritengono che, inizialmente, la marina sovietica avesse pensato di modificare come Yankee II l’intera classe, ma abbia poi cambiato idea per motivi ignoti. Probabilmente, i vertici militari pensarono che non ne valesse la pena, considerato che stavano entrando in servizio i nuovi classe Delta. Ma perché tenere in servizio il missile su un unico prototipo? Sono state avanzate alcune teorie al riguardo.

  • Fare esperienza con i missili a propellente solido. Visto che l’R-31 era l’unico missile balistico sublanciato a propellente solido in servizio nell’arsenale sovietico, la cosa poteva avere un suo senso.
  • Usarlo “ad esaurimento”. Il K-140 era sostanzialmente un prototipo, che per una serie di motivi non aveva avuto seguito. Visto che la marina aveva un certo numero di R-31 a disposizione, invece di usare ulteriori risorse per “riconvertire” il sottomarino allo standard precedente, si era deciso di tenerlo in servizio così com’era con a bordo quel missile.
  • Lancio di satelliti. Un’ipotesi che è stata avanzata riguarda la possibilità di utilizzarlo come lanciatore di satelliti in condizioni di emergenza. L’idea non è così strana. Negli anni sessanta, gli Stati Uniti idearono un sistema di comunicazioni “sicuro” da utilizzare in caso di guerra nucleare: missili balistici intercontinentali (ICBM) capaci di lanciare un satellite per comunicazioni con un preavviso brevissimo. Un certo numero di ICBM Minuteman vennero modificati e tenuti in allerta permanente con questi satelliti come “payload”. Questi missili ricevettero la denominazione di LEM-70A. L’ipotesi è che il K-140 avesse un ruolo simile all’interno dell’arsenale sovietico.
  • Arma anti-portaerei. È stato ipotizzato che l’SS-N-17 fosse un missile balistico capace di cambiare bersaglio, e quindi in grado di colpire gruppi da battaglia con portaerei.

Comunque stessero le cose, la vita operativa dello Snipe era strettamente legata a quella del K-140, e terminò con la radiazione di questo, nel 1990.

K-140 - Classe Yankee II
Il K-140 in navigazione, fotografato nel 1987. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain
  • Lunghezza: 132 metri
  • Larghezza: 11,7 metri
  • Pescaggio: 7,8 metri
  • Dislocamento in emersione: 7.760 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 9.600 tonnellate
  • Propulsione: sistema OK-700, 2 reattori nucleari VM-4 da 90 MW l’uno, 2 x 20.000 hp, due eliche
  • Velocità: 15 nodi in emersione, 27 in immersione
  • Profondità operativa: 320 metri
  • Profondità massima: 400 metri
  • Equipaggio: 120
  • Autonomia: 70 giorni
  • Armamento: 12 missili SS-N-17 Snipe; 4 tubi lanciasiluri da 533 mm, 2 da 400 mm, con siluri

Progetto 667M Andromeda – Classe Yankee Sidecar

K-420 - Yankee Sidecar
Raffigurazione del K-420, conversione Yankee Sidecar, modificato per le prove del missile SS-N-24 Scorpion. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Mike1979 Russia. CC BY-SA 3.0

Nel 1979, il K-420 venne modificato per svolgere una serie di test su un nuovo missile, chiamato P-750. Questo prometteva di essere una meraviglia: una gittata di 5.000 km ed una velocità massima nell’ordine dei 3.500 km/h. Si trattava in effetti della versione navale di un missile da crociera ipersonico chiamato “Meteorit“, che era in fase di sviluppo già da qualche anno. Le modifiche furono estese, e stravolsero decisamente le caratteristiche del battello: il K-420 si ritrovò una lunghezza di oltre 150 metri, con il dislocamento aumentato di circa il 30%. Tutti questi lavori non sfuggirono alla NATO, che identificarono la nuova versione come Yankee Sidecar o Yankee SSGN. La modifica sicuramente più rilevante riguardò l’armamento: i pozzi di lancio dei missili vennero sostituiti con 12 tubi per il nuovo missile.

I test, occorre dirlo, non andarono troppo bene: il “Meteorit” era un sistema d’arma complesso ed innovativo, che presentava parecchi problemi di sviluppo. La versione navale non fece eccezione: più o meno la metà dei lanci di prova fallì miseramente, ed i valori teorici di gittata e velocità non furono mai lontanamente raggiunti. Lo sviluppo venne interrotto nel 1990, ma non è chiaro che fine fece il K-420. Si ritiene che tornò in servizio, probabilmente come sottomarino nucleare da attacco. I tubi di lancio dei P-750 (chiamati dalla NATO SS-N-24 Scorpion) furono rimossi, o semplicemente lasciati vuoti.

  • Lunghezza: 152 metri
  • Larghezza: 14,7 metri
  • Pescaggio: 8,7 metri
  • Dislocamento in emersione: 10.500 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 13.600 tonnellate
  • Propulsione: sistema OK-700, 2 reattori nucleari VM-4 da 90 MW l’uno, 2 x 20.000 hp, due eliche
  • Velocità: 15 nodi in emersione, 25 in immersione
  • Profondità operativa: 320 metri
  • Profondità massima: 400 metri
  • Equipaggio: 112
  • Autonomia: ?
  • Armamento: 12 missili SS-N-24 Scorpion; 4 tubi lanciasiluri da 533 mm, 2 da 400 mm, con siluri

Progetto 667AT Grusha – Classe Yankee Notch

Classe Yankee Notch
Raffigurazione di un sottomarino classe Yankee Notch. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Mike1979 Russia. CC BY-SA 3.0

Tra il 1978 ed il 1987, una serie di esemplari vennero pesantemente modificati con l’installazione di missili da crociera, e riclassificati sottomarini nucleari da attacco (in realtà, sarebbe più giusto definirli sottomarini lanciamissili da crociera). I trattati SALT I sul disarmo e la limitazione delle armi nucleari, infatti, prevedevano un numero massimo sia di SSBN, sa di SLBM che ci potevano essere imbarcati sopra. Di conseguenza, i sovietici furono costretti a convertire una serie di sottomarini lanciamissili balistici in modo da rientrare nei numeri previsti dai trattati.

Cinque battelli della classe Yankee, quindi, furono convertiti come Progetto 667AT: il sistema di lancio D-5U (con relativi R-27U) venne rimosso, e sostituito con otto tubi lanciasiluri da 533, idonei a lanciare missili da crociera Granat (SS-N-21 Sampson per la NATO), da 3.000 km di gittata. Ogni battello pare potesse portarne da 20 a 40, tutti con testata nucleare. Queste modifiche erano perfettamente lecite: i trattati SALT riguardavano i missili balistici (e quindi pure gli SLBM), ma non quelli da crociera.

Alcuni Yankee quindi furono adattati ad un compito “tattico”, mantenendo però la possibilità di un utilizzo strategico: del resto, i sovietici erano dei maestri a riutilizzare ad oltranza roba obsoleta, tenendo in servizio armi che altrove sarebbero state radiate senza troppi complimenti.

Dal punto di vista tecnico, oltre ai tubi di lancio per i Granat, altre modifiche riguardarono principalmente la strumentazione (ora resa idonea alla caccia di altre unità navali) ed i tubi lanciasiluri di prua. Il risultato fu un aumento della lunghezza dello scafo di una decina di metri.

  • Lunghezza: 141,7 metri
  • Larghezza: 12,8 metri
  • Pescaggio: 7,8 metri
  • Dislocamento in emersione: 8.888 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 11.400 tonnellate
  • Propulsione: sistema OK-700, 2 reattori nucleari VM-4 da 90 MW l’uno, 2 x 20.000 hp, due eliche
  • Velocità: 15,3 nodi in emersione, 25 in immersione
  • Profondità operativa: 320 metri
  • Profondità massima: 400 metri
  • Equipaggio: 115
  • Autonomia: 70 giorni
  • Armamento: 8 tubi lanciasiluri da 533 per missili da crociera SS-N-21 Sampson; 6 tubi lanciasiluri da 533 mm

Progetto 667AK Akson – Classe Yankee Pod

K-403 - Yankee Pod
Raffigurazione del K-403, conversione Yankee Pod. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Mike1979 Russia. CC BY-SA 3.0

Uno dei classe Yankee convertito ad altri usi per rientrare nei trattati SALT fu il K-403 (poi chiamato KS-403), tra il 1979 ed il 1983. Questa versione, chiamata Progetto 667AK Akson ed identificata dalla NATO come Yankee Pod, è erroneamente conosciuta anche come Progetto 09774. Il nome Yankee Pod è dovuto, appunto, al pod con la strumentazione elettronica montato sulla deriva verticale di poppa, esattamente come i classe Victor III.

Le modifiche effettuate furono molto particolari, visto che il battello venne trasformato in “nave-test” per provare i sistemi elettronici dei sottomarini sovietici di terza generazione. Praticamente, tutte le armi furono rimosse, e venne installata un’avanzata strumentazione elettronica. Con l’occasione, i tecnici aumentarono anche le dimensioni dello scafo (e di parecchio).

  • Lunghezza: 151,8 metri
  • Larghezza: 11,7 metri
  • Pescaggio: 7,9 metri
  • Dislocamento in emersione: 8.675 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 9.190 tonnellate
  • Propulsione: sistema OK-700, 2 reattori nucleari VM-4 da 90 MW l’uno, 2 x 20.000 hp, due eliche
  • Velocità: 16,5 nodi in emersione, 27 in immersione
  • Profondità operativa: 320 metri
  • Profondità massima: 400 metri
  • Equipaggio: 120
  • Autonomia: 100 giorni
  • Armamento: nessuno

Progetto 09780 Akson-M – Classe Yankee Big Nose

KS-403 - Yankee Big Nose
Raffigurazione del KS-403, stavolta nella versione Yankee Big Nose. Notare le dimensioni della prua, che conteneva il sonar sferico Amfora. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Mike1979 Russia. CC BY-SA 3.0

Il KS-403 venne nuovamente modificato tra il 1991 ed il 1996, sempre per le prove dei sistemi acustici dei sottomarini russi (stavolta di quarta generazione). Lavori del genere vennero intrapresi anche sul K-415, ma non furono mai completati per mancanza di fondi. Ricevette il nome in codice NATO di Yankee Big Nose, a causa del grosso rigonfiamento a prua, che serviva a contenere la grande antenna sonar “Amfora“. Il sonar era veramente grosso ed ingombrante: si trattava del primo dispositivo di questo tipo di forma sferica sviluppato in Russia (i precedenti modelli erano cilindrici), e quindi fu necessario intervenire pesantemente sulla struttura del K-403 (intera ed esterna).

Progetto 09774 – Classe Yankee Stretch

BS-411 - Yankee Stretch
Raffigurazione del BS-411, conversione Yankee Stretch, modificato per trasportare sottomarini atomici per missioni speciali della classe Paltus. Notare la struttura nella parte inferiore, utilizzata per “agganciare” i Paltus. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Mike1979 Russia. CC BY-SA 3.0

Tra il 1983 ed il 1990, il K-411 venne modificato per trasportare sottomarini atomici per missioni speciali classe Paltus, svolgere ricerche oceanografiche e spionaggio. Le modifiche fecero diventare questo battello il più lungo di tutta la classe Yankee: ben 162 metri, con conseguente aumento del dislocamento (e diminuzione della velocità: è anche il più lento tra tutti gli Yankee). Tutti gli armamenti vennero rimossi. Con l’occasione, ricevette anche un nuovo nome: KS-411.

  • Lunghezza: 162,5 metri
  • Larghezza: 11,7 metri
  • Pescaggio: 8,3 metri
  • Dislocamento in emersione: 9.408 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 10.950 tonnellate
  • Propulsione: sistema OK-700, 2 reattori nucleari VM-4 da 90 MW l’uno, 2 x 20.000 hp, due eliche
  • Velocità: 13,2 nodi in emersione, 21,9 in immersione
  • Profondità operativa: 320 metri?
  • Profondità massima: 400 metri?
  • Equipaggio: 106
  • Autonomia: ?
  • Armamento: nessuno

Progetto 667AN

I sovietici pensarono di realizzare un laboratorio geofisico subacqueo, convertendo un sottomarino della classe Yankee. Il prescelto fu il K-418, ma il progetto venne cancellato.

Progetto 667V

Il Progetto 667V nacque come conseguenza alla crisi missilistica di Cuba. In questa occasione la marina sovietica scoprì di poter fare ben poco per contrastare i gruppi da battaglia americani con portaerei (le cosiddette “task force”). Quindi, da un lato iniziò a costruire sottomarini nucleari armati di missili antinave e specificatamente pensati per questo compito, dall’altro a sviluppare qualcosa di nuovo e, per certi versi, “definitivo”.

L’SKB-385 si mise al lavoro e tirò fuori una versione modificata del suo R-27: si trattava dell’R-27K, un missile balistico antinave da imbarcare sugli Yankee. Questo ordigno, a testata nucleare, sarebbe stato in grado di colpire portaerei, convogli e basi costiere, il tutto con una probabilità circolare di errore nell’ordine dei 350 metri: qualcosa di completamente nuovo nel campo degli armamenti. Oltretutto, gli stessi sottomarini non avrebbero avuto bisogno nemmeno di troppe modifiche strutturali: l’R-27K è stato spesso descritto come “compatibile” con il sistema di lancio D-5 dei classe Yankee. In realtà, pare richiedesse una versione leggermente modificata, chiamata D-5K, ma probabilmente non era chissà quanto differente rispetto alla versione base già in servizio.

L’R-27K aveva una gittata nell’ordine dei 950 km, ed in via sperimentale venne imbarcato su un battello convenzionale della classe Golf, il K-102, in modo da poterlo provare.

Gli americani individuarono il nuovo missile, lo codificarono come SS-NX-13, ed iniziarono a protestare. L’R-27K, infatti, era preciso, micidiale e non intercettabile: in altri termini, letale. Gli Stati Uniti, visto che era balistico ed utilizzava i tubi dei normali R-27, lo considerarono una violazione ai trattati SALT: in pratica, ogni tubo occupato da un SS-NX-13 per loro rientrava negli accordi.  Alla fine, i sovietici decisero di lasciar perdere: oltre alla questione politica, vi erano anche parecchie questioni tecniche. Infatti, molti lanci di prova (condotti tra il 1972 ed il 1975) erano finiti male, lo sviluppo era complesso ed oltretutto sarebbe stato necessario installare della strumentazione apposita sui classe Yankee (i tubi di lancio erano compatibili o quasi, ma il sistema di acquisizione bersagli non lo era affatto).

Classe Yankee SSN

Premessa: i trattati si rispettano, inclusi quelli sulla limitazione delle armi strategiche. Cosa che dovette fare anche l’Unione Sovietica. Per restare all’interno dei limiti degli accordi SALT, i sovietici furono costretti a dismettere un certo numero di SSBN. La classe Yankee da questo punto di vista fu forse la “vittima” più illustre. Risulta infatti che su tutti i battelli della classe, tra il 1979 ed il 1994, vennero rimossi i tubi di lancio per i missili balistici. Parecchi furono modificati in vari modi (li abbiamo visti sopra), ma i rimanenti vennero trasformati in sottomarini nucleari da attacco. I numeri esatti non sono noti, ma si parla di 16 esemplari convertiti, con molti altri radiati (o comunque nominalmente in servizio ma in realtà fermi nei porti) prima di effettuare qualunque tipo di lavoro.

Servizio operativo

K-219 vista danni
Foto aerea del K-219. Si vedono molto bene i danni provocati dall’esplosione a bordo. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Military. US Public Domain

I classe Yankee vennero costruiti in 34 esemplari: 24 a Severodvinsk per la Flotta del Nord e 10 a Komsomolsk-na-Amur per quella del Pacifico. Molto attivi, effettuarono quasi seicento crociere in giro per il mondo, soprattutto nell’Oceano Atlantico. A partire dal 1979, tutti i battelli della classe furono convertiti in altro, o comunque ebbero i tubi di lancio dei missili balistici rimossi o disattivati, in modo da rientrare nei numeri dei trattati SALT. Un esemplare, il K-219, affondò nell’ottobre 1986 a causa di un’esplosione a bordo.

La radiazione dei vari esemplari, a prescindere dalle conversioni effettuate, iniziò nel 1988, e proseguì fino al 1995. Quelli che “durarono” più degli altri furono il K-395 (Yankee Notch), dismesso nel 2002, ed i due modificati per missioni speciali, il KS-403 (Yankee Pod/Big Nose) ed il KS-411 (Yankee Stretch), che sopravvissero fino al 2004.

Incidenti

  • 23 agosto 1968: K-140 (classe Yankee II). A causa di un problema alle barre di controllo del reattore (probabilmente dovuto ad un errore umano), il reattore stresso ebbe un picco di potenza, per poi spegnersi da solo a causa dei danni. Non si ha notizia di vittime, ma il compartimento reattore venne pesantemente contaminato.
  • Maggio 1974: classe Yankee I. Un battello di questa classe, non identificato, ebbe una collisione con il sottomarino nucleare da attacco americano USS Pintado. Entrambe le unità riportarono leggeri danni.
  • 3 ottobre 1986: K-219 (Yankee I). Il sottomarino affondò in seguito all’esplosione all’interno di uno dei pozzi di lancio, provocata da un’infiltrazione d’acqua. L’incidente provocò complessivamente quattro morti. Gran parte dell’equipaggio comunque riuscì ad abbandonare il battello. Per approfondire l’incidente vedere qui.
K-219 in avaria
Il K-219 in emersione, dopo l’esplosione nel pozzo di lancio di uno dei missili. Si vedono molto bene i danni alla sovrastruttura, con il fumo che fuoriesce. Il K-219 affondò il 6 ottobre 1986, tre giorni dopo l’incidente. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Military. US Public Domain

Esemplari costruiti

K-137

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 04/11/1964
Varo: 11/09/1966
Ingresso in servizio: 06/11/1967
Status: radiato nel 1994
Note: 1970: K-137 Leninets. 1985: Pr.667AU. 1992: K-137

K-140

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 19/09/1965
Varo: 23/08/1967
Ingresso in servizio: 30/12/1967
Status: radiato nel 1990
Note: 1978: Yankee II

K-216

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 28/06/1966
Varo: 06/08/1968
Ingresso in servizio: 27/12/1968
Status: radiato nel 1988
Note: 1986: KS-216

K-26

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 30/12/1965
Varo: 23/12/1967
Ingresso in servizio: 30/09/1968
Status: radiato nel 1988
Note: 1985: Yankee Notch

K-32

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 23/04/1966
Varo: 25/04/1968
Ingresso in servizio: 26/10/1968
Status: radiato nel 1990
Note: 1986: KS-32

K-207

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 04/11/1966
Varo: 20/09/1968
Ingresso in servizio: 30/12/1968
Status: radiato nel 1989
Note: 1981: KS-207

K-210

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 19/12/1966
Varo: 29/12/1968
Ingresso in servizio: 06/08/1969
Status: radiato nel 1988
Note: 1984: KS-210

K-249

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 18/03/1967
Varo: 30/09/1969
Ingresso in servizio: 27/09/1969
Status: radiato nel 1988
Note: 1984: KS-249

K-253

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 26/06/1967
Varo: 05/06/1969
Ingresso in servizio: 01/11/1969
Status: radiato nel 1993
Note: 1985: Yankee Notch

K-395

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 08/09/1967
Varo: 28/07/1969
Ingresso in servizio: 05/12/1969
Status: radiato nel 2002
Note: 1991: Yankee Notch

K-408

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 20/01/1968
Varo: 04/09/1969
Ingresso in servizio: 25/12/1969
Status: radiato nel 1988
Note: 1984: Yankee Notch

K-399

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 23/02/1968
Varo: 23/06/1969
Ingresso in servizio: 24/12/1969
Status: radiato nel 1990
Note: conversione Yankee Notch non completata

BS-411 Orenburg

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 25/05/1968
Varo: 16/01/1970
Ingresso in servizio: 31/08/1970
Status: radiato nel 2004
Note: 1982: KS-411. 1990: Yankee Stretch. 1992: BS-411. 1998: BS-411 Orenburg

K-418

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 29/06/1968
Varo: 14/03/1970
Ingresso in servizio: 22/09/1970
Status: radiato nel 1989
Note: conversione Pr.667AN non realizzata

K-420

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 12/10/1968
Varo: 25/04/1970
Ingresso in servizio: 29/10/1970
Status: radiato nel 1994
Note: anni ’80: Yankee Sidecar

K-423

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 13/01/1969
Varo: 04/07/1970
Ingresso in servizio: 13/11/1970
Status: radiato nel 1994
Note: 1987: Yankee Notch

K-434

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 23/02/1969
Varo: 29/05/1970
Ingresso in servizio: 30/11/1970
Status: radiato nel 1989
Note:

K-426

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 17/04/1969
Varo: 28/08/1970
Ingresso in servizio: 22/12/1970
Status: radiato nel 1990
Note:

K-415

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 04/07/1969
Varo: 26/09/1970
Ingresso in servizio: 30/12/1970
Status: radiato nel 1988
Note: conversione Yankee Big Nose non completata

KS-403 Kazan

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 18/08/1969
Varo: 25/03/1971
Ingresso in servizio: 12/08/1971
Status: radiato nel 2004
Note: 1981: KS-403. 1983: Yankee Pod. 1996: Yankee Big Nose. 1997: KS-403 Kazan

K-245

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 16/10/1969
Varo: 09/08/1971
Ingresso in servizio: 16/12/1971
Status: radiato nel 1992
Note: 1977: Pr.667AU

K-236

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 06/11/1969
Varo: 04/08/1970
Ingresso in servizio: 27/12/1970
Status: radiato nel 1990
Note: conversione Yankee Notch non completata

K-214

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 19/02/1970
Varo: 01/09/1970
Ingresso in servizio: 31/12/1971
Status: radiato nel 1991
Note: 1980: Pr.667AU. 1989: KS-214

K-389

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 26/07/1970
Varo: 27/06/1971
Ingresso in servizio: 25/11/1971
Status: radiato nel 1990
Note:

K-241

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 24/12/1970
Varo: 09/06/1972
Ingresso in servizio: 23/10/1972
Status: radiato nel 1992
Note: 1984: Pr.667AU

K-258

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 30/03/1971
Varo: 26/05/1972
Ingresso in servizio: 30/09/1972
Status: radiato nel 1991
Note: 1975: Pr.667AU

K-444

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 08/04/1971
Varo: 01/08/1972
Ingresso in servizio: 09/12/1972
Status: radiato nel 1994
Note: 1992: Pr.667AU

K-219

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 28/05/1970
Varo: 08/10/1971
Ingresso in servizio: 31/12/1971
Status: affondato il 6 ottobre 1986
Note: Pr.667AU

K-228

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 04/09/1970
Varo: 03/05/1972
Ingresso in servizio: 30/09/1972
Status: radiato nel 1994
Note: Pr.667AU

K-252

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 25/12/1970
Varo: 12/09/1971
Ingresso in servizio: 31/12/1971
Status: radiato nel 1989
Note: Pr.667AU

K-446

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 07/11/1971
Varo: 08/08/1972
Ingresso in servizio: 30/12/1972
Status: radiato nel 1993
Note: Pr.667AU

K-451

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 23/02/1972
Varo: 29/04/1973
Ingresso in servizio: 07/09/1973
Status: radiato nel 1991
Note: Pr.667AU. 1978: K-451 60 Let VLKSM. 1992: K-451

K-436

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 07/11/1972
Varo: 25/07/1973
Ingresso in servizio: 05/12/1973
Status: radiato nel 1992
Note: Pr.667AU

K-430

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 27/07/1973
Varo: 28/07/1974
Ingresso in servizio: 25/12/1974
Status: radiato nel 1995
Note: Pr.667AU

Fonti

(immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons. Credits: USAF. US Public Domain)