Classe Xia

Classe Xia è il nome in codice NATO del primo sottomarino nucleare lanciamissili balistici (SSBN) costruito per la marina della Repubblica Popolare Cinese. Il nome originale è 09-II, o Tipo 092, e non è stata esattamente una realizzazione riuscita. Anzi!

Largamente derivato dai sottomarini da attacco della classe Han, questo battello è rumoroso ed inaffidabile, tecnicamente antiquato, e con dei missili che hanno iniziato a dare problemi fin dal primo giorno. La messa a punto è stata piuttosto lunga, e a quanto se ne sa non si è mai allontanato dalle acque territoriali cinesi.

Nonostante questo, la sua importanza non deve essere sottovalutata: primo SSBN realizzato da un Paese asiatico, ha consentito alla Cina di “farsi le ossa” con questo tipo di unità, ponendo le basi per la moderna flotta subacquea lanciamissili cinese.

Storia

I cinesi decisero di costruire un SSBN nel 1965. L’idea era quella di sviluppare la flotta atomica subacquea in due fasi: prima un sottomarino nucleare da attacco, e successivamente un battello con missili balistici. La cosa aveva perfettamente senso, e per la cronaca fu esattamente quello che fecero le altre marine.

La progettazione venne affidata a Peng Shilu e Huang Xuhua, ovvero gli stessi che in tempi diversi curarono lo sviluppo della classe Han. Ovviamente, i due progettisti ripresero molte delle soluzioni precedentemente utilizzate sul sottomarino nucleare da attacco.

Bisogna dire che la Cina non partì proprio da zero con i sottomarini lanciamissili balistici. Infatti l’Unione Sovietica, prima della definitiva rottura delle relazioni negli anni sessanta, cedette al grande Paese asiatico i progetti dei suoi battelli convenzionali del Progetto 629 (classe Golf per la NATO). Si trattava di sottomarini a propulsione diesel elettrica equipaggiati con tre missili balistici sublanciati R-11F, una variante navale degli immortali SS-1 Scud, sistemati in altrettanti tubi di lancio dentro la falsatorre. Già all’epoca non erano più l’ultimo grido della tecnologia navale sovietica, visto che stavano entrando in servizio gli atomici classe Hotel, ma per i cinesi era comunque un enorme passo avanti, data l’arretratezza tecnologica del Paese.

I cinesi costruirono un singolo “Golf” a Dalian, tra il 1960 ed il 1966, e lo chiamarono Tipo 6631. Questo sottomarino fu essenziale, non tanto per lo sviluppo degni SSBN (i cinesi alla fine realizzarono qualcosa di completamente diverso) ma per quello del missile. Il “Golf cinese”, infatti, venne utilizzato come un banco prova per i missili balistici imbarcati da montare sui battelli atomici. Missili che, va detto, erano diversi da quelli sovietici. Mentre questi puntarono sui modelli a propellente liquido, i cinesi iniziarono a lavorare fin da subito su SLBM a combustibile solido, ed il Tipo 6631 fu modificato di conseguenza.

Il risultato degli sforzi “missilistici” fu il Julang-1, o JL-1 (CSS-N-3 per la NATO), un ordigno abbastanza problematico ma utile (come del resto la classe Xia) a “fare esperienza”.

I lavori sul sottomarino andarono abbastanza per le lunghe. Chiamato Chang Zheng-6 (Lunga Marcia 6), venne impostato presso il solito cantiere Bohai, ad Huludao, nel 1978, e fu varato nel 1981. Ma la messa a punto definitiva fu molto più lunga.

Descrizione tecnica

La classe Xia è largamente derivato dalla classe Han: la cosa è abbastanza normale, visto che si trattava dell’unico sottomarino nucleare in possesso della Cina. Come detto sopra, i cinesi erano in possesso di un classe Golf sovietico, che ebbe un ruolo essenziale per lo sviluppo del missile (soprattutto del sistema di lancio). La classe Golf, per la cronaca, era stata essenziale per i sovietici, visto che aveva costituito la base dei loro primi SSBN: gli Hotel, infatti, erano dei classe November (i primi sottomarini nucleari sovietici) con il sistema di lancio dei Golf (i tre missili dentro la falsatorre). Si trattava di una soluzione temporanea, ed infatti la marina sovietica già dalla fine degli anni sessanta seguì l’esempio della US Navy statunitense, installando gli SLBM alle spalle della falsatorre.

I cinesi fecero esattamente la stessa cosa degli americani: il risultato fu un classe Han allungato, con dodici missili sistemati in due file parallele.

Dal punto di vista tecnico, è lungo 120 metri, ed ha un dislocamento stimato di 6.500 tonnellate in immersione. Strutturalmente, vista la parentela con gli Han, dovrebbe trattarsi di un doppio scafo, ovviamente in acciaio.

La propulsione potrebbe essere la medesima degli Han, ovvero un singolo reattore ad acqua pressurizzata da 90 MW, capace di spingere lo Xia a 22 nodi in immersione (si, sono pochi). Nell’insieme, non è esattamente silenzioso, anzi: pare si tratti dell’SSBN più rumoroso di tutto l’Oceano Pacifico. L’affidabilità è scarsa, e pare che abbia la stessa (scarsa) schermatura delle radiazioni dei primi esemplari della classe Han.

L’armamento principale è costituito da 12 JL-1, dei missili a propellente solido lunghi 10 metri e larghi uno e mezzo scarso, con un peso al lancio di circa 15 tonnellate e prodotti dalla Fabbrica n. 307. La gittata massima dipende dalla versione, comunque va dai 1.700 (JL-1) ai 2.500 km (JL-1A), e possono trasportare una singola testata. Questi ordigni sono sistemati alle spalle della falsatorre, con le parti terminali contenute in una vistosa sovrastruttura.

09-II – Tipo 092 – Classe Xia

Unico esemplare costruito (forse, ma lo vedremo dopo). Successivamente è stato modificato con una nuova strumentazione e, soprattutto, un nuovo missile (il giù citato JL-1A).

  • Lunghezza: 120 metri
  • Larghezza: 10 metri
  • Pescaggio: 8 metri
  • Dislocamento in emersione: ?
  • Dislocamento in immersione: 6.500 tonnellate
  • Propulsione: 1 reattore nucleare da 90 MW, 1 elica
  • Velocità: 22 nodi in immersione
  • Profondità operativa: 300 metri
  • Profondità massima: ?
  • Equipaggio: 140
  • Autonomia: ?
  • Armamento: 12 missili balistici JL-1; 6 tubi lanciasiluri da 533 mm

Servizio operativo

Non è molto chiaro quando l’unico esemplare costruito della classe Xia entrò effettivamente in servizio. Genericamente, si parla di 1987, anche se alcune fonti riportano date precedenti (1983). La cosa certa, però, è che i test del missile JL-1 andarono parecchio per le lunghe, e si protrassero fino alla fine degli anni ottanta. Il JL-1, infatti, non era esattamente un gioiello della tecnica, e pure il sottomarino qualche problema lo aveva… Insomma, per farla breve i primi cinque lanci fallirono, e prima di avere un successo (ed una discreta affidabilità) furono necessari alcuni anni.

Inoltre, c’è un mistero legato al numero di esemplari effettivamente costruiti. Un secondo battello venne varato nel 1982, ma non si sa che fine abbia fatto. Può essere che sia stato successivamente smantellato, magari in seguito alla decisione di non completarlo viste le scarse prestazioni del capoclasse, ma c’è anche un’altra ipotesi, molto più drammatica.

Secondo alcuni, infatti, il secondo esemplare della classe sarebbe affondato in seguito ad un incidente nel 1985, con tutto l’equipaggio, e la cosa sarebbe stata “coperta” dalla marina cinese. Del resto, avere informazioni sulle forze armate del Paese asiatico non è affatto semplice, vista una mancanza di trasparenza degna dell’Unione Sovietica negli anni più bui della guerra fredda.

Comunque siano andate le cose, lo Xia è stato molto utile alla marina cinese per fare esperienza, oltre che per sviluppare le prime tecnologie utili a questo tipo di battelli, ma la sua utilità strategica è stata praticamente nulla.

Prima di tutto, hanno influito i suoi limiti tecnici: lento, poco affidabile e con missili dalla gittata scarsa, è anche molto rumoroso e facile da individuare. Per queste ragioni, non si è mai allontanato dalle acque territoriali cinesi, e per dirla tutta pare non abbia mai svolto una vera crociera di deterrenza. Nonostante i numerosi aggiornamenti (l’ultimo nel 2000), l’unico Xia in servizio non è in grado di partecipare ad una moderna guerra sottomarina, nella quale le sue capacità di sopravvivenza sarebbero probabilmente nulle.

C’è poi la questione legata al numero. La Cina ha sempre puntato su sistemi missilistici intercontinentali terrestri, trascurando in parte gli altri due componenti della cosiddetta “triade nucleare” (ovvero sottomarini lanciamissili e bombardieri strategici). Per avere una valida deterrenza navale occorrono un certo numero di battelli, in modo da tenerne almeno uno sempre in mare. Quindi, è chiaro che un singolo SSBN non può rappresentare un pericolo per qualche Paese, né può essere considerato un valido strumento di deterrenza.

Oggi non è chiaro lo “status” dell’unico Xia esistente (come detto prima, dell’altro esemplare se ne sono perse le tracce). Nominalmente, pare che sia operativo, anche se viene utilizzato molto poco.

Questo sottomarino, nonostante tutti i suoi limiti (e l’ironia degli addetti ai lavori), ha avuto una grande importanza per la marina cinese: è stato grazie alle esperienze condotte con questo battello che la Cina ha potuto realizzare la successiva classe Jin, mettendo in campo, finalmente, una forza subacquea nucleare credibile.

Esemplari costruiti

Vista la grande incertezza sulla sua esistenza, il presunto secondo esemplare non è stato inserito.

Chang Zheng-6

Cantiere: Bohai (Huludao)
Impostazione: 1978
Varo: 1981
Ingresso in servizio: 1987
Status: operativo
Note:

Fonti

(immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons. Credits: Mike1979 Russia. CC BY-SA 3.0)