Base navale russa

La classe X-Ray (nome in codice NATO del Progetto 1851 Nelma) è composta da un singolo sottomarino nucleare per missioni speciali (SSAN) o, come le chiamano i russi, “ingegneria subacquea”. Questo battello, chiamato AS-23, è l’equivalente sovietico dell’NR-1, un sottomarino nucleare americano con scopi analoghi entrato in servizio nel 1969.

La classe X-Ray è poco conosciuta anche nell’ambito dell’intelligence occidentale, tanto che parecchie informazioni sono abbastanza oscure. I dettagli operativi poi sono praticamente inesistenti, a parte il fatto che è inquadrato nella Flotta del Nord con la 29° Divisione Sottomarini.

Una delle poche cose certe sono le dimensioni: per pochi metri, è il più piccolo sottomarino nucleare mai costruito.

L’AS-23 è stato seguito da una versione ingrandita, chiamata classe Paltus dalla NATO.

Storia

Il sottomarino nucleare per operazioni speciali non fu esattamente un’idea originale, per i sovietici. Anzi, fu sicuramente una di quelle volte in cui si ritrovarono ad “inseguire” il nemico americano.

Nel 1969, gli Stati Uniti avevano immesso in servizio un sottomarino abbastanza particolare: l’NR-1. Questo aveva delle missioni fuori dal comune: recupero di oggetti, ricerche geologiche ed oceanografiche, installazione e mantenimento di apparati subacquei, e via dicendo. Ovviamente, per “recupero di oggetti”, non parliamo di anfore romane o cose simili, ma piuttosto di ricerche di “cose” di interesse militare e politico, come relitti di aerei, navi, ecc. L’NR-1 era estremamente sofisticato: poteva immergersi fino a 900 metri e restare a lungo in una certa area, mappando e raccogliendo campioni, riparando strumentazione precedentemente installata sul fondale, recuperando scatole nere o altri oggetti di interesse tecnologico…

Naturalmente, questo battello era perfettamente equipaggiato per questa tipologia di missioni: telecamere esterne, braccia manipolatrici, alloggiamenti per depositare in condizioni ideali quello che veniva raccolto… Un battello decisamente interessante quindi, che poteva avere parecchi utilizzi.

I sovietici non avevano niente del genere, e quindi il comando della marina richiese espressamente qualcosa di paragonabile.

L’Ufficio Tecnico Malakhit, specializzato in sottomarini nucleari da attacco, venne incaricato nel 1971 di progettare qualcosa di adeguato. I tecnici si misero al lavoro su due progetti distinti: il Progetto 1910 Kashalot ed il Progetto 1851 Nelma.

Il Progetto 1851 Nelma era praticamente l’equivalente dell’NR-1 (il Progetto 1910 Kashalot ne era una versione ingrandita e con caratteristiche diverse), ma con alcune importanti differenze. Le missioni previste, ovviamente, erano esattamente le stesse. Secondo alcuni, il Progetto 1851 sarebbe fortemente ispirato al Progetto 865 (classe Losos per la NATO), un minisommergibile convenzionale realizzato per trasportare incursori della marina. Questo però avrebbe caratteristiche del tutto diverse, essendo più piccolo e con una profondità operativa di molto inferiore (intorno ai 200 metri).

I due progetti ebbero degli sviluppi abbastanza diversi: se il Progetto 1910 (chiamato dalla NATO classe Uniform) fu sviluppato abbastanza rapidamente, le cose andarono decisamente più per le lunghe per il Progetto 1851, tanto che il primo ed unico esemplare venne impostato nel 1981. Non è chiaro perché i tecnici impiegarono così tanto tempo su questo progetto: minore priorità rispetto agli Uniform, problematiche di sviluppo (forse legate alle minori dimensioni)… Per la cronaca, non è sicuro nemmeno il nome russo originale: infatti, risulterebbe un fantomatico Progetto 678 collegato allo stesso identico programma, ma non se ne conoscono le differenze. Insomma, c’è un po’ di confusione (problema comune alle classi X-Ray e Losharik).

Comunque stiano le cose, l’AS-23 venne impostato a Leningrado (oggi San Pietroburgo) nel 1981, varato nel 1983 e commissionato nel 1986. La NATO chiamò questo unico esemplare classe X-Ray.

Descrizione tecnica

L’AS-23 è il più piccolo sottomarino nucleare mai costruito, in termini di lunghezza: appena 40 metri, contro i 45 dell’NR-1. Tuttavia, è un po’ più largo (5,3 metri contro 3,8) e quindi il dislocamento è maggiore. Questo battello ha una caratteristica che lo rende molto diverso sia dall’NR-1, sia dai contemporanei classe Uniform: infatti, a differenza sia del modello americano (che doveva essere trainato in zona operazioni), sia del “cugino” (che per le sue dimensioni poteva arrivare in zona operazioni per conto suo), l’AS-23 viene trasportato sul posto grazie ad un “sottomarino madre”: per i sovietici era una novità assoluta. In pratica, abbiamo un sottomarino nucleare da appoggio (SSAN) che se lo “aggancia” sulla parte inferiore grazie ad uno speciale meccanismo, e lo porta nell’area designata.

Questa soluzione permette all’X-Ray di raggiungere grandi distanze senza farsi notare, e nonostante le piccole dimensioni. L’’S-23, inoltre, ha di suo un’autonomia stimata di 30 giorni.

Il problema è che occorre un sottomarino madre abbastanza grosso.

I sovietici risolsero la cosa convertendo a questo scopo dei normali sottomarini nucleari. Il primo in assoluto fu il K-170 (poi rinominato KS-86), un battello della classe Echo. Le modifiche comprendevano la rimozione totale dei tubi di lancio dei missili antinave, oltre all’installazione di attrezzature specifiche per i nuovi compiti (ovvero, far agganciare nella parte inferiore del sottomarino un altro sottomarino più piccolo). Il KS-86 fu il primo battello di questo tipo, e la soluzione adottata divenne una specie di standard per la marina sovietica (e russa). La conversione venne effettuata tra il 1976 ed il 1980.

L’AS-23 ha il doppio scafo in titanio. Considerata la larghezza di 5 metri, lo spazio interno per l’equipaggio deve essere veramente ridotto. Secondo alcune stime, a bordo dell’X-Ray troverebbero posto appena sei persone: circa la metà dell’NR-1.

La propulsione è assicurata da un singolo reattore nucleare, le cui esatte caratteristiche sono sconosciute. Si presume che sia stato sviluppato dalla NIKIET, abbia una potenza di 10 MW e possa produrre 1.900 hp. La velocità massima in immersione è di circa 20 nodi.

Come per i fratelli maggiori della classe Uniform, l’AS-23 non ha missili o tubi lanciasiluri. L’equipaggiamento specifico per svolgere le missioni di ingegneria subacquea consiste in potenti proiettori per illuminare le profondità marine, braccia manipolatrici, telecamere. Sullo scafo, inoltre, si possono notare quattro gondole laterali (due per lato), sotto alla falsatorre e verso la prua: contengono dei propulsori orientabili, che servono al sottomarino se deve rimanere fisso su un punto, durante la missione. Si sospetta inoltre che l’AS-23 abbia un’uscita per i sommozzatori.

Progetto 1851 Nelma – Classe X-Ray

Un esemplare costruito, non risultano modifiche.

  • Lunghezza: 40 metri
  • Larghezza: 5,3 metri
  • Pescaggio: 5 metri
  • Dislocamento in emersione: 550 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 1.000 tonnellate
  • Propulsione: 1 reattore nucleare da 10 MW, 1 x 1.900, 1 elica
  • Velocità: 20 nodi in immersione
  • Profondità operativa: 1.000 metri
  • Profondità massima: ?
  • Equipaggio: 6?
  • Autonomia: 30 giorni?
  • Armamento: nessuno

Servizio operativo

Impostato nel 1981, varato nel 1983 e commissionato nel 1986: queste sono le date ufficiali dell’unico esemplare della classe X-Ray. In realtà, anche su queste date qualche dubbio c’è. Infatti, la conversione del K-170 venne ultimata nel 1980, ed è improbabile che il sottomarino-madre sia rimasto inattivo tutto questo tempo (anche se con i sovietici tutto può essere). Una delle ipotesi, quindi, è che l’AS-23 in realtà sia entrato in servizio in una data precedente.

L’intelligence occidentale venne a conoscenza dell’AS-23 (di cui ovviamente non conosceva il nome) nel 1984. Le informazioni sulle sue attività operative sono praticamente nulle. Pare comunque che sia rimasto inattivo per molto tempo, tanto che nei primi anni 2000 risultava addirittura che fosse stato ritirato dal servizio.

Le sue reali condizioni non sono note, però risulta in servizio con la Flotta del Nord.

L’AS-23 è qualcosa di molto diverso rispetto agli Uniform, e per certi versi è più avanzato anche nei confronti dell’NR-1, visto che viene “trasportato” da un altro sottomarino. Tuttavia, la marina sovietica non doveva essere troppo soddisfatta di questo progetto, o comunque pensava che avesse forti margini di miglioramento. Pochi anni dopo, infatti, entrò in servizio una versione perfezionata ed ingrandita, chiamata in occidente classe Paltus.

Esemplari costruiti

AS-23

Cantiere: Ammiragliato (San Pietroburgo)
Impostazione: 09/1981
Varo: 30/09/1983
Ingresso in servizio: 30/12/1986
Status: operativo?
Note:

Fonti

(immagine di copertina derivata da Wikimedia Commons. Credits: Вячеслав Лобанов. CC BY 3.0)