Classe Skipjack

I classe Skipjack possono essere considerati i primi veri sottomarini nucleari da attacco moderni. Entrati in servizio con la marina americana alla fine degli anni cinquanta, praticamente stabilirono le “regole” per questo tipo di unità, almeno in Occidente.

Per la prima volta, infatti, la US Navy abbandonò le linee e le soluzioni tecniche degli U-boat Tipo XXI per adottare qualcosa di radicalmente nuovo: scafo a goccia per aumentarla velocità e l’agilità in immersione, singola elica per ridurre il rumore, scafo singolo… Tutte novità introdotte con gli Skipjack.

Questi sottomarini, inoltre, furono molto importanti anche per un altro motivo: costituirono la base della classe George Washington, i primi SSBN della storia. In effetti, questi non furono altro che dei normalissimi Skipjack ai quali venne aggiunto un compartimento con i missili balistici…

Insomma, i sei esemplari della classe Skipjack costituiscono una vera e propria “pietra miliare” nella storia della guerra subacquea.

Andiamo a vedere di cosa si trattava.

Storia

Le origini: lo USS Albacore

Premessa: non è possibile parlare degli Skipjack senza accennare ad un altro sottomarino, lo USS Albacore (AGSS-569). Questo fu un battello convenzionale sperimentale, realizzato appositamente per testare nuove soluzioni tecniche per unità subacquee ad alte prestazioni.

Nel 1949, la marina americana avviò un programma di studio per determinare quali sarebbero state le caratteristiche ideali di un sottomarino che avrebbe dovuto passare parecchio tempo in immersione. Gli Stati Uniti, infatti, stavano abbondantemente attingendo alle tecnologie tedesche (in particolare, gli U-boat Tipo XXI), ma era chiaro che serviva qualcosa di più moderno, performante e con meno limitazioni. Il design dei sottomarini dell’epoca, infatti, teneva conto anche delle caratteristiche in emersione, oltre che di quelle in immersione: cosa sensata visto che si trattava di battelli convenzionali, che avevano bisogno di emergere di tanto in tanto. Ma con la propulsione nucleare subacquea (che gli americani stavano studiando in quel periodo) le cose sarebbero cambiate, ed i moderni sottomarini avrebbero dovuto tenerne conto.

Classe Skipjack - Elica
Poppa ed elica di uno Skipjack (probabilmente lo USS Scamp) durante la costruzione. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain

I “discendenti” dello USS Albacore

Lo USS Albacore fu il risultato di tre anni di studi idrodinamici portati avanti da un comitato indipendente, in modo da non subire l’influenza della marina, in particolare dei sommergibilisti della “vecchia scuola”. Alla fine, il battello venne varato nel 1952, ed entrò in servizio nel 1953. Dopo una serie di valutazioni sul campo, la marina americana mise in cantiere due classi di sottomarini, chiaramente ispirati alle nuove soluzioni tecniche dell’Albacore: i Barbel e gli Skipjack.

I Barbel furono gli ultimi sottomarini convenzionali realizzati per la marina americana, mentre gli Skipjack sono considerati i primi battelli atomici subacquei veramente moderni. Per la cronaca, i secondi sono considerati la versione nucleare dei primi.

USS Scamp in costruzione
Una sezione di scafo dello USS Scamp, durante la costruzione. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain

Nasce la classe Skipjack

Il progetto di questi sottomarini, come al solito, venne curato dalla Electric Boat (divisione navale della General Dynamics), ed il primo esemplare fu impostato presso il solito cantiere di Groton, nel 1956. Il battello fu varato nel 1958 ed entrò in servizio l’anno successivo. Si trattava dello USS Skipjack (SSN-585).

La costruzione delle unità successive subì diversi ritardi: la marina, infatti, voleva dei sottomarini lanciamissili balistici, e l’unico modo che il produttore aveva per accontentarli fu quello di convertire il secondo esemplare in costruzione e far slittare gli altri.

Per la cronaca, il secondo esemplare sarebbe diventato lo USS George Washington (SSBN-598), il primo SSBN della storia.

Descrizione tecnica

Caratteristiche generali

Ma quali furono, più in dettaglio, le novità introdotte dalla classe Skipjack? E, più in generale, com’erano fatti questi sottomarini?

Gli Skipjack erano lunghi 76 metri, ed avevano un dislocamento in immersione di circa 3.500 tonnellate: un po’ più corti degli Skate, ma decisamente più piccoli e leggeri degli “antenati” Nautilus e Seawolf.

Come abbiamo detto sopra, queste unità avevano parecchie innovazioni, prese dall’Albacore. Vediamole.

Innovazioni dei classe Skipjack: lo scafo

Prima di tutto, lo scafo. Per la prima volta, veniva adottato su un sottomarino nucleare lo scafo a goccia. Questa forma, che ricorda vagamente quella di un dirigibile, venne adottata dopo parecchi test sull’Albacore: consentiva velocità e manovrabilità molto elevate in immersione, che poi era quello a cui puntava la marina. L’unico problema furono le scarse capacità nautiche in superficie, ma visto che questi battelli avrebbero dovuto essere sott’acqua tutto il tempo, la cosa non venne considerata importante. Strutturalmente, gli Skipjack erano a scafo singolo (con l’eccezione della zona prodiera, con i siluri, che per motivi idrodinamici manteneva il doppio scafo), realizzato in una lega in acciaio chiamata HY-80, sviluppata appositamente per i sottomarini.

Spieghiamo la sigla: HY indica le leghe con un’elevata resistenza allo snervamento (sarebbe la resistenza alle deformazioni plastiche permanenti. Vedere Wikipedia), mentre il numero (80 nel nostro caso) indica i ksi (kilolibbra per pollice quadrato, unità standard di misura della pressione nel sistema anglosassone. Qui per approfondire). Praticamente, si trattava di una lega metallica con una resistenza di 80.000 psi (o 80 ksi, che è la stessa cosa): parecchio, non c’è dubbio.

Schema degli SSN classe Skipjack
Raffigurazione di un battello della classe Skipjack. 1) Sonar; 2) sala siluri; 3) compartimento operazioni; 4) compartimento reattore; 5) impianto propulsivo ausiliario; 6) sala macchine. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Voytek S. CC BY 3.0

Innovazioni dei classe Skipjack: gli interni

Lo scafo, internamente, era diviso in cinque compartimenti. Una grossa evoluzione rispetto ai sottomarini precedenti fu inserire, in unico ambiente, le funzioni tipiche della torre di comando, della sala controllo e di attacco. Questo consentì di ottimizzare tutti i processi, controllando tutte le principali funzioni del battello in un unico luogo (prima invece erano fisicamente separati). La stessa zavorra poteva essere controllata da questo ambiente, tramite un pulsante.

Innovazioni dei classe Skipjack: la singola elica

Un altro importante cambiamento riguardò il numero di eliche. Fino a quel momento, infatti, ne veniva utilizzate due. In seguito alle esperienze sullo USS Albacore, ne fu installata solo una. Questa modifica fu sicuramente una delle più discusse: avere due eliche, infatti, garantiva di averne una di riserva in caso di guasto, oltre a garantire un a manovrabilità maggiore. Tuttavia, la nuova “linea” richiedeva la singola elica, e quindi alla fine venne adottata questa soluzione.

L’aspetto finale della poppa, quindi, era una vera e propria “croce” composta dai timoni verticali e orizzontali, al centro della quale fuoriusciva un’elica. Questa formula diventerà una specie di standard per tutti i sottomarini moderno (con la croce sostituita a volte da una X). I timoni di prua, invece, furono spostati: dallo scafo nei pressi dei siluri, vennero montati sulla falsatorre, in modo da non disturbare il sonar BQS-4.

USS Snook - Classe Skipjack
Lo USS Snook in navigazione. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain

Propulsione

La propulsione era assicurata da un singolo reattore ad acqua pressurizzata S5W di realizzazione Westinghouse, capace di alimentare due turbine che scaricavano sull’elica 15.000 hp. Un reattore riuscito, che divenne lo standard per la US Navy fino al modello S6G, usato sui Los Angeles. Ma quanto era veloce la classe Skipjack? Tutte queste soluzioni tecniche per aumentare la velocità avevano funzionato? Beh decisamente si: questi sottomarini raggiungevano i 30 nodi in immersione (le fonti riportano dati variabili tra 29 e 33). Il prezzo, lo abbiamo visto, era stata una minore tenuta di mare in emersione: insomma, si poteva fare!

L’insieme, oltretutto, era pure abbastanza silenzioso, sicuramente più di quello che mettevano in campo i sovietici, visto che all’epoca non consideravano la rumorosità un problema (al contrario della NATO, che tra l’altro riusciva a tracciare facilmente i battelli avversari grazie alla loro traccia acustica).

USS Shark - Classe Skipjack
Lo USS Shark durante l’attraversamento del Canale di Panama, nel 1989. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Master Sgt. Herbert Cintron, US Military. US Public Domain

Armamento ed equipaggio

Veniamo all’armamento: sei tubi lanciasiluri da 533 mm, con una dotazione di 24 siluri: più o meno lo standard del tempo. Le torpedini potevano essere di vari tipi: roba della seconda guerra mondiale, i più moderni Mk.37 (risalenti agli anni cinquanta) e gli atomici Mk.45. successivamente, sarebbero stati imbarcati anche i micidiali Mk.48, sviluppati per contrastare i classe Alfa sovietici.

L’equipaggio era di 93 elementi.

Classe Skipjack

Unica versione realizzata

  • Lunghezza: 76,8 metri (252 piedi)
  • Larghezza: 9,4 metri (31 piedi)
  • Pescaggio: ?
  • Dislocamento in emersione: 3.070 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 3.513 tonnellate
  • Propulsione: 1 reattore nucleare S5W, 15.000 hp, 1 elica
  • Velocità: 15 nodi in emersione, 29-33 in immersione
  • Profondità operativa: 210 metri
  • Profondità massima: ?
  • Equipaggio: 93
  • Autonomia: ?
  • Armamento: 6 tubi lanciasiluri da 533 mm

Servizio operativo

Gli Skipjack in azione

Lo USS Skipjack entrò in servizio nel 1959, con gli altri cinque esemplari che lo seguirono entro il 1961. Il prezzo unitario di questi sottomarini era di 40 milioni di dollari dell’epoca. Come abbiamo detto, la produzione subì uno slittamento, a causa della priorità data agli SSBN: lo USS Scorpion, secondo esemplare della classe, venne completato come sottomarino nucleare lanciamissili balistici, e ricevette il nome di USS George Washington. Stessa fine fece il terzo esemplare, che all’epoca era stato finanziato ma non ancora impostato.

Al momento del loro ingresso in servizio, gli Skipjack erano veramente all’avanguardia della guerra sottomarina: il loro moderno scafo a goccia costituiva un deciso miglioramento rispetto alle precedenti forme “a sigaro”, mentre le prestazioni erano di tutto rispetto, e potevano rivaleggiare con quelle dei battelli in servizio con la marina sovietica.

USS Shark - Classe Skipjack
Lo USS Shark in navigazione nel 1985. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain

La tecnologia avanza

Tuttavia il progresso tecnologico, all’epoca, correva molto veloce: la marina decise di implementare anche le innovazioni del sottomarino sperimentale USS Tullibee (sonar di prua sferico e tubi lanciasiluri spostati indietro per motivi di spazio), e quindi mise in cantiere quella che sarebbe diventata la classe Permit.

Nonostante gli Skipjack non rappresentassero più l’ultimo grido in fatto di guerra subacquea, erano comunque dei battelli estremamente validi, e furono largamente utilizzati sia nell’Oceano Atlantico, sia nel Pacifico.

Bisogna dire che si trattava di mezzi abbastanza affidabili, tanto che nonostante la loro intensa carriera operativa non ebbero gravi incidenti. L’unica eccezione fu lo sfortunato USS Scorpion, affondato con tutto l’equipaggio il 22 maggio 1968, probabilmente a causa di un guasto dovuto ad una revisione affrettata.

Tutte le unità superstiti furono radiate tra il 1986 ed il 1990, e demolite pochi anni dopo.

USS Scorpion - Classe Skipjack
Lo sfortunato USS Scorpion nel 1967, un anno prima della tragedia. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: פרסומי צי ארצות הברית. US Public Domain

Valutazioni

Gli Skipjack hanno un posto di rilievo nella storia della guerra subacquea. Su questi battelli, in pratica, furono implementate tutte le caratteristiche dei moderni sottomarini nucleari da attacco: lo scafo a goccia, la formula a scafo singolo, una sola elica, l’utilizzo della lega HY-80 (usata fino ai classe Los Angeles), i timoni sulla falsatorre… In un certo senso, possono essere considerati un vero e proprio spartiacque. Bisogna ricordare, però, che il vero innovatore fu lo USS Albacore, il primo a ricevere tutte queste novità: un battello sperimentale che fu usato come “banco prova” per tutte queste tecnologie. Per dire, lo scafo a goccia è chiamato spesso “scafo tipo Albacore“…

Restando in tema di sottomarini nucleari, praticamente, gli Skipjack (e lo USS Tullibee…) ispirarono praticamente tutti i battelli atomici successivi realizzati in Occidente. E non solo loro: la stessa classe Victor, in Unione Sovietica, presenta parecchie somiglianze.

Incidenti

  • 15 aprile 1968: USS Scorpion (classe Skipjack). Collisione con una chiatta nel porto di Napoli. Nessun danno.
  • 22 maggio 1968: USS Scorpion (classe Skipjack). Il sottomarino affondò per cause imprecisate a 400 miglia al largo delle Azzorre, con tutti i 99 uomini di equipaggio. Il relitto si trova a 3.000 metri di profondità. Ulteriori informazioni qui.
  • 25 ottobre 1972: USS Snook (classe Skipjack). Mentre era in navigazione nella Baia di Dabob, il sottomarino urtò il fondo. Non si ha notizia di danni.
  • 6 giugno 1973: USS Skipjack (classe Skipjack). Durante un’esercitazione nel Mar Mediterraneo, il sottomarino urtò una montagna sommersa, non segnata sulle mappe. I danni furono scarsi, ma dovette raggiungere Creta in emersione.
  • 23 aprile 1975: USS Snook (classe Skipjack). Mentre si trovava al largo della California, il sottomarino rimase impigliato in una rete da pesca, ma riuscì a liberarsi senza problemi. In zona, quel giorno, c’era una flottiglia di circa venticinque pescherecci. Sovietici. Al largo della California…
Relitto USS Scorpion
La prua dello USS Scoprion, fotografata a 3.000 metri di profondità, sul fondo dell’oceano. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Military. US Public Domain

Esemplari costruiti

Come da tradizione per i sottomarini americani, anche gli Skipjack portano il nome di animali marini. L’unica eccezione è stato USS Scorpion.

USS Skipjack (SSN-585)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 29/05/1956
Varo: 26/05/1958
Ingresso in servizio: 15/04/1959
Status: radiato il 19/04/1990
Note: demolito nel 1998

USS Scamp (SSN-588)

Cantiere: Mare Island
Impostazione: 23/01/1959
Varo: 08/10/1960
Ingresso in servizio: 05/06/1961
Status: radiato il 24/04/1988
Note: demolito nel 1994

USS Scorpion (SSN-589)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 20/08/1958
Varo: 29/12/1959
Ingresso in servizio: 29/07/1960
Status: affondato il 22/05/1968
Note:

USS Sculpin (SSN-590)

Cantiere: Ingalls (Pascagoula)
Impostazione: 03/02/1958
Varo: 31/03/1960
Ingresso in servizio: 01/06/1961
Status: radiato il 03/08/1990
Note: demolito nel 2001

USS Shark (SSN-591)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 24/02/1958
Varo: 16/03/1960
Ingresso in servizio: 09/02/1961
Status: radiato il 15/09/1990
Note: demolito nel 1996

USS Snook (SSN-592)

Cantiere: Ingalls (Pascagoula)
Impostazione: 07/04/1958
Varo: 31/10/1960
Ingresso in servizio: 24/10/1961
Status: radiato il 14/11/1986
Note: demolito nel 1997

Fonti

(immagine di copertina derivata da Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain)