Classe Shang

I sottomarini nucleari da attacco (SSN) cinesi della classe Shang sono i successori dell’obsoleta classe Han. Conosciuti in patria come 09-III o Tipo 093, costituiscono un deciso passo in avanti tecnologico rispetto ai predecessori. In altri termini, possono essere considerati i primi sottomarini nucleari moderni della marina cinese.

Il loro sviluppo è stato piuttosto lungo, e probabilmente la marina non è stata troppo soddisfatta del risultato. Comunque, ne sono entrate in servizio sei unità, e ad oggi sono considerati i più potenti sottomarini in servizio con la marina cinese. In futuro saranno sostituiti dai più perfezionati classe Sui, sulla quale i tecnici stanno già lavorando.

Storia

Non è chiaro quando i cinesi iniziarono a lavorare ad un sostituto della classe Han. Che questa non fosse esattamente un gioiello tecnologico fu chiaro praticamente subito, il problema era la capacità del Paese asiatico di realizzare qualcosa di meglio.

Parlando di date, alcuni sostengono che il programma venne avviato nel 1984, altri nel 1994 (dopo il cosiddetto “incidente della Yinhe”, una nave cargo cinese che venne abbordata e perquisita dalla marina americana perché sospettata di trasportare armi chimiche). In realtà, potrebbero essere vere entrambe le date. Viste le scarse prestazioni della classe Han, è molto probabile che la marina cinese già negli anni ottanta iniziasse a pensare seriamente ad un sostituto, e si fosse arrivati ad una serie di progetti preliminari che però non furono trovati soddisfacenti.

Nel 1994, dopo il già citato incidente, molto probabilmente il programma subì un’accelerazione, grazie soprattutto ad un aiuto dall’esterno. Sembra infatti che la Russia, disperatamente a corto di denaro, abbia venduto tecnologie relative ai sottomarini alla Cina. Inoltre, sempre in cambio di soldi, l’Ufficio Tecnico Rubin pare che collaborò con i cinesi alla progettazione del nuovo 09-III. Gli aiuti furono molto consistenti: disegno dello scafo, sistemi di combattimento, contromisure e riduzione della traccia acustica (soprattutto dell’apparato propulsivo). In pratica, grazie alla (presunta) collaborazione russa, la tecnologia subacquea cinese fece un salto enorme.

Bisogna dire, però, che l’aiuto russo non riguardò gli ultimi ritrovati della loro tecnologia. Infatti, come al tempo dell’accordo di amicizia degli anni cinquanta e sessanta, la Russia si guardò bene dal passare al grande vicino i segreti tecnologici delle sue ultime realizzazioni.

Comunque stiano le cose, il primo esemplare venne impostato al solito cantiere navale Bohai, nella città di Huludao, alla fine degli anni novanta, e fu varato nel 2002. Una seconda unità lo seguì l’anno successivo. Dopo lunghe ed approfondite prove in mare, il capoclasse entrò in servizio nel 2006.

Descrizione tecnica

I sottomarini della classe Shang sono più grossi dei precedenti Han, e molto più sofisticati. Sicuramente non raggiungono il livello tecnologico delle ultime realizzazioni russe o americane, ma rappresentano comunque un notevole passo in avanti e non possono essere sottovalutati.

Ne sono state identificate tre versioni, e le dimensioni variano un po’, ma in generale la lunghezza infatti raggiunge i 110 metri, con un dislocamento in immersione di circa 7.000 tonnellate.

La struttura è a doppio scafo in acciaio, con quello esterno a goccia e ricoperto di piastrelle anecoiche per ridurre il rumore.

Il sistema propulsivo è stato oggetto di varie speculazioni. Inizialmente si riteneva che gli Shang fossero spinti da ben due reattori ad acqua pressurizzata, mentre oggi gli esperti concordano su uno solo. I cinesi poi, nel 2002, dichiararono che i loro sottomarini erano spinti da un reattore raffreddato con gas ad elevata temperatura. Tuttavia, essendo una tecnologia piuttosto immatura, ci hanno creduto in pochi. La velocità in immersione, comunque, è stimata essere circa 30 nodi.

L’armamento è oggetto di discussioni, in particolare per la presenza di missili antinave. La cosa certa sono i sei tubi lanciasiluri, quattro a prua e due a poppa, da 533 mm (o una combinazione di tubi da 650 mm e 533 mm secondo altri).

09-III – Tipo 093 – Classe Shang I

Si tratta della versione base, i primi due battelli ad essere varati ed entrare in servizio con la marina cinese. Dal punto di vista tecnico, sono piuttosto simili ai classe Victor III sovietici, anche se esteticamente risultano piuttosto diversi (soprattutto la falsatorre). La traccia acustica comunque è paragonabile. Questi sottomarini hanno ben sei sonar, montati sulle fiancate (tre per parte), con le antenne piuttosto visibili.

L’armamento comprende i già citati sei tubi lanciasiluri, che possono lanciare siluri, mine e missili antinave.

  • Lunghezza: 110 metri
  • Larghezza: 11 metri
  • Pescaggio: 7,5 metri
  • Dislocamento in emersione: 5.300 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 7.000 tonnellate
  • Propulsione: 1 reattore nucleare, 1 elica
  • Velocità: 30 nodi in immersione
  • Profondità operativa: 300 metri
  • Profondità massima:
  • Equipaggio: 100
  • Autonomia: 80 giorni?
  • Armamento: 6 tubi lanciasiluri da 533 mm, con siluri, mine e missili

09-IIIA – Tipo 093A – Classe Shang II

Il Tipo 93A è una versione perfezionata, realizzata in un singolo esemplare (alcune fonti parlano di due scafi, ma è improbabile). Esteticamente, si distingue per una diversa forma della falsatorre, che presenta alcune modifiche tra cui linee più arrotondate.

09-IIIB – Tipo 093B – Classe Shang III

I Tipo 093B sono la versione sulla quale ci sono più dubbi. Prima di tutto, è conosciuta anche con il nome di Tipo 093G, e molte fonti riportano che si tratti di “una versione allungata con tubi di lancio verticali per missili antinave”. Secondo fonti cinesi, infatti, i tre esemplari di questa serie sarebbero in grado di trasportare ben dodici missili antinave YJ-18, o altrettanti missili da crociera CJ-10 (variante imbarcata). I tubi di lancio sarebbero sistemati sotto una piccola gobba sistemata alle spalle della falsatorre.

In realtà, le cose non starebbero proprio così.

Prima di tutto, le dimensioni. Alcune analisi hanno dimostrato che la lunghezza sarebbe praticamente la stessa delle versioni precedenti, e con tutta la buona volontà, i tubi di lancio verticali (VLS) non entrano. Visto che dimensionalmente somigliano ai Victor III, si presume che gli spazi interni siano organizzati in modo piuttosto simile. Bene, lo spazio per i VLS non ci sarebbe: mancherebbero una decina di metri, come minimo. La stessa “gobba” dietro alla falsatorre sembrerebbe incompatibile con un sistema di questo tipo.

E quindi, quali sarebbero le differenze di questa versione? Parecchie. Prima di tutto, la falsatorre, decisamente arrotondata e simile a quella degli americani classe Virginia e Seawolf. Poi la presenza di un sonar a rimorchio, inserito in un cilindro sulla sommità del timone verticale. Si tratta di una soluzione molto usata sui sottomarini russi, e che venne inaugurata proprio sui Victor III (anche se il contenitore era più voluminoso).

La famosa “gobba” dietro alla falsatorre, secondo gli esperti, sarebbe legata proprio al sonar, o meglio al meccanismo di traino. Altre ipotesi riguardano una soluzione idrodinamica per diminuire la tracciabilità del sottomarino.

Questi sottomarini sarebbero decisamente più silenziosi dei precedenti, al livello dei classe Los Angeles degli anni ottanta. Un buon risultato, ottenuto probabilmente grazie alla collaborazione russa.

Servizio operativo

I sei esemplari della classe Shang sono entrati in servizio tra il 2006 ed il 2015, equamente suddivisi tra le basi di Jianggezhuang (vicino Quingdao, nel Mar Giallo) e Yulin (isola di Hainan). La costruzione è andata abbastanza a rilento, ed il fatto che siano state realizzate ben tre versioni, probabilmente, dimostra che la marina cinese non è stata troppo soddisfatta di questi sottomarini.

Non è chiaro quanti esemplari siano previsti di questa classe: i cinesi, su certe cose, non amano fornire particolari. Secondo la maggior parte degli analisti, la costruzione di nuove unità della classe Shang sarebbe stata interrotta a favore dei sottomarini lanciamissili balistici (SSBN) della classe Jin: del resto, visto che tutti i battelli atomici subacquei cinesi vengono costruiti al cantiere navale Bohai, gli spazi e le lavorazioni devono essere ottimizzate.

Secondo (pochi) altri, invece, potrebbero essere realizzate fino ad un totale di dieci unità, per sostituire gli obsoleti classe Han e fornire alla Cina una flotta subacquea numerosa e credibile.

Comunque stiano le cose, i classe Shang sono ad oggi i più moderni e sofisticati sottomarini nucleari cinesi. Certo, non imbarcano missili da crociera e non sono l’ultimo ritrovato tecnologico, ma possono comunque dire la loro. In futuro, saranno sostituiti dalla classe Sui, o 09-V (o Tipo 095), ad oggi in fase di sviluppo.

Esemplari costruiti

(Shang-1)

Cantiere: Bohai (Huludao)
Impostazione:
Varo:
Ingresso in servizio: 2006
Status: operativo
Note:

(Shang-2)

Cantiere: Bohai (Huludao)
Impostazione:
Varo:
Ingresso in servizio: 2008?
Status: operativo
Note:

(Shang-3)

Cantiere: Bohai (Huludao)
Impostazione:
Varo:
Ingresso in servizio: 2012?
Status: operativo
Note:

(Shang-4)

Cantiere: Bohai (Huludao)
Impostazione:
Varo:
Ingresso in servizio: 2015?
Status: operativo
Note:

(Shang-5)

Cantiere: Bohai (Huludao)
Impostazione:
Varo:
Ingresso in servizio:
Status: operativo
Note:

(Shang-6)

Cantiere: Bohai (Huludao)
Impostazione:
Varo:
Ingresso in servizio:
Status: operativo
Note:

Fonti

(immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons. Credits: Mike1979 Russia. CC BY-SA 3.0)