Classe James Madison

I sottomarini nucleari lanciamissili balistici (SSBN) della classe James Madison sono largamente derivati dai precedenti Lafayette. Anzi, per certi versi sono praticamente uguali, con talmente poche differenze che alcuni li considerano una classe unica.

Comunque li si voglia considerare, ne entrarono in servizio 10 unità, tra il 1964 ed il 1965. Furono i primi SSBN progettati esplicitamente per imbarcare da subito i missili balistici sublanciati (SLBM) UGM-27C Polaris A-3, e successivamente ricevettero modelli più perfezionati (i Poseidon ed i Trindent I).

I James Madison, insieme alle classi George Washington, Ethan Allen, Lafayette e Benjamin Franklin andarono a formare un “gruppo” di SSBN che fu propagandisticamente chiamato “41 for Freedom“, costituendo di fatto il fulcro della deterrenza strategica navale statunitense fino agli anni ottanta, quando entrarono in servizio i colossali e potenti classe Ohio.

La loro carriera operativa si concluse tra la fine degli anni ottanta ed i primi anni novanta, per varie ragioni: rientrare nei limiti imposti dai trattati SALT, riduzione degli armamenti (e delle relative spese) dopo la dissoluzione del nemico sovietico ed età avanzata dei battelli.

Storia

Missile nuovo, sottomarino nuovo. O quasi. In breve, lo sviluppo della classe James Madison si può riassumere così: si trattava, in sostanza, dello stesso identico progetto dei Lafayette, ma con i missili Polaris A-3 (di base, i Lafayette imbarcavano gli A-2, che erano un po’ più corti). Niente di nuovo, in effetti. Per dirla tutta, anche l’ultimo esemplare della classe Lafayette era “uscito dal cantiere” direttamente con gli A-3, ma probabilmente fu modificato mentre era già in costruzione.

Il primo esemplare, lo USS James Madison (SSBN-627), fu impostato presso il cantiere di Newport News nel 1962, ed entrò in servizio due anni dopo.

Descrizione tecnica

Classe James Madison
Raffigurazione di un James Madison. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Mike1979 Russia. Public Domain

Come detto sopra, i James Madison erano identici ai Lafayette: scafo singolo di 130 metri e con un dislocamento in immersione di 8.250 tonnellate.

La configurazione generale era esattamente la stessa: timoni di profondità di prua sulla falsatorre, e di poppa sistemati “a croce” con quelli verticali.

Il sistema propulsivo era il medesimo: un reattore nucleare S5W, sviluppato dalla Westinghouse e con nucleo di quinta generazione. Questo alimentava due turbine, con una potenza complessiva di 15.000 hp. Come su tutti i sottomarini nucleari americani, l’elica era singola e sistemata in mezzo ai timoni di poppa. La velocità massima era di 16-20 nodi in emersione e 21-25 in immersione (i valori più probabili dovrebbero essere quelli più bassi). Dietro alla falsatorre vi era la solita “gobba” squadrata per le parti terminali dei missili balistici imbarcati.

Veniamo ora all’armamento: l’unica vera differenza rispetto ai Lafayette. I missili erano sempre 16, solo che si trattava degli UGM-27C Polaris A-3, da 4.600 km di gittata e capaci di trasportare tre testate nucleari da 200 kilotoni. I missili, grazie al sistema di stabilizzazione, potevano essere lanciati al ritmo di quattro al minuto.

Completavano l’armamento quatto tubi lanciasiluri da 533 mm, in grado di utilizzare siluri convenzionali, i micidiali Mk. 48 ed i Mk. 45 a testata nucleare.

L’equipaggio era di 143 elementi. Come di consuetudine negli SSBN americani, gli equipaggi erano due, Blu e Gold.

USS Sam Rayburn - Classe James Madison
Lo USS Sam Rayburn con tutti i pozzi di lancio degli SLBM aperti. La foto è stata scattata nel 1964. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain

Classe James Madison

Versione base, dieci unità realizzate. Praticamente identici ai Lafayette, cambia solo la versione imbarcata dei Polaris.

  • Lunghezza: 129,6 metri (425 piedi)
  • Larghezza: 10 metri (33 piedi)
  • Pescaggio: 9,6 metri (31,5 piedi)
  • Dislocamento in emersione: 7.250 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 8.250 tonnellate
  • Propulsione: 1 reattore nucleare S5W, 2 turbine per complessivi 15.000 hp, 1 elica
  • Velocità: 16 nodi in emersione, 21 in immersione
  • Profondità operativa: 400 metri
  • Profondità massima: ?
  • Equipaggio:143
  • Autonomia: ?
  • Armamento: 16 missili balistici UGM-27C Polaris A-3; 4 tubi lanciasiluri da 533 mm

Classe James Madison (UGM-73A Poseidon C3)

A partire dai primi anni settanta, i James Madison furono modificati per imbarcare i nuovi missili Poseidon. Questi erano molto più potenti dei precedenti Polaris: potevano trasportare un massimo di 14 testate nucleari W68 da 50 kilotoni, per una gittata di 4.600 km (oppure intorno ai 5.900 km caricando “solo” 10 testate)! Numeri impressionanti, non c’è che dire, che umiliavano tutto ciò che i sovietici potevano mettere in campo nello stesso periodo (gli R-29, che a seconda della versione caricavano da 3 a 7 testate, anche se con una gittata maggiore). Il “problema” dei Poseidon erano le dimensioni: 10,3 metri di altezza e 1,88 di diametro, con un peso al lancio di 29 tonnellate. I Polaris A-3 erano decisamente più piccoli (più corti di un metro e più stretti di mezzo), e con le loro 13 tonnellate al lancio pesavano meno della metà.

USS Casimir Pulaski - Classe James Madison
Lo USS Casimir Pulaski in navigazione nel 1983. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Camera Operator PH1 CLINE, US Navy. US Public Domain

Una curiosità: la precisione dei Poseidon. Questi missili avevano una probabilità circolare di errore (CEP) di 530 metri. Tanto, poco? Sicuramente non male, visto che i missili sovietici dello stesso periodo avevano un valore di circa 900 metri. La cosa paradossale fu che i progettisti avrebbero potuto fare di meglio: era stata la US Navy a non volere un sistema di guida troppo preciso. Il motivo? Gli SLBM della marina dovevano servire come arma di rappresaglia sulle città, non per gli obiettivi militari. E per colpire una grande città, un CEP di 500 metri era perfetto.

Per i Madison (ed ovviamente per i Lafayette) non ci furono troppi problemi di implementazione, viste le dimensioni dei pozzi di lancio. La dotazione rimase di 16 missili, anche se con una potenza di fuoco decisamente maggiore.

Per la cronaca, un singolo Poseidon costava ai contribuenti americani oltre 3,9 milioni di dollari, a prezzi del 1973.

Classe James Madison (UGM-96A Trident I o Trident C4)

Nel 1971, la US Navy avviò uno studio per un sostituto dei Poseidon: doveva avere gittata doppia e, soprattutto, lo stesso ingombro del predecessore, in modo da poterlo alloggiare negli stessi pozzi di lancio. Il risultato fu l’UGM-96A Trident I, o Trident C4, un SLBM a tre stadi di ingombro e peso praticamente uguale al Poseidon. Svilupparlo, va detto, non fu una passeggiata: oltre 3,7 miliardi di dollari degli anni settanta, con un costo per esemplare di 12 milioni (prezzi del 1982). Comunque, la marina fu molto soddisfatta del risultato: 7.400 km di gittata con un carico bellico di 8 testate nucleari W76 da 100 kilotoni l’una, ed una probabilità circolare di errore di 400 metri.

Tra la fine degli anni settanta ed i primi anni ottanta, sei battelli della classe furono modificati per imbarcare questi missili: gli USS James Madison, Daniel Boone, John C. Calhoun, Von Steuben, Casimir Pulaski e Stonewall Jackson. Gli altri quattro rimasero con i Poseidon fino alla radiazione.

USS Daniel Boone - Classe James Madison
Vista di prua dello USS Daniel Boone. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Navy National Museum. US Public Domain

Classe James Madison – USS Sam Rayburn (MTS-635)

Il Sam Rayburn venne ritirato dal servizio nel 1985, per rispettare le limitazioni imposte dai trattati SALT. I pozzi di lancio vennero “chiusi” con blocchi di calcestruzzo, ed il battello venne utilizzato per l’addestramento. Nel 1989 fu definitivamente radiato, ma invece di essere demolito fu trasformato in Moored Training Ship (MTS), cambiando il suo simbolo di classificazione dello scafo di conseguenza. Cos’è un MTS? Facile: un sottomarino nucleare radiato dal servizio attivo che viene tenuto ormeggiato per addestrare il personale della US Navy ad operare sui reattori nucleari. Solitamente, questi vengono ormeggiati a Charleston, dove ha sede la Nuclear Power Training Unit (NPTU), alle dipendenze del Naval Nuclear Power Training Command. I sottomarini utilizzati per questo compito hanno gli armamenti rimossi o disattivati, ma il reattore nucleare perfettamente operativo.

Per la cronaca, lo USS Daniel Webster (classe Lafayette) viene utilizzato nello stesso modo.

Servizio operativo

I classe James Madison entrarono in servizio in dieci esemplari, tra il 1962 ed il 1964. Nei primi anni sessanta, tutte le unità ricevettero i nuovi missili Poseidon, mentre appena sei di loro i Trident I nel decennio successivo.

La loro carriera operativa fu molto intensa, tanto che uno di loro, lo USS Casimir Pulaski, fu il sottomarino tra i vari 41 For Freedom che effettuò più crociere operative in assoluto (ben 88, ma comunque praticamente tutti hanno superato le 80).

USS Von Steuben - Classe James Madison
Lo USS Von Steuben in navigazione visto di poppa. La foto è stata scattata nel 1976. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Kenneth Litwiller, US Navy. US Pubilc Domain

I Madison furono tutti radiati tra il 1986 ed il 1994, per vari motivi. Il primo, lo USS Nathanael Greene, a causa dei danni subìti in un incidente (ripararlo non sarebbe stato conveniente, vista l’età), altri per rientrare nelle limitazioni dei trattati SALT, per la fina della Guerra Fredda, o semplicemente per ragioni “anagrafiche”. Una cosa importante: anche se gran parte delle unità sono state ufficialmente radiate nei primi anni novanta, in realtà alcuni battelli erano fermi in porto già da qualche anno, sempre per i motivi citati sopra.

Tutti gli esemplari sono stati demoliti, con l’eccezione dello USS Sam Rayburn, utilizzato per l’addestramento.

Incidenti

  • 29 gennaio 1970: USS Nathanael Greene (classe James Madison). A causa della nebbia, il sottomarino si arenò nel porto di Charleston. Ci vollero sette ore per liberarlo. Fortunatamente, non ci furono danni.
  • 28 maggio 1970: USS Daniel Boone (classe James Madison). Durante le prove in mare al largo di Cape Henry (Virginia), il sottomarino urtò una nave da carico filippina, la President Quezon. Danni per entrambe le unità: leggeri per Boone, prua distrutta per il mercantile.
  • 3 novembre 1974: USS James Madison (classe James Madison). Collisione nel Mare del Nord con uno sconosciuto sottomarino sovietico (forse un classe Victor). La US Navy non commentò mai l’incidente, ma secondo alcune testimonianze la cosa sarebbe potuta finire veramente male, visto che ci mancò poco che le due unità si affondassero a vicenda. L’SSBN americano dovette tornare ad Holy Loch (Scozia) per le riparazioni.
  • 2 aprile 1984: USS Sam Rayburn (classe James Madison). Alcuni giornali scozzesi riportarono la notizia di un livello di radiazioni anomalo a bordo del sottomarino (che era ormeggiato ad Holy Loch, che è, appunto, in Scozia). Il “fattaccio” sarebbe avvenuto nei primi mesi dell’anno, quando il battello era appena rientrato da una crociera. La marina minimizzò, dicendo che il livello era in realtà molto basso. Voci incontrollate riferirono di una collisione nel dicembre 1983, che avrebbe provocato alcuni danni, tra cui una fuga radioattiva. La US Navy non ha mai chiarito la vicenda.
  • 11 agosto 1984: USS Nathanael Greene (classe James Madison). Mentre era di pattuglia nel Mare di Irlanda, il sottomarino si perse l’elica. Con parecchie difficoltà, ed utilizzando il sistema propulsivo secondario, riuscì a raggiungere Holy Loch, in Scozia, per le riparazioni. Qui tuttavia non vi erano eliche disponibili, quindi fu rimorchiato fino alla vicina base di Faslane, della Royal Navy.
  • 18 agosto 1984: USS Nathanael Greene (classe James Madison). Incendio sul molo a cui era ormeggiato a Faslane, una base navale britannica in cui il Greene si trovava in attesa di riparazioni (aveva perso l’elica una settimana prima). Nessun danno al battello.
  • 13 marzo 1986: USS Nathanael Greene (classe James Madison). Il sottomarino, mente navigava nel Mare di Irlanda, “strusciò” con il fondale. I danni furono ingenti: timone e casse di zavorra. Fortunatamente, non ci furono feriti, e non rimasero coinvolti né i missili né il reattore. Arrancando, il Greene raggiunse Holy Loch per le riparazioni di emergenza, e poi tornò a Charleston per un’analisi più accurata dei danni. Dopo aver valutato i pro ed i contro, la US Navy decise di radiare il sottomarino: ripararlo sarebbe costato troppo, e poi c’era la questione delle limitazioni imposte dai trattati SALT II. Quello accaduto al Greene fu il primo grave incidente ad un SSBN statunitense.
  • 7 aprile 1987: USS Ulysses S. Grant (classe James Madison). Due marinai finirono in mare mentre erano sul ponte. Uno fu ritrovato morto, dell’altro non si seppe più nulla.
  • 25 aprile 1987: USS Daniel Boone (classe James Madison). A causa di un errore umano, il sottomarino si arenò nel fiume James, a Newport News. L’incidente avvenne durante le prove post-revisione, e provocò danni piuttosto seri. L’unità, comunque, poté tornare in servizio.
USS Stonewall Jackson - Classe James Madison
Lo USS Stonewall Jackson in navigazione, nel 1991. Questo sottomarino fu l’ultimo della classe ad essere ritirato dal servizio. Immagine derivata da Wikimedia Commons. Credits: Camera Operator PH3 BELTON. US Public Domain

Esemplari costruiti

Le unità della classe ricevettero nomi di Presidenti, generali della guerra civile (Grant e Jackson) e politici. Due esemplari portarono i nomi di personaggi stranieri, Pulaski e Von Steuben: si trattava di generali dell’Esercito Continentale durante la guerra di indipendenza contro l’Inghilterra. Un battello, il Tecumseh, porta il nome di un capo indiano, leader della tribù degli Shawnee.

USS James Madison (SSBN-627)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 05/03/1962
Varo: 15/03/1963
Ingresso in servizio: 28/07/1964
Status: radiato il 20/11/1992
Note: SLBM Trident I. Demolito nel 1997

USS Tecumseh (SSBN-628)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 01/06/1962
Varo: 22/06/1963
Ingresso in servizio: 29/05/1964
Status: radiato il 23/07/1993
Note: demolito nel 1994

USS Daniel Boone (SSBN-629)

Cantiere: Mare Island
Impostazione: 06/02/1962
Varo: 22/06/1963
Ingresso in servizio: 23/04/1964
Status: radiato il 18/02/1994
Note: SLBM Trident I. Demolito nel 1994

USS John C. Calhoun (SSBN-630)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 04/06/1962
Varo: 22/06/1963
Ingresso in servizio: 15/09/1964
Status: radiato il 28/03/1994
Note: SLBM Trident I. Demolito nel 1994

USS Ulysses S. Grant (SSBN-631)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 18/08/1962
Varo: 02/11/1963
Ingresso in servizio: 17/07/1964
Status: radiato il 12/06/1992
Note: demolito nel 1992

USS Von Steuben (SSBN-632)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 04/09/1962
Varo: 18/10/1963
Ingresso in servizio: 30/09/1964
Status: radiato il 26/02/1994
Note: SLBM Trident I. Demolito nel 2001

USS Casimir Pulaski (SSBN-633)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 12/01/1963
Varo: 01/02/1964
Ingresso in servizio: 14/08/1964
Status: radiato il 07/03/1994
Note: SLBM Trident I. Demolito nel 1994

USS Stonewall Jackson (SSBN-634)

Cantiere: Mare Island
Impostazione: 04/07/1962
Varo: 30/11/1963
Ingresso in servizio: 26/08/1964
Status: radiato il 09/02/1995
Note: SLBM Trident I. Demolito nel 1995

USS Sam Rayburn (SSBN-635)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 03/12/1962
Varo: 20/12/1963
Ingresso in servizio: 02/12/1964
Status: radiato il 31/07/1989
Note: 31/07/1989: MTS-635

USS Nathanael Greene (SSBN-636)

Cantiere: Portsmouth
Impostazione: 21/05/1962
Varo: 12/05/1964
Ingresso in servizio: 19/12/1964
Status: radiato il 15/12/1986
Note: demolito nel 2000

Fonti

(immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons. Credits: PH3 A.H. JONES. US Public Domain)