Classe Han

I sottomarini nucleari da attacco (SSN) della classe Han sono stati i primi battelli di questo tipo realizzati dalla Repubblica Popolare Cinese. In patria sono chiamati 09-I, e sono noti anche con la designazione di Tipo 091.

La costruzione di questi sottomarini è stata molto lenta: appena cinque esemplari in vent’anni. Oltretutto, già al momento del loro ingresso in servizio, erano tecnologicamente obsoleti, pieni di problemi e limitazioni operative (di fatto, non si allontanavano mai dalle acque territoriali cinesi). Per dirla tutta, spesso sono stati anche un po’ “presi in giro” dagli esperti militari dei vari Paesi, oltre ad essere considerati “i peggiori SSN mai costruiti”.

La loro importanza però non deve essere sottovalutata. I classe Han (che è il nome in codice NATO) sono stati il risultato di uno sforzo tecnico enorme, che ha consentito ad un Paese essenzialmente agricolo di sviluppare in totale autonomia e mettere in servizio, in meno di vent’anni, un’arma complessa come un sottomarino nucleare. Il tutto senza ricevere alcuna forma di assistenza tecnica dall’estero.

I Tipo 091, quindi, con tutti i loro limiti, sono stati decisivi: hanno costituito la base su cui la Cina ha sviluppato la sua forza atomica subacquea.

Storia

La Cina iniziò a pensare ai sottomarini nucleari a partire dagli anni cinquanta. Il Paese asiatico, infatti, vide da subito lo sviluppo di battelli atomici subacquei come prioritario per il proprio futuro. La cosa più semplice, per un Paese profondamente arretrato ma socialista, era rivolgersi al grande vicino sovietico per ottenere assistenza tecnologica.

L’Unione Sovietica, già dai primi anni cinquanta, aveva iniziato a rifornire il vicino cinese con sistemi d’arma sofisticati (ma non troppo, come vedremo), oltre che a fornirgli la necessaria documentazione tecnica. Ma quando, nel 1956, i vertici cinesi richiesero l’aiuto per sviluppare un sottomarino nucleare, il rifiuto sovietico fu netto: le tecnologie nucleari non erano esportabili, e comunque fornirli alle forze armate cinesi sarebbe stato “prematuro”. Gli stessi sovietici, bisogna dirlo, difficilmente fornivano ai loro alleati gli ultimi ritrovati tecnologici: di solito, si trattava di versioni “depotenziate” per l’esportazione, o comunque non i modelli più recenti. Per la cronaca, i cinesi dovettero incassare rifiuti anche quando chiesero assistenza per realizzare missili più avanzati, come gli R-5 (SS-3 Shyster per la NATO). Insomma, era chiaro che, se avesse voluto determinati tipi di tecnologie, il Paese asiatico avrebbe dovuto fare da solo.

Questo concetto venne espresso molto bene da Mao, quando dichiarò che il suo Paese avrebbe costruito un sottomarino nucleare, anche a costo di metterci 10.000 anni.

I cinesi avviarono ufficialmente lo sviluppo di un’unità di questo tipo nel 1958, ovviamente senza alcuna assistenza tecnica sovietica. Anzi: divergenze ideologiche tra i due Paesi portarono ad una rottura, con incidenti alla frontiera già nel 1959. Ovviamente, ogni tipo di collaborazione cessò nel giro di pochi anni.

I tecnici cinesi, quindi, si ritrovarono a dover progettare una cosa complessa come un sottomarino nucleare da soli, e partendo da una tecnologia estremamente arretrata. Basti pensare che, nel 1958, la Cina non era nemmeno in grado di progettare da sola un sottomarino convenzionale! Gli unici modelli in servizio all’epoca erano i classe Whiskey, che erano stati esportati nell’ambito del trattato di Amicizia Cino-Sovietico: battelli convenzionali, costruiti in centinaia di esemplari e largamente basati su tecnologie della seconda guerra mondiale. Gli stessi sovietici, nel 1963, consegnarono ai cinesi la documentazione tecnica dei più perfezionati classe Romeo (Progetto 633), con alcuni esemplari che vennero assemblati in Cina usando componenti prefabbricati.

La sfida quindi era enorme. Il controllo del programma venne affidato ad un certo Peng Shilu, un ingegnere nucleare che aveva studiato in Unione Sovietica. L’obiettivo, in compenso, era molto chiaro: avere un sottomarino nucleare che fosse alla pari delle realizzazioni sovietiche. I lavori andarono a rilento. Molto a rilento: non solo i cinesi dovettero sviluppare praticamente tutto da soli, ma la Rivoluzione Culturale rallentò parecchio il programma: internare gli ingegneri ed i vari responsabili per “rieducarli” non è proprio l’ideale.

Dal punto di vista tecnico, uno dei problemi più grossi fu quello di adattare un reattore nucleare alla propulsione navale (e pure di farlo entrare in un sottomarino). Alla fine, comunque, in qualche modo i cinesi superarono le difficoltà.

Nel 1967, il cantiere navale Bohai, ad Huludao, iniziò la costruzione del primo esemplare, che fu varato il 26 dicembre 1970 (giorno del 77° compleanno di Mao). Per i progettisti ed i tecnici non deve essere stata una situazione semplice: il programma era prioritario non solo militarmente, ma anche per il prestigio del Paese. Le pressioni politiche, quindi, erano molto forti, e questo portò ad un’eccessiva accelerazione dei lavori. Lo stesso varo fu probabilmente prematuro, visto che il battello era largamente incompleto (il reattore venne installato solo nel 1971). Inoltre, per la messa a punto definitiva, furono necessari altri quattro anni di test: fu solo nel 1974 che il primo sottomarino nucleare cinese entrò ufficialmente in servizio con il nome di Chang Zheng-1 (Lunga Marcia 1. I sottomarini nucleari cinesi si chiamano tutti Lunga Marcia, seguiti da un numero seriale).

Descrizione tecnica

I sottomarini classe Han sono lunghi una novantina di metri, con un dislocamento di circa 4.000 tonnellate in emersione e 5.000 in immersione. I valori possono variare, visto che le prime due unità della serie sono un po’ più corte degli ultimi tre esemplari. Il capoclasse, in particolare, può essere considerato un vero e proprio sottomarino sperimentale.

La struttura interna è a doppio scafo: uno interno, pressurizzato, racchiuso in un altro non pressurizzato a forma di goccia allungata, il tutto in acciaio. Da questo punto di vista, l’influenza sovietica è evidente, visto che il doppio scafo è tipico dei battelli subacquei del Paese socialista. Lo scafo interno pare sia suddiviso in sette compartimenti.

Classe Han in navigazione
Un esemplare della classe Han (probabilmente l’ultimo costruito) fotografato in navigazione nel 1993. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain

La propulsione è assicurata da un singolo reattore nucleare da 90 MW, quasi sicuramente ad acqua pressurizzata, che permette una velocità di 12 nodi in emersione e 25 in immersione. Non si tratta di valori molto alti, anzi: tra i sottomarini nucleari da attacco, probabilmente, gli Han sono tra i più lenti. L’insieme, tuttavia, non è per niente silenzioso: pare infatti che gli Han siano tra le cose più rumorose in giro per l’Oceano Pacifico. Per le prime versioni, addirittura, si vocifera una rumorosità due volte e mezzo superiore a quella dei classe Los Angeles! La situazione pare sia migliorata successivamente, ma questi sottomarini non hanno mai fatto della furtività un loro punto di forza.

La profondità operativa è di 300 metri.

I classe Han sono stati realizzati in due versioni. La prima è una specie di “versione base”, mentre la seconda contiene diversi miglioramenti. In entrambi i casi, si tratta di unità fortemente datate, tecnologicamente vecchie di una ventina d’anni già al momento dell’entrata in servizio e con una componentistica obsoleta.

09-I – Tipo 091 – Classe Han

I primi due esemplari risentirono fortemente dell’arretratezza tecnologica cinese. I tecnici del Paese asiatico, infatti, installarono a bordo il meglio che avevano, che in sostanza era componentistica di origine sovietica risalente agli anni cinquanta. Lo stesso armamento era piuttosto scarso: sei tubi lanciasiluri da 533 mm, con una ventina di torpedini a disposizione. Gli stessi siluri erano di tipo antiquato, visto che la Rivoluzione Culturale aveva ritardato tutti i programmi in tal senso. I missili poi erano completamente assenti.

Un grosso problema di questi sottomarini è sempre stata l’esposizione alle radiazioni dell’equipaggio. La schermatura del reattore, infatti, era piuttosto scarsa, con un il livello di radiazioni libere nello scafo elevato.

In breve, questi due sottomarini furono poco più che prototipi, che raggiunsero la piena operatività solo molti anni dopo.

  • Lunghezza: 90 metri
  • Larghezza: 10 metri
  • Pescaggio: 7,4 metri
  • Dislocamento in emersione: 4.000 tonnellate?
  • Dislocamento in immersione: 5.000 tonnellate?
  • Propulsione: 1 reattore nucleare da 90 MW, 1 elica
  • Velocità: 12 nodi in emersione, 25 in immersione
  • Profondità operativa: 200 metri
  • Profondità massima: 300 metri
  • Equipaggio: 75
  • Autonomia: ?
  • Armamento: 6 tubi lanciasiluri da 533 mm

09-I – Tipo 091 – Classe Han migliorata

Gli ultimi tre esemplari, entrati in servizio tra il 1984 ed il 1991, sono fatti un po’ meglio. Prima di tutto, i tecnici lavorarono sulla riduzione del rumore: grazie all’utilizzo di piastrelle anecoiche, la traccia acustica diminuì di circa il 20%. Inoltre, cosa molto importante, i cinesi risolsero praticamente tutti i problemi legati alla schermatura del reattore nucleare.

Questi tre esemplari inoltre sono più lunghi di otto metri: infatti, alle spalle della falsatorre, è stato installato un sistema per il lancio di missili da crociera antinave YJ-8 (CSS-N-4 Sardine per la NATO), fortemente ispirato (per non dire copiato) dall’Exocet francese. Il missile è a corto raggio, nell’ordine dei 40 km, ed ha una velocità di circa 900 km/h. Il lancio può avvenire esclusivamente in emersione, cosa abbastanza pericolosa per il sottomarino. Non è chiaro, tuttavia, se i missili siano mai stati imbarcati operativamente. Il numero di tubi lanciasiluri è rimasto invariato, anche se i siluri sono di tipo migliorato.

Un altro grosso cambiamento ha riguardato la strumentazione imbarcata. Infatti, si è passati dal modernariato sovietico di fine anni cinquanta a componentistica di fornitura francese. Tutto sommato, si trattava di materiali abbastanza aggiornati, che i francesi fornirono alla marina cinese fino al 1989 (poi le forniture si interruppero a causa dell’embargo dovuto ai fatti di Piazza Tienanmen. Naturalmente, venne aggiunto anche un sistema di controllo per il puntamento dei missili antinave (che sulla versione precedente erano assenti).

  • Lunghezza: 98 metri
  • Larghezza: 10 metri
  • Pescaggio: 7,4 metri
  • Dislocamento in emersione: 4.500 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 5.550 tonnellate
  • Propulsione: 1 reattore nucleare da 90 MW, 1 elica
  • Velocità: 12 nodi in emersione, 25 in immersione
  • Profondità operativa: 200 metri
  • Profondità massima: 300 metri
  • Equipaggio: 75
  • Autonomia: ?
  • Armamento: 6 missili antinave YJ-8; 6 tubi lanciasiluri da 533 mm
Classe Han
Il primo esemplare della classe Han, oggi nave museo. Si può vedere molto bene il profilo dello scafo “a goccia”. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: StefanTsingtauer. CC BY-SA 4.0

09-I – Tipo 091 – Classe Han migliorata (1998)

Tra il 1992 ed il 1996, i classe Han (non è chiaro se tutti e cinque o solo gli ultimi tre) furono sottoposti ad alcuni lavori di ammodernamento. La forma dello scafo esterno venne migliorata, e furono installate piastrelle anecoiche più efficaci. In questo modo, si riuscì ad aumentare la furtività di questi sottomarini. La stessa strumentazione venne interamente aggiornata e resa più attuale.

Servizio operativo

Il primo esemplare della classe Han entrò in servizio nel 1974, seguito da altri quattro. Per la Cina fu un evento storico, ed in generale il Chang Zheng-1 fu in assoluto il primo sottomarino nucleare sviluppato e costruito da un Paese asiatico.

I primi due battelli, in pratica, furono dei prototipi, sottoposti a test e valutazioni di ogni tipo. lo stesso sviluppo andò molto a rilento. Abbiamo già parlato di come la Rivoluzione Culturale ritardò questo programma di questi sottomarini, ma non finì qui. Gli strascichi si videro per parecchi anni. Basti pensare che i test di velocità ad elevate profondità, con lancio di siluri, furono ultimati solo nella tarda primavera del 1988, ben 14 anni dopo l’ingresso in servizio del primo esemplare! La Rivoluzione Culturale, in pratica, ritardò di circa un decennio lo sviluppo dei sottomarini. Quindi, di fatto, la parità tecnologica con i battelli subacquei sovietici non venne mai lontanamente raggiunta.

Nonostante questo, la classe Han fu un risultato notevole. La Cina, infatti, senza alcuna assistenza esterna, era riuscita a mettere in campo un sottomarino nucleare funzionante. Pieno di limitazioni ed antiquato, ma funzionante. Non solo: riuscì a varare il suo primo esemplare ben nove anni prima dei francesi (la classe Rubis), che però poterono usufruire di assistenza tecnica, oltre che delle conoscenze occidentali. Certo, la messa a punto fu molto più lunga, ed abbiamo visto come la piena operatività fu raggiunta solo alla fine degli anni ottanta.

Tutti i battelli entrarono in servizio con la Flotta Settentrionale, basati a Lushun. La scelta di concentrare tutti i sottomarini atomici in una singola base fu dovuta, probabilmente, a motivi logistici: le operazioni di manutenzione, piuttosto complicate, sarebbero state molto più semplici se fatte in un posto solo. Anche la vicinanza con l’Unione Sovietica (all’epoca il nemico numero uno) ebbe quasi sicuramente la sua importanza. Dopo il collasso del potente vicino socialista, sono stati trasferiti in una base vicino Quingdao.

Chang Zheng-1 - Classe Han
Il capoclasse Chang Zheng-1 fotografato a Quingdao. Immagine derivata da Wikimedia Commons. Credits: StefanTsingtauer. CC BY-SA 4.0

I classe Han sono stati molto attivi nel corso degli anni, e non solo per svolgere test. Spesso e volentieri, sono stati sorpresi a pedinare navi americane (portaerei soprattutto), oltre a sconfinare nelle acque territoriali giapponesi. Ovviamente, visto il livello di rumorosità, questi sottomarini sono stati individuati facilmente ed a grande distanza, ma la cosa ha comunque creato una certa apprensione.

Oggi, solo gli ultimi tre esemplari rimangono operativi. I primi due sono stati radiati nei primi anni 2000, con il capoclasse che è stato trasformato in nave museo. La loro operatività comunque è limitata, e l’efficacia in una moderna guerra sottomarina scarsa. Infatti, sono facilmente individuabili per via dell’estrema rumorosità, e lo scarso armamento (con i missili antinave che devono essere lanciati in superficie) li rende poco utili contro unità tecnologicamente più avanzate. Lo stesso reattore negli anni pare abbia dato diversi problemi, anche se l’affidabilità ultimamente è aumentata (un esemplare è stato avvistato presso il Corno d’Africa, ad 8.000 miglia di distanza dalla sua base). Insomma, nonostante tutti gli interventi di modernizzazione, di fondo restano degli SSN basati su tecnologie degli anni cinquanta-sessanta.

Questi sottomarini saranno completamente ritirati dal servizio quando sarà disponibile un numero adeguato di unità della classe Shang.

Pakistan

Nel 1989, il Pakistan cercò di acquistare uno degli esemplari della classe Han. O meglio, pare che fu la Cina ad offrire uno dei suoi battelli, che non aveva passato le prove perché troppo rumoroso. L’occasione, se così si può dire, fu il leasing all’India del K-43. La cosa alla fine non andò avanti, ed il Pakistan preferì provare ad acquistare battelli convenzionali (il tutto finì nel cosiddetto “affare di Karachi”, una storia di tangenti in cui fu coinvolta anche la Francia). Comunque, periodicamente si torna a parlare di una vendita, che riguarderebbe i battelli di recente radiazione. Tuttavia, non è chiaro come il Pakistan possa utilizzare queste unità, vista la loro obsolescenza tecnologica. Probabilmente, sarebbero buoni giusto per l’addestramento, o per azioni di “reverse engineering”.

Per adesso, il Pakistan ha sempre evitato di acquistare sottomarini nucleari, per evitare di alzare troppo la tensione con il vicino indiano. Tuttavia, negli ultimi anni l’India ha iniziato un programma di sviluppo e costruzione di battelli atomici subacquei, e quindi non è da escludere che i pakistani seguano l’esempio, rivolgendosi ai cinesi.

Esemplari costruiti

Il nome dei sottomarini nucleari cinesi è Chang Zheng, seguito da un numero seriale. Tuttavia, il nome delle varie unità (esclusa la prima) non è mai stato ufficialmente comunicato, quindi i vari battelli sono noti con in base al loro distintivo ottico (in questo caso un numero) dipinto sulla falsatorre.

Chang Zheng-1 (401)

Cantiere: Bohai (Huludao)
Impostazione: 1967
Varo: 26/12/1970
Ingresso in servizio: 1974
Status: radiato nel 2000
Note: nave museo

(402)

Cantiere: Bohai (Huludao)
Impostazione:
Varo: 1977
Ingresso in servizio: 1980
Status: radiato nel 2004
Note:

(403)

Cantiere: Bohai (Huludao)
Impostazione:
Varo: 1983
Ingresso in servizio: 1984
Status: operativo
Note:

(404)

Cantiere: Bohai (Huludao)
Impostazione:
Varo: 1987
Ingresso in servizio: 1988
Status: operativo
Note:

(405)

Cantiere: Bohai (Huludao)
Impostazione:
Varo: 1990
Ingresso in servizio: 1991
Status: operativo
Note:

Fonti

(immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons. Credits: Mike1979 Russia. CC BY-SA 3.0)