Classe Columbia

La classe Columbia è la nuova serie di sottomarini nucleari lanciamissili balistici (SSBN) in fase di sviluppo per la US Navy statunitense. Queste unità dovranno sostituire, a partire dal 2030, i battelli della classe Ohio nelle loro crociere di deterrenza nucleare.

L’intenzione della marina americana è di immetterne in servizio dodici esemplari, due in meno rispetto ai predecessori. Il primo esemplare, lo USS Columbia (SSBN-826), è stato impostato a Groton nell’ottobre 2020.

I Columbia, se le stime saranno rispettate, saranno i più grossi e costosi mezzi subacquei mai entrati in servizio con la US Navy (si parla di oltre 9 miliardi di dollari ad esemplare). Il compito che aspetta queste unità non è affatto semplice: sostituire (e non far rimpiangere) i già citati Ohio, tra i migliori SSBN mai entrati in servizio. Sula carta sono molto promettenti. Tuttavia, bisogna vedere se alla fine i Columbia manterranno le aspettative. Visti i costi e la mancanza di alternative, la US Navy ovviamente si augura di si.

Storia

Un sostituto per la classe Ohio

La US Navy iniziò a pensare ad un sostituto della classe Ohio con un certo anticipo, probabilmente già all’inizio degli anni 2000. Le prime “tracce” dello sviluppo di un nuovo SSBN si possono far risalire alla fine del 2006, quando la Gran Bretagna (tramite l’allora premier Tony Blair) manifestò interesse a partecipare al programma statunitense di aggiornamento dei missili sublanciati Tirdent D-5 (la Royal Navy inglese, per i suoi SSBN, ha sempre utilizzato missili statunitensi). L’anno successivo, la US Navy avviò uno studio per definire le caratteristiche di un successore degli Ohio, o almeno per un loro aggiornamento per prolungarne la vita operativa. La solita Electric Boat (gruppo General Dynamics) si mise al lavoro.

Le alternative

Le opzioni, di fondo, erano quattro. Vediamole.

  • Allungamento della vita operativa degli Ohio. Probabilmente fu scartata quasi subito: gli esemplari più vecchi erano entrati in servizio nei primi anni ottanta, e gli ultimi a metà anni novanta. Prima del 2040 sarebbe comunque servito qualcosa di nuovo.
  • Costruire nuovi Ohio. Probabilmente la soluzione più semplice: utilizzare un progetto già esistente, magari aggiornandolo. Tuttavia, si trattava di battelli in servizio dagli anni ottanta, e concettualmente serviva qualcosa di nuovo. Anche perché, va detto, i russi (con tutti i loro problemi economici), stavano sviluppando i classe Borei, e non era possibile rimanere indietro.
  • Modificare i classe Virginia. L’idea di un “Virginia SSBN” venne presa in considerazione, soprattutto in virtù della natura “modulare” del progetto: dopotutto, inserire un certo numero di tubi di lancio sarebbe stato fattibile. Alla fine, probabilmente per una questione di costi, questa opzione fu abbandonata.
  • Sviluppare un SSBN completamente nuovo. Questa fu l’ipotesi prescelta dalla US Navy, ritenuta conveniente sia dal punto di vista tecnico, sia da quello economico.

Quindi, nel 2010, si cominciarono a stabilire le caratteristiche generali del nuovo battello, che ricevette i nomi temporanei di Programma SSBN (X) o Ohio Replacement Program. Questo sottomarino avrebbe dovuto avere tubi compatibili con i Trident, oltre che essere realizzato in 12 unità.

Nasce la classe Columbia

Nel 2016, venne ufficialmente designata la Electric Boat come “prime contractor” (di fatto, lo era già avendo curato tutta la parte progettuale) e nello stesso anno venne scelto il nome della prima unità: Columbia. Così, finalmente, anche la classe avrebbe avuto un nome. Nel gennaio successivo il “Columbia class Program” entrò in una fase “tecnica” di sviluppo, ovvero si iniziarono a discutere le implicazioni tecnologie e costruttive di questi SSBN.

Dopo anni di discussioni e progetti, finalmente, i lavori sono stati avviati nell’ottobre 2020: a Groton è stato impostato il primo esemplare, lo USS Columbia (SSBN-826), che dovrebbe essere pronto per il 2026-2027.

La US Navy conta di realizzarne 12 unità, per un costo complessivo di quasi 110 miliardi di dollari a prezzi del 2021: una cifra mostruosa, pari ad oltre 9 miliardi per esemplare! Sperando che non ci siano rincari dovuti a ritardi o problemi tecnici, sempre possibili con programmi di questa portata… Comunque vadano le cose, ad oggi il Columbia potrebbe essere, in valori assoluti, il più costoso sottomarino mai realizzato, surclassando i precedenti “record” delle classi Triomphant (Francia) e Vanguard (Gran Bretagna).

Classe Columbia
Rendering dei futuri SSBN classe Columbia. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: NAVSEA. US Public Domain

Troppi sottomarini?

Ma perché 12? In base a cosa è stato stabilito questo numero? Molto semplicemente, la US Navy lo ritiene il minimo per assicurare un adeguato numero di crociere di deterrenza. Secondo alcuni, sarebbero troppi: infatti, l’attuale situazione geopolitica richiederebbe un numero di “pattugliamenti” inferiore a quello della Guerra Fredda. Facendo qualche numero, la Federation of American Scientist (FAS) ha calcolato che il numero di queste crociere è crollato del 56% dal 2009 al 2013. Di conseguenza, potrebbe essere sufficiente una componente subacquea strategica meno numerosa. La US Navy, ovviamente, ha respinto questa visione.

Costi fuori controllo? Il parere del GAO

Ultima considerazione sui costi del programma. Si è parlato precedentemente di quasi 110 miliardi per realizzare 12 unità, più o meno 9 miliardi a battello. Oltre a qualche altro miliardo per le spese “accessorie”. Ma le cose stanno veramente così?

Pare di no.

Secondo alcuni, i costi sarebbero addirittura sottostimati. La US Navy, infatti attribuisce all’intero programma un valore di 115 miliardi. Tuttavia, pare non siano stati considerati:

  • 13 miliardi di costi accessori (ricerca e sviluppo, test, ecc.);
  • rischi ulteriori che (quasi sicuramente) potrebbero emergere durante la costruzione.

Il problema è che queste considerazioni non vengono da una ONG o da qualche comitato di chissà quale origine, ma dal GAO. Il GAO è l’agenzia governativa statunitense che si occupa di revisione, valutazione ed investigazione delle spese federali.

Le stime di questo organo sono abbastanza impressionanti: stando al GAO, i costi del programma potrebbero superare i 150 miliardi di dollari. Praticamente, si tratterebbe dell’ennesimo programma della Difesa statunitense che puntualmente sfora clamorosamente il budget…

Il programma deve andare avanti

Costi a parte, dalla seconda metà del decennio 2020 dovrebbe iniziare la produzione in serie, con un’unità consegnata all’anno. L’intenzione è avere una prima unità completamente operativa intorno al 2030, e le altre consegnate a ritmi tali da rimpiazzare gli Ohio che saranno radiati, in modo da non provocare “buchi” di organico. Per la US Navy e per gli Stati Uniti è un programma prioritario, di fondamentale importanza per la sicurezza nazionale. Tecnologicamente, aspirano a rappresentare la miglior combinazione possibile tra costi ed efficacia.

Sui costi il GAO ha parecchio da ridire. C’è da sperare che, in futuro, almeno gli ammiragli della US Navy saranno soddisfatti dell’efficacia.

Descrizione tecnica

Caratteristiche generali

I classe Columbia, stando alle previsioni, saranno dei battelli di 170 metri con un dislocamento in immersione di oltre 20.000 tonnellate. Da un punto di vista estetico, non ci dovrebbero essere grandi differenze rispetto alla classe Ohio: le linee generali piuttosto simili, con falsatorre con i timoni e spostata verso la prua. Una grossa differenza saranno le superfici di controllo di poppa, a forma di “X” invece che cruciformi, con l’elica montata al centro.

La costruzione potrebbe essere modulare, esattamente come nel caso dei Virginia: sei “supermoduli” che, assemblati, andranno a comporre una singola unità.

Armamento

L’armamento principale sarà costituito da 16 pozzi per missili balistici sublanciati compatibili con i Trident. Per questi missili, l’età non sarà un problema: infatti, è stato recentemente avviato un programma di aggiornamento per questi SLBM, che ne permetterà l’impiego fino al 2042. Ricordiamo che la versione attuale è accreditato di una gittata di oltre 11.000 km.

Come visto sopra, i pozzi per gli SLBM saranno un terzo in meno rispetto ai 24 della classe Ohio. Come mai questa decisione?

Prima di tutto, i trattati sul disarmo. Già oggi, per rientrare nei parametri del New Start, la US Navy è costretta a tenere funzionanti sugli Ohio solo 20 pozzi su 24. Poi una grossa importanza hanno avuto anche i costi… Insomma, per la US Navy 12 SSBN con 16 pozzi l’uno sarebbero la “combinazione” perfetta tra prestazioni generali, flessibilità e costi. Per la cronaca, anche la Royal Navy britannica, da sempre alleata di ferro degli Stati Uniti, sui Vanguard ha un numero di missili paragonabile e stesso discorso vale per la marina russa sui Borei (anche se in questo caso il problema è stato tecnico: i progettisti non sono riusciti a farne entrare altri).

In compenso, nonostante il numero di missili inferiore, le dimensioni saranno paragonabili a quelle di un Ohio.

I missili saranno alloggiati nel cosiddetto Common Missile Compartment, un modulo “4×4” che sarà lo stesso che gli inglesi installeranno sui futuri SSBN Dreadnought (che però imbarcheranno solo 12 SLBM),

Per quello che riguarda i tubi lanciasiluri, non sono state diffuse informazioni, ma è verosimile che ne saranno montati quattro da 533 mm (come nelle classi di SSBN precedenti).

Classe Columbia lancio SLBM
Raffigurazione di un Columbia (SSBN-X) che lancia un SLBM del tipo Trident. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Captain William J. Brougham, US Navy (NAVSEA). US Public Domain

Propulsione: il reattore nucleare

Il reattore nucleare, probabilmente in fase di sviluppo, sarà del tipo ad acqua pressurizzata (come del resto tutti quelli dei sottomarini atomici statunitensi), ed avrà una particolarità: il suo nucleo avrà una durata di 42 anni, pari a quella del sottomarino (cosa che accade anche sui classe Virginia). In pratica, non sarà più necessario il “refuelling”, operazione lunga e costosa che di solito viene effettuata più o meno a metà della vita operativa di un battello atomico moderno. Il fatto di non tenere un sottomarino fermo in cantiere per qualche anno ha permesso di avere una maggiore disponibilità operativa delle varie unità, e quindi un fabbisogno inferiore: si prevede, infatti, che i 12 esemplari della classe Columbia garantiranno un numero di crociere paragonabili a quelle dei 14 Ohio oggi in servizio.

Per la cronaca, durante la sua vita operativa, un Columbia dovrebbe poter svolgere 124 crociere.

Propulsione: la US Navy riprova con il turboelettrico

Il reattore nucleare sarà collegato ad un sistema propulsivo turboelettrico, in pratica un sistema che utilizza dei motori elettrici per “muovere” l’elica. Diciamo subito che non è la prima volta che la US Navy si “butta” su questa tecnologia: infatti, era già stato installato un sistema simile sugli USS Tullibee e Glenard P. Lpiscomb, ma la cosa non aveva avuto successo. Entrambi i sottomarini erano risultati sottopotenziati, oltre che onerosi di manutenzione e con problemi di affidabilità. Per queste ragioni, la soluzione non era stata più adottata. Tuttavia, i progressi della tecnologia (ed i buoni risultati che questo sistema propulsivo sta avendo sugli SSBN francesi classe Triomphant) hanno spinto la US Navy a sviluppare per i nuovi SSBN un sistema propulsivo di questo tipo. Il vantaggio, fondamentalmente, è uno: la silenziosità. La soluzione turboelettrica, infatti, è decisamente poco rumorosa, e quindi ideale per un sottomarino, se si riesce a farla funzionare…

Questo sistema sarà collegato ad un sistema pump-jet (idrogetto in italiano): una tecnologia che consente una maggiore silenziosità, ma complessa. In pratica, l’acqua viene “aspirata” nel gruppo propulsione, e poi espulsa attraverso un ugello. L’elica, in questo caso, è intubata (link per approfondire). Probabilmente, sarà molto simile a quello utilizzato sui classe Virginia (che a sua volta è di fabbricazione britannica).

COTS ed equipaggio

Per risparmiare sui costi, i classe Columbia faranno largo ricorso sia a componenti COTS (acronimo per Commercial off-the-shelf, ed indica tutti quei componenti hardware e software disponibili correntemente sul mercato) sia a sistemi progettati per i Virginia. Esempi in questo senso sono il già citato pump-jet, il rivestimento anecoico dello scafo e il sonar LAB (Large Aperture Bow) a forma di ferro di cavallo, montato a prua.

Un Columbia potrà imbarcare 155 elementi. Come in tutti gli SSBN statunitensi (e non solo), sono previsti due equipaggi (Blue e Gold), così da aumentar la disponibilità operativa.

Valutazioni

Come si è visto, i Columbia saranno molto sofisticati, ed anche estremamente silenziosi: tra rivestimento di ultima generazione, motore turboelettrico e sistema pump-jet, probabilmente saranno quasi impossibili da individuare. Questo è esattamente quello che vuole la US Navy. Un’altra cosa che la marina statunitense (ed il GAO…) vorrebbe moltissimo sarebbe una riduzione dei costi: probabilmente, in futuro, grazie all’ottimizzazione dei processi, sarà possibile risparmiare qualcosa, magari intorno al 10%, ma ad oggi ogni previsione è inutile. Inoltre, come abbiamo visto prima, l’intero programma rischia di sforare pesantemente ogni preventivo…

In compenso, i costi di gestione annuali dovrebbero essere inferiori a quelli degli Ohio (questo grazie anche alla riduzione dei missili): almeno quello…

Classe Columbia

  • Lunghezza: 171 metri (561 piedi)
  • Larghezza: 13 metri (43 piedi)
  • Pescaggio: ?
  • Dislocamento in emersione: ?
  • Dislocamento in immersione: 20.810 tonnellate
  • Propulsione: 1 reattore nucleare, 1 elica
  • Velocità: ?
  • Profondità operativa: ?
  • Profondità massima: ?
  • Equipaggio: 155
  • Autonomia: ?
  • Armamento: 16 missili balistici Trident II D-5LE

Esemplari costruiti

Ad oggi, sono solo due i nomi scelti per questi sottomarini. Wisconsin è uno Stato, mentre Columbia si riferisce al distretto federale dove si trova la città di Washington. La precisazione è importante, perché in servizio vi è anche un classe Los Angeles che si chiama nello stesso modo, lo USS Columbia (SSN-771). Doppio nome? Non proprio: il Los Angeles prende il nome da ben tre città degli Stati Uniti (South Carolina, Missouri ed Illinois).

USS District of Columbia (SSBN-826)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 04/06/2022
Varo:
Ingresso in servizio:
Status: in costruzione
Note:

USS Wisconsin (SSN-827)

Cantiere:
Impostazione:
Varo:
Ingresso in servizio:
Status: in ordine
Note:

Fonti

(immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain)