Classe Benjamin Franklin

I sottomarini nucleari lanciamissili balistici (SSBN) della classe Benjamin Franklin entrarono in servizio con la US Navy a partire dal 1965. Successori dei James Madison, ne costituirono la naturale evoluzione. Piuttosto simili ai predecessori, sono da alcuni considerati la stessa classe (destino condiviso con i Lafayette, che per la cronaca erano praticamente identici ai Madison).

I Benjamin Franklin si differenziano per una serie di fattori: più silenziosi e soprattutto più sicuri, visto che furono i primi SSBN progettati e costruiti secondo le specifiche SUBSAFE.

Complessivamente, ne entrarono in servizio 12 unità, che prestarono servizio con la US Navy fino a tutti gli anni novanta. L’ultimo esemplare fu radiato nel 2002. Come per i loro predecessori, la fine della carriera operativa fu dovuta alla necessità di rientrare nei limiti dei trattati SALT, nel bisogno di ridurre le spese per gli armamenti (la Guerra Fredda era finita) e, più in generale, a motivi “anagrafici”.

I Benjamin Franklin, insieme alle classi George Washington, Ethan Allen, Lafayette e James Madison, andarono a formare un “gruppo” di SSBN che fu propagandisticamente chiamato “41 for Freedom“: questi costituirono, di fatto, il fulcro della deterrenza strategica navale statunitense fino agli anni ottanta, quando entrarono in servizio i colossali e potenti classe Ohio.

Storia

Come gli altri sottomarini lanciamissili balistici statunitensi, anche i Benjamin Franklin furono progettati dalla Electric Boat (gruppo General Dynamics). Da un punto di vista tecnico, nacquero molto simili ai predecessori, almeno all’inizio. Infatti, quello che cambiò la situazione, imponendo una serie di modifiche progettuali, fu la tragedia dello USS Thresher, affondato con tutto l’equipaggio il 10 aprile 1963. In seguito alla disgrazia, la marina americana avviò il programma SUBSAFE, che consisteva in una serie di controlli e standard qualitativi per la componentistica dei sottomarini (in particolare, di tutte quelle componenti esposte alla pressione dell’acqua, o che avrebbero potuto portare all’allagamento del battello).

Classe Benjamin Fralnkin in costruzione
Lo USS Mariano G. Vallejo in costruzione a Mare Island, nel luglio1965. Sono perfettamente visibili i pozzi di lancio per gli SLBM. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Darryl L. Baker, US Navy. US Public Domain

Molti sottomarini furono convertiti successivamente al nuovo standard, oppure vi furono adattati con modifiche “in corsa” durante la costruzione.

Questo in parte accadde anche ai Franklin: a partire dal settimo esemplare, infatti, furono realizzati secondo gli standard SUBSAFE (standard a cui poi furono aggiornati anche i primi sei).

Il primo esemplare, lo USS Benjamin Franklin (SSBN-640), venne impostato a Groton nel 1963, varato nel 1964 ed infine commissionato nella US Navy l’anno successivo.

Descrizione tecnica

I Benjamin Franklin erano molto simili ai (poco) precedenti James Madison. Le dimensioni erano praticamente identiche: scafo singolo rinforzato lungo 130 metri, con un dislocamento in immersione di 8.250 tonnellate.

La configurazione generale era esattamente la stessa: timoni di profondità di prua sulla falsatorre (anche se erano montati a metà, e non verso l’alto in avanti come nei modelli precedenti), e di poppa sistemati “a croce” con quelli verticali.

Il sistema propulsivo era sempre lo stesso: quel reattore nucleare S5W, sviluppato dalla Westinghouse e con nucleo di quinta generazione, che avrebbe costituito uno standard per la marina americana fino ai S6G imbarcati sui Los Angeles. Il reattore alimentava due turbine, con una potenza complessiva di 15.000 hp. Come su tutti i sottomarini nucleari americani, l’elica era singola e sistemata in mezzo ai timoni di poppa. La velocità massima era di 16-20 nodi in emersione e 22-25 in immersione (i valori più probabili dovrebbero essere quelli più bassi). Dietro alla falsatorre vi era la solita “gobba” squadrata per le parti terminali dei missili balistici imbarcati.

Veniamo ora all’armamento: 16 missili UGM-27C Polaris A-3, da 4.600 km di gittata e capaci di trasportare tre testate nucleari da 200 kilotoni. Si trattava della stessa dotazione dei Madison.

Completavano l’armamento quatto tubi lanciasiluri da 533 mm, in grado di utilizzare siluri convenzionali, i micidiali Mk. 48 ed i Mk. 45 a testata nucleare.

L’equipaggio era di 143 elementi. Come di consuetudine negli SSBN americani, gli equipaggi erano due, Blu e Gold.

USS Benjamin Franklin SSBN
Lo USS Benjamin Franklin in navigazione nel 1985. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain

Classe Benjamin Franklin

Versione base, relativa ai primi sei esemplari costruiti.

  • Lunghezza: 129,6 metri (425 piedi)
  • Larghezza: 10 metri (33 piedi)
  • Pescaggio: 9,6 metri (31,5 piedi)
  • Dislocamento in emersione: 7.250 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 8.250 tonnellate
  • Propulsione: 1 reattore nucleare S5W, 2 turbine per complessivi 15.000 hp, 1 elica
  • Velocità: 16 nodi in emersione, 21 in immersione
  • Profondità operativa: 400 metri
  • Profondità massima: ?
  • Equipaggio: 143
  • Autonomia: ?
  • Armamento: 16 missili balistici UGM-27C Polaris A-3; 4 tubi lanciasiluri da 533 mm

Classe Benjamin Franklin – SUBSAFE

Il settimo esemplare della classe, lo USS George C. Marshall (SSBN-654), fu realizzato secondo gli standard SUBSAFE: era stato impostato nel 1964 (un anno dopo la tragedia del Thresher), ed i tecnici avevano avuto tutto il tempo di apportare le necessarie modifiche progettuali. Quindi, i battelli seguenti vennero costruiti secondo questi standard, che furono poi estesi a tutti gli esemplari della classe alla prima revisione utile. Questi “ultimi” sei sottomarini sono stati considerati una sorta di sottoclasse, ma non hanno altre differenze rispetto alla versione base (con l’eccezione, ovviamente, dello standard SUBSAFE).

Classe Benjamin Franklin (UGM-73A Poseidon C3)

A partire dai primi anni settanta, i Benjamin Franklin furono modificati per imbarcare i nuovi missili Poseidon. Questi erano molto più potenti dei precedenti Polaris: potevano trasportare un massimo di 14 testate nucleari W68 da 50 kilotoni, per una gittata di 4.600 km (oppure intorno ai 5.900 km caricando “solo” 10 testate). Numeri notevoli, che umiliavano tutto ciò che i sovietici potevano mettere in campo nello stesso periodo (gli R-29, che a seconda della versione caricavano da 3 a 7 testate, anche se con una gittata maggiore). I Poseidon erano belli grossi: 10,3 metri di altezza e 1,88 di diametro, con un peso al lancio di 29 tonnellate. I Polaris A-3 erano decisamente più piccoli (più corti di un metro e più stretti di mezzo), e con le loro 13 tonnellate al lancio pesavano meno della metà. Nei pozzi di lancio, comunque, entrarono senza problemi.

Classe Benjamin Franklin in navigazione
Lo USS George S. Marshall in navigazione nel 1991, un anno prima della sua radiazione. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain

Una curiosità: la precisione dei Poseidon. Questi missili avevano una probabilità circolare di errore (CEP) di 530 metri. Tanto, poco? Sicuramente non male, visto che i missili sovietici dello stesso periodo avevano un valore di circa 900 metri. La cosa paradossale fu che i progettisti avrebbero potuto fare di meglio: era stata la US Navy a non volere un sistema di guida troppo preciso. Il motivo? Gli SLBM della marina dovevano servire come arma di rappresaglia sulle città, non per gli obiettivi militari. E per colpire una grande città, un CEP di 500 metri era perfetto.

Per la cronaca, un singolo Poseidon costava ai contribuenti americani oltre 3,9 milioni di dollari, a prezzi del 1973.

Classe Benjamin Franklin (UGM-96A Trident I o Trident C4)

Nel 1971, la US Navy avviò uno studio per un sostituto dei Poseidon: doveva avere gittata doppia e, soprattutto, lo stesso ingombro del predecessore, in modo da poterlo alloggiare negli stessi pozzi di lancio. Il risultato fu l’UGM-96A Trident I, o Trident C4, un SLBM a tre stadi di ingombro e peso praticamente uguale al Poseidon. Svilupparlo, va detto, non fu una passeggiata: oltre 3,7 miliardi di dollari degli anni settanta, con un costo per esemplare di 12 milioni (prezzi del 1982). Comunque, la marina fu molto soddisfatta del risultato: 7.400 km di gittata con un carico bellico di 8 testate nucleari W76 da 100 kilotoni l’una, ed una probabilità circolare di errore di 400 metri.

SLBM Trident I
Spettacolare montaggio fotografico con tutte le fasi del lancio di un SLBM Trident I. Le due foto sulla destra raffigurano le scie lasciate dai veicoli di rientro (sarebbero le testate nucleari, ovviamente inerti). Fonte: Wikimedia Commons. Credits: DoD. US Public Domain

Nel 1979, il primo Franklin fu dichiarato operativo con il nuovo missile: lo USS Francis Scott Key (SSBN-657). Complessivamente, furono sei le unità della classe aggiornate per imbarcare i Trident: gli USS Benjamin Franklin, Simon Bolivar, George Bancroft, Henry L. Stimson, Mariano G. Vallejo, oltre al già citato Francis Scott Key. Gli altri rimasero con i Poseidon fino alla radiazione.

La dotazione rimase di 16 missili per ogni SSBN.

Classe Benjamin Franklin – Dry Deck Shelter

A partire dalla fine degli anni ottanta, la US Navy si ritrovò con la necessità di “fare spazio” ai nuovi SSBN classe Ohio. Che significa? In breve, i trattati SALT sulla riduzione degli armamenti prevedevano una limitazione del numero di testate, di missili e di vettori. Di conseguenza, per far entrare in servizio i nuovi Ohio (con i loro 24 pozzi di lancio per missili Trident) senza violare gli accodi, gli Stati uniti si videro costretti a radiare o convertire un certo numero di sistemi d’arma. Per i sottomarini, la scelta cadde ovviamente sui modelli più vecchi.

Nella maggior parte dei casi, ci si limitò ad una radiazione anticipata, oppure a convertire gli SSBN in sottomarini nucleari da attacco, disattivando i pozzi di lancio con blocchi di calcestruzzo.

Alcuni battelli, invece, furono convertiti ad altri utilizzi. Questo è il caso di due esemplari della classe Benjamin Franklin, gli USS Kamehameha e James K. Polk, che ricevettero il simbolo di classificazione dello scafo dei sottomarini nucleari da attacco (SSN al posto di SSBN: tanto per chiarie che non facevano più parte della flotta per la deterrenza strategica) e furono riclassificati “sottomarini da attacco per operazioni speciali”.

In pratica, le due unità furono modificate rimuovendo fisicamente alcuni pozzi di lancio, e ricavando uno spazio per una sessantina di elementi delle forze speciali (soprattutto Navy Seal), oltre che realizzando una serie di connessioni per agganciare due Dry Deck Shelter (DDS), inclusi i relativi portelli per accedervi.

USS Kamehameha
Lo USS Kamehameha in navigazione negli anni novanta. Si vedono molto bene i due DDS agganciati alle spalle della falsatorre. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain.

Cos’è un Dry Deck Shelter? Moduli rimuovibili, che si possono agganciare ad un sottomarino e che servono a facilitare l’entrata e l’uscita di sommozzatori. Quelli in dotazione alla US Navy sono di forma cilindrica, lunghi 12,7 metri e dal diametro di 2,7. Sono realizzati in acciaio HY-80 (lo stesso dei sottomarini), contengono una camera iperbarica sferica e possono alloggiare un minisommergibile SDV per i Navy Seal (con i relativi operatori), oppure una squadra d’assalto di una ventina di elementi con quattro gommoni.

Non era la prima volta che la US Navy modificava degli SSBN per imbarcare i DDS (i primi erano stati un paio di battelli della classe Lafayette).

La conversione delle due unità iniziò nel 1992, e durò circa un anno e mezzo. Ovviamente, avevano un solo equipaggio (niente Gold e Blu: non erano SSBN).

Servizio operativo

I Benjamin Franklin entrarono in servizio in 12 unità, tra il 1965 ed il 1967. A quanto risulta, pare che ne fu proposta la costruzione di ulteriori quattro, ma il tutto rimase sulla carta. Nei primi anni sessanta, tutte le unità ricevettero i nuovi missili Poseidon, mentre appena sei di loro i Trident I nel decennio successivo.

La loro carriera operativa fu molto intensa, con numerose crociere di deterrenza. Gli esemplari modificati per missioni speciali svolsero, tra una missione top secret e l’altra, anche attività addestrativa in ambito NATO con le marine alleate.

La gran parte degli esemplari venne radiata tra il 1993 ed il 1995: erano piuttosto vecchi, il nemico sovietico non esisteva più (e bisognava ridurre le spese in armamenti) e c’era sempre la questione dei trattati SALT.

Gli unici che “durarono” qualche anno in più furono i due modificati per operazioni speciali, gli USS James K. Polk  e Kamehameha, che sopravvissero, rispettivamente, fino al 1999 e 2002.

Oggi sono stati tutti demoliti: tutto quello che rimane sono le torri di quattro esemplari, conservate come monumenti in varie basi navali.

Classe Benjamin Franklin e nave appoggio
La nave appoggio USS Simon Lake “ricarica” i pozzi di lancio dello USS Francis Scott Key. La foto è stata scattata nel 1981 a Kings Bay, in Georgia. I missili sono dei Trident C4. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain

Incidenti

  • 31 agosto 1967: USS Simon Bolivar (classe Benjamin Franklin). Durante un’esercitazione di lancio di siluri, a largo di Charleston, il sottomarino speronò la nave bersaglio USS Betelgeuse (T-AK-260): nessuno rimase ferito, ma la nave si ritrovò uno squarcio nello scafo, mentre il Bolivar ebbe un milione di dollari di danni alla falsatorre. Il sottomarino riuscì a tornare in porto per le riparazioni con le sue forze.
  • 11 aprile 1972: USS Benjamin Franklin (classe Benjamin Franklin). Mentre era in revisione a Groton (cantiere della Electric Boat), il sottomarino urtò ed affondò un rimorchiatore. Nessun danno per l’SSBN.
  • 14 dicembre 1974: USS Kamehameha (classe Benjamin Franklin). Durante una missione nel Mar Mediterraneo, il sottomarino urtò alcune “attrezzature da pesca” sommerse: danni alla fiancata e ad un’elica.
  • 22 luglio 1977: USS Henry L. Stimson (classe Benjamin Franklin). Il sottomarino navigava al largo di Rota (Spagna) quando danneggiò le reti di un peschereccio spagnolo.
  • 3 gennaio 1989: USS Will Rogers (classe Benjamin Franklin). Il sottomarino stava navigando nel Firth of Clyde (un’insenatura sulla costa scozzese) quando incontrò due pescherecci inglesi che navigavano vicini a luci spente. Uno dei due, cercando di raggiungere l’altro, speronò il sottomarino.
  • 27 dicembre 1996: USS James K. Polk (classe Benjamin Franklin). Mentre il sottomarino era ormeggiato nel porto di La Maddalena, in Italia, si scatenò una violentissima tempesta. A causa del vento, una delle catene di ormeggio della nave appoggio USS Simon Lake si ruppe: la nave iniziò a sbandare, e colpì il Polk ed altre due unità. Tutte le navi coinvolte ebbero lievi danni.
Classe Benjamin Franklin - Falsatorre
La falsatorre dello USS George Bancroft, conservata come monumento presso la base di Kings Bay. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain

Esemplari costruiti

USS Benjamin Franklin (SSBN-640)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 25/05/1963
Varo: 05/12/1964
Ingresso in servizio: 22/10/1965
Status: radiato il 23/11/1993
Note: SLBM Trident I. Demolito nel 1995

USS Simon Bolivar(SSBN-641)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 17/04/1963
Varo: 22/08/1964
Ingresso in servizio: 29/10/1965
Status: radiato il 08/02/1995
Note: SLBM Trident I. Demolito nel 1995

USS Kamehameha (SSBN-642)

Cantiere: Mare Island
Impostazione: 02/05/1963
Varo: 16/01/1965
Ingresso in servizio: 10/12/1965
Status: radiato il 02/04/2002
Note: 1992: SSN-642; 1993: DDS. Demolito nel 2003

USS George Bancroft (SSBN-643)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 24/08/1963
Varo: 20/03/1965
Ingresso in servizio: 22/01/1966
Status: radiato il 21/09/1993
Note: SLBM Trident I. Demolito nel 1998

USS Lewis and Clark (SSBN-644)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 29/07/1963
Varo: 21/11/1964
Ingresso in servizio: 22/12/1965
Status: radiato il 27/06/1992
Note: demolito nel 1996

USS James K. Polk (SSBN-645)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 23/11/1963
Varo: 22/05/1965
Ingresso in servizio: 16/04/1966
Status: radiato il 08/07/1999
Note: 1994: SSN-645, DDS. Demolito nel 2000

USS George C. Marshall (SSBN-654)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 02/03/1964
Varo: 21/05/1965
Ingresso in servizio: 29/04/1966
Status: radiato il 24/09/1992
Note: demolito nel 1994

USS Henry L. Stimson (SSBN-655)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 04/04/1964
Varo: 13/11/1965
Ingresso in servizio: 20/08/1966
Status: radiato il 05/05/1993
Note: SLBM Trident I. Demolito nel 1994

USS George Washington Carver (SSBN-656)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 24/08/1964
Varo: 14/08/1965
Ingresso in servizio: 15/06/1966
Status: radiato il18/03/1993
Note: demolito nel 1994

USS Francis Scott Key (SSBN-657)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 05/12/1964
Varo: 23/04/1966
Ingresso in servizio: 03/12/1966
Status: radiato il 02/09/1993
Note: SLBM Trident I. Demolito nel 1995

USS Mariano G. Vallejo (SSBN-658)

Cantiere: Mare Island
Impostazione: 07/07/1964
Varo: 23/10/1965
Ingresso in servizio: 16/12/1966
Status: radiato il 09/03/1995
Note: SLBM Trident I. Demolito nel 1995

USS Will Rogers (SSBN-659)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 20/03/1965
Varo: 21/07/1966
Ingresso in servizio: 01/04/1967
Status: radiato il 12/04/1993
Note: demolito nel 1994

Fonti

(immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain)