Classe Akula

I sottomarini nucleari da attacco (SSN) della classe Akula (Progetto 971 Shchuka-B per la Russia) costituiscono la spina dorsale della flotta subacquea russa. Furono sviluppati come versione più economica dei costosissimi classe Sierra, ma a livello di prestazioni non li hanno mai fatti rimpiangere. Anzi: veloci, ben armati, con una profondità operativa adeguata e, soprattutto, non troppo costosi, si possono considerare i veri eredi della numerosa classe Victor. Costruiti in una quindicina di esemplari, con altri abbandonati incompleti, svolgono un ruolo fondamentale per la strategia navale russa, e solo la fine dell’Unione Sovietica ha impedito a questi sottomarini di essere prodotti in numero superiore.

La loro missione consiste nella caccia agli altri sottomarini (lanciamissili balistici in particolare) ed alle navi di superficie. Inoltre, grazie ai missili da crociera, riesce a svolgere anche un ruolo strategico colpendo obiettivi terrestri.

Gli Akula costituirono un salto tecnologico notevole per le capacità subacquee sovietiche, e le loro prestazioni stupirono parecchio gli esperti occidentali. Infatti, questi ritenevano che l’Unione Sovietica non avesse le tecnologie per realizzare battelli del genere, e che non le avrebbe avute almeno per un’altra decina d’anni.

Questi sottomarini hanno un rateo operativo abbastanza basso: pochi esemplari sono ancora in servizio, e parecchi risultano in revisione o sottoposti a lavori di aggiornamento. Tuttavia, continuano a solcare i mari, destando sempre una certa preoccupazione nelle varie marine della NATO. Secondo i piani originari della marina russa (VMF), tutti i battelli della classe avrebbero dovuto essere sostituiti con i classe Yasen, ma a causa dei costi improponibili di questi ultimi si è pensato di rimpiazzarli con i nuovi classe Laika, ancora in fase di sviluppo.

Storia

L’ufficio tecnico Malakhit iniziò a lavorare sul Progetto 971 a partire dal 1976-77. La Malakhit aveva una grossa esperienza in sottomarini nucleari da attacco, visto che aveva curato la progettazione delle classi November, Alfa e Victor (e pure Papa, ma questo era un battello con missili antinave). Tuttavia, all’inizio degli anni settanta era stata, per così dire, “battuta” da un altro ufficio tecnico, il Lazurith, che aveva presentato il Progetto 945 (classe Sierra per la NATO).

I Sierra promettevano di essere molto più performanti in termini di velocità e profondità operativa, e quindi, almeno all’inizio, la marina sovietica puntò su questi. Tuttavia, presto emersero dei problemi, il più grosso dei quali erano i costi: i Sierra erano interamente costruiti in titanio, metallo raro e difficile da lavorare. In pratica, i vertici della marina si resero conto che non sarebbe mai stato possibile produrre le immense quantità di metallo necessarie a realizzare in grande serie questi sottomarini, per non parlare delle difficoltà costruttive. Insomma, serviva qualcosa di più semplice ed economico.

K-331 Magadan - Classe Akula
Il K-331 Magadan, fotografato di poppa. Si vede molto bene il “bulbo” con il sonar rimorchiato. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Alex omen. CC BY 3.0

La Malakhit propose dunque il Progetto 971, che era più convenzionale dei complicati Sierra. A dirla tutta, probabilmente i progettisti considerarono gli Akula come un’ideale evoluzione della classe Victor III, visto che il nome completo è Progetto 971 Shchuka-B (Progetto 671RTM/RTMK Shchuka invece è il nome dei Victor III). Comunque, da un punto di vista strettamente progettuale, gli Akula hanno grosse similitudini con i Sierra: secondo alcuni, si tratterebbe addirittura dello stesso progetto, anche se realizzato in acciaio.

Come per i Victor III, i progettisti curarono molto la parte relativa alla rumorosità: del resto, dopo le rivelazioni della spia americana Walker, i sovietici avevano “scoperto” che si trattava di un fattore di importanza capitale. Successivamente, intorno al 1978, il progetto venne rivisto per permettere a questi battelli di imbarcare (ed ovviamente lanciare) i missili da crociera Granat (SS-N-21 Sampson per la NATO).

Nel 1983 il cantiere navale di Komsomolsk-na-Amur impostò il primo esemplare. I lavori furono molto rapidi, visto che alla fine dell’anno seguente il sottomarino entrava in servizio.

Descrizione tecnica

I classe Akula sono sottomarini nucleari da attacco con il doppio scafo in acciaio. La loro lunghezza è sui 110 metri, mentre il dislocamento si aggira sulle 10-11.000 tonnellate in immersione. Lo scafo interno, pressurizzato, è suddiviso in otto compartimenti.

La soluzione di utilizzare lo scafo in acciaio (come del resto era stato fatto sui Victor, e sulla stragrande maggioranza dei sottomarini sovietici) aveva consentito di rendere più semplice la produzione e tenere bassi i costi. Si, ma di quanto?

Per i sottomarini costruiti in Unione Sovietica (e non solo per quelli) molto raramente abbiamo i costi di produzione, e difficilmente sono confrontabili con quelli occidentali. Questo per tutta una serie di ragioni, tra cui le particolari caratteristiche dell’economia sovietica e la non convertibilità del rublo. Tuttavia, nel caso dei classe Akula qualche numero lo possiamo tirare fuori, se non altro perché la produzione è continuata anche dopo lo scioglimento dell’URSS. Bene, alcune stime relative alle ultime versioni (classe Akula II, le vedremo meglio dopo) parlano di circa 1,5 miliardi di dollari ad esemplare a prezzi del 1996, corrispondenti a 2,4 miliardi a prezzi attuali. A questo punto, la domanda spontanea sarebbe quanto potevano costare i classe Sierra

I progettisti, sui classe Akula, erano stati molto attenti a limitare la rumorosità. E stavolta i risultati furono notevoli.

K-419 Kuzbass - Classe Akula
Il K-419 Kuzbass, attivo nella Flotta del Pacifico. Immagine derivata da Wikimedia Commons. Credits: Alex omen. CC BY 3.0

I sottomarini sovietici, infatti, rispetto alle controparti americane, erano solitamente più performanti: più veloci, con una maggiore profondità operativa ed ottimi “incassatori” (il doppio scafo era molto efficace in questo senso). Il loro problema era la rumorosità: le marine NATO, al corrente di questi “problemi”, ritenevano comunque di avere una certa superiorità proprio in virtù della maggiore silenziosità dei propri battelli. In pratica, contavano di sorprendere i sottomarini nemici prima che questi si accorgessero di loro.

Le cose iniziarono a cambiare negli anni settanta, grazie alle informazioni ricevute dalla spia americana Walker. Con la classe Victor III, i sovietici per la prima volta realizzarono un battello subacqueo che cercava di essere più silenzioso, e negli anni ottanta raggiunsero il nemico americano. Per la prima volta, infatti, con gli Akula, la VMF aveva a disposizione un sottomarino silenzioso, che quanto a furtività poteva rivaleggiare con le ultime realizzazioni statunitensi.

Nelle attività di progettazione, per la prima volta i sovietici si avvalsero su vasta scala di tecnologie digitali. Ovviamente, non era roba loro (l’Unione Sovietica era molto indietro su queste cose), ma di sistemi occidentali per utilizzo civile acquistati in Giappone e Svezia. Grazie a questi, riuscirono ad elaborare un progetto estremamente valido sotto il profilo della furtività (ad esempio, le silenziosissime eliche a sette pale), che per i suoi risultati letteralmente scioccò gli analisti occidentali. Inoltre, sempre l’utilizzo di queste tecnologie consentì di migliorare la strumentazione di bordo, permettendo ad esempio agli Akula di avvistare gli obiettivi a distanze tre volte superiori rispetto ai precedenti Victor.

Classe Akula capsula
La capsula di salvataggio dei classe Akula. Come in gran parte dei sottomarini russi, questa è sistemata nella falsatorre. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Alexpl. CC BY-SA 3.0

Capitolo propulsione. I classe Akula, come i Sierra, si avvalsero di un potente reattore da 190 MW, capace di sprigionare una potenza di 50.000 hp. Ora, sull’esatto modello di impianto propulsivo installato le fonti non concordano. Da alcune parti risulta che un paio di battelli imbarcassero una variante dell’OK-650, e che poi “di serie” sia stato utilizzato un sistema propulsivo OK-9. La maggioranza delle fonti, comunque, concorda sull’installazione di OK-650B o OK-650M su praticamente tutti gli esemplari. Non è chiaro se questo OK-9 sia stato effettivamente utilizzato. Qualunque fosse il sistema propulsivo, la potenza era la medesima: 190 MW.

L’armamento degli Akula era molto pesante, sicuramente più dei “precedenti” Victor III: quattro tubi lanciasiluri da 650 mm ed altrettanti da 533 mm, capaci di lanciare missili da crociera SS-N-21 Sampson, siluri normali, siluri a cavitazione VA-111 Shkval, missili antisommergibile SS-N-15 Starfish e SS-N-16 Stallion, mine antinave… Insomma, una quarantina tra missili e siluri, praticamente tutto quello che di utilizzabile da un sottomarino poteva mettere in campo l’Unione Sovietica.

La cosa interessante da notare è che la composizione dei tubi lanciasiluri è la stessa dei classe Sierra I. Sui Sierra II fu modificata (i tubi da 650 vennero rimossi e quelli da 533 portati a sei) in modo da poter inserire un sonar più potente, l’MGK-540, che è più grosso di quello precedentemente installato (l’MGK-500, lo stesso dei Victor III). Questo fu necessario a causa della mancanza di spazio all’interno dello scafo pressurizzato che caratterizza i Sierra. Gli Akula invece, che sono più larghi, poterono imbarcare direttamente gli MGK-540 mantenendo i tubi da 650 mm. Completano l’armamento i soliti missili antiaerei a corto raggio, in questo caso 16 Strela-3M.

Come praticamente tutti i sottomarini nucleari da attacco costruiti dopo i Victor III, anche gli Akula hanno sulla deriva di poppa un bulbo posteriore a forma di lacrima: si tratta di un involucro idrodinamico che serve ad ospitare un sofisticato sonar a rimorchio. Nella falsatorre è installata la solita capsula di salvataggio.

I classe Akula sono stati realizzati in diverse versioni, variamente identificate dalla NATO. Più in basso cercheremo di mettere un po’ di ordine, anche perché a volte le fonti non concordano. E visto il livello di segretezza che i russi mantengono su certe questioni militari, e soprattutto il fatto che stiamo parlando di battelli operativi, la cosa non deve stupire.

Progetto 971 Shchuka-B – Classe Akula

Il Progetto 971 è la versione base. Sono stati costruiti sette esemplari di questo tipo (è il numero più “gettonato”. Con i classe Akula a volte non è semplice capire quali battelli appartengano ad una versione e quali all’altra), entrati in servizio a partire dal 1984.

  • Lunghezza: 110,3 metri
  • Larghezza: 13,78 metri
  • Pescaggio: 9,88 metri
  • Dislocamento in emersione: 8.167 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 10.500 tonnellate
  • Propulsione: 1 reattore nucleare OK-650 da 190 MW, 1 x 50.000 hp, un’elica
  • Velocità: 11,2 nodi in emersione, 33,3 in immersione
  • Profondità operativa: 480 metri
  • Profondità massima: 600 metri
  • Equipaggio: 73
  • Autonomia: 100 giorni
  • Armamento: 4 tubi lanciasiluri da 650 mm, 4 da 533 mm, con siluri, siluri a cavitazione VA-111 Shkval, missili da crociera SS-N-21 Sampson, missili antisommergibile SS-N-16 Stallion; missili antiaerei Strela-3M

Progetto 971U Shchuka-B – Classe Improved Akula

Versione migliorata, prodotta in sei esemplari. Questi battelli hanno sei ulteriori tubi lanciasiluri da 533 mm, che sono a “colpo singolo”: in pratica, sono esterni allo scafo pressurizzato e non possono essere ricaricati. Non è chiaro se siano utilizzati per missili antisommergibile SS-N-15 Starfish oppure per lanciare inganni e falsi bersagli per i sottomarini nemici (più probabile la seconda).

  • Lunghezza: 110,3 metri
  • Larghezza: 13,78 metri
  • Pescaggio: 9,88 metri
  • Dislocamento in emersione: 8.167 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 10.500 tonnellate
  • Propulsione: 1 reattore nucleare OK-650 da 190 MW, 1 x 50.000 hp, un’elica
  • Velocità: 11,2 nodi in emersione, 33,3 in immersione
  • Profondità operativa: 480 metri
  • Profondità massima: 600 metri
  • Equipaggio: 73
  • Autonomia: 100 giorni
  • Armamento: 4 tubi lanciasiluri da 650 mm, 4 da 533 mm, con siluri, siluri a cavitazione VA-111 Shkval, missili da crociera SS-N-21 Sampson, missili antisommergibile SS-N-15 Starfish e SS-N-16 Stallion; missili antiaerei Strela-3M

Progetto 971A Shchuka-B – Classe Akula II

Due esemplari costruiti, entrambi impostati intorno al 1990 ma entrati in servizio diversi anni dopo (uno probabilmente modificato in seguito come Akula III). La loro costruzione è andata molto per le lunghe, a causa delle pessime condizioni economiche della Russia post sovietica. Questi si caratterizzano per essere più lunghi di tre metri: pare che la cosa sia dovuta all’implementazione di un sistema di navigazione silenziosa di cui si sa poco o niente. Il loro dislocamento in immersione, rispetto alla versione base, dovrebbe essere aumentato di circa 700 tonnellate. Per il resto mantengono le caratteristiche degli Improved Akula. La profondità operativa, secondo alcuni, sarebbe superiore alle versioni precedenti. Vi erano altri esemplari in costruzione, ma non sono mai stati completati.

K-157 Vepr - Classe Akula
Il K-157 Vepr in navigazione nel 2008. Nonostante sia spesso considerato un Akula III, in realtà è un Akula II, l’unico battello completato di questa versione. Probabilmente, anche questo in futuro sarà sottoposto ad un programma di aggiornamento e prolungamento della vita utile. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Курганов Илья Сергеевич. CC BY-SA 3.0

A volte, il numero il progetto è identificato con il numero 971U (lo stesso degli Improved), oppure come Progetto 09711.

  • Lunghezza: 113 metri
  • Larghezza: 13,78 metri
  • Pescaggio: 9,88 metri
  • Dislocamento in emersione: ?
  • Dislocamento in immersione: 11.200 tonnellate?
  • Propulsione: 1 reattore nucleare OK-650 da 190 MW, 1 x 50.000 hp, un’elica
  • Velocità: nodi in emersione, in immersione
  • Profondità operativa: 480 metri
  • Profondità massima: 600 metri
  • Equipaggio: 73
  • Autonomia: 100 giorni
  • Armamento: 4 tubi lanciasiluri da 650 mm, 4 da 533 mm, con siluri, siluri a cavitazione VA-111 Shkval, missili da crociera SS-N-21 Sampson, missili antisommergibile SS-N-15 Starfish e SS-N-16 Stallion; missili antiaerei Strela-3M

Progetto 971M Shchuka-B – Classe Akula III

Il Progetto 971M può essere considerata la versione definitiva della classe Akula, quella che salvo sorprese continuerà a solcare i mari per i prossimi vent’anni. Prima di tutto, alcune considerazioni preliminari.

Classe Akula III è il nome in codice NATO, ma pare non sia ancora ufficiale. Spesso ci si riferisce a questi battelli come Akula II.

Il numero di esemplari costruiti non è chiaro. Secondo alcuni, infatti, dei due Akula II costruiti (il K-157 Vepr ed il K-335 Gepard), solo il secondo sarebbe stato completato come Akula III. Altri di versioni precedenti saranno convertiti a questo standard.

K-335 Gepard
Il K-335 Gepard (Akula III), ormeggiato in un porto della Flotta del Nord. Si tratta di uno dei più moderni sottomarini nucleari russi. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Лобанов Вячеслав. CC BY 3.0

Le caratteristiche di questi battelli comprendono elettronica migliorata, una maggiore silenziosità e, soprattutto, l’implementazione di missili da crociera Kalibr-PL (due versioni disponibili: supersonica da 660 km di gittata e 3.500 km/h di velocità, oppure subsonica da 2.500 km di gittata e circa 800 di velocità).

Ad oggi, è previsto che tutti gli Akula superstiti (11 battelli) vengano aggiornati a questo nuovo standard. In un certo senso, la marina russa è obbligata a fare ciò. Se prendiamo come riferimento un sottomarino americano contemporaneo (la classe Los Angeles, per capirsi), la vita utile è di circa 30 anni. Ora, quasi tutti gli Akula sono entrati in servizio nella seconda metà degli anni ottanta, e quindi entro il 2025 dovrebbero essere radiati. La marina russa si ritroverebbe quindi senza sottomarini nucleari da attacco. Grazie a questi lavori, invece, si riuscirà a prolungare la vita utile di questi battelli di 15 anni, con un costo sicuramente inferiore a quello di costruirne di nuovi, oltre che a renderli più aggiornati. I lavori, a seconda della disponibilità di fondi, dovrebbero durare dai tre ai cinque anni per ogni unità.

Da alcune fonti, risulterebbe che gli Akula III sarebbero un po’ più grossi dei precedenti modelli (giusto qualche metro, con un diverso disegno della falsatorre ed altre modifiche.

  • Lunghezza: 113 metri
  • Larghezza: 13,78 metri
  • Pescaggio: 9,88 metri
  • Dislocamento in emersione: ?
  • Dislocamento in immersione: 11.200 tonnellate?
  • Propulsione: 1 reattore nucleare OK-650 da 190 MW, 1 x 50.000 hp, un’elica
  • Velocità: nodi in emersione, in immersione
  • Profondità operativa: 480 metri
  • Profondità massima: 600 metri
  • Equipaggio: 73
  • Autonomia: 100 giorni
  • Armamento: 4 tubi lanciasiluri da 650 mm, 4 da 533 mm, con siluri, siluri a cavitazione VA-111 Shkval, missili da crociera SS-N-21 Sampson, missili antisommergibile SS-N-15 Starfish e SS-N-16 Stallion; missili da crociera Kalibr-PL; missili antiaerei Strela-3M

Progetto 971I Irbis – Classe Akula

Un esemplare è stato costruito come Progetto 971I. Si tratta del K-152 Nerpa, oggetto di un contratto di leasing decennale con la marina indiana. L’India lo ha ribattezzato Chakra, come il precedente classe Charlie preso in affitto alla fine degli anni ottanta. Si tratta di un Improved Akula, completato secondo le richieste della marina dell’India. Pare che i tubi lanciasiluri da 650 mm siano stati sostituiti da altrettanti da 533 (portando quindi il totale di questi ad otto), con missili da crociera Club-S al posto dei Kalibr (i Club sono la versione da esportazione dei Kalibr. Depotenziati, hanno una gittata di circa 200 km). Il sottomarino pare sia stato restituito nel giugno 2021.

  • Lunghezza: 110,3 metri
  • Larghezza: 13,78 metri
  • Pescaggio: 9,88 metri
  • Dislocamento in emersione: ?
  • Dislocamento in immersione: 10.500 tonnellate
  • Propulsione: 1 reattore nucleare OK-650 da 190 MW, 1 x 50.000 hp, un’elica
  • Velocità: nodi in emersione, in immersione
  • Profondità operativa: 480 metri
  • Profondità massima: 600 metri
  • Equipaggio: 73
  • Autonomia: 100 giorni
  • Armamento: 8 tubi lanciasiluri da 533 mm, con siluri, missili da crociera Club, missili antisommergibile, missili antiaerei Strela-3M

Servizio operativo

I classe Akula sono entrati in servizio nel 1984, e da subito hanno rappresentato un vero e proprio “shock” per l’intelligence occidentale (che non riteneva i sovietici capaci di fare niente del genere per almeno altri 10 anni). Ancora oggi, questi sottomarini sono considerati tra i più silenziosi in circolazione, soprattutto le ultime versioni, e rappresentano sempre una vera e propria “sfida” per gli operatori di guerra subacquea dei Paesi NATO.

Complessivamente, sono stati impostati una ventina di scafi, di cui appena quindici completati. La loro produzione ha subito molti rallentamenti dopo la fine della guerra fredda, soprattutto per questioni economiche. La costruzione è avvenuta presso i cantieri navali di Komsomolsk-na-Amur e Severodvinsk.

Gli scafi incompleti, in alcuni casi, sono stati utilizzati per realizzare altri sottomarini, anche di classe diverse (come nel caso di un paio di classe Borei). Nel caso del K-152, invece, la costruzione era stata sospesa a tempo indeterminato, ed è ripresa solo in seguito all’accordo con l’India.

Servizio in URSS/Russia

I classe Akula costituiscono la spina dorsale della flotta di sottomarini nucleari da attacco della marina russa. Questi battelli sono operativi presso le flotte del Nord e del Pacifico, rispettivamente in sei e cinque unità. La cosa curiosa sono i nomi: tutti i sottomarini in servizio nella Flotta del Nord portano il nome di animali predatori, e l’unità che li inquadra (la 24° Divisione Sottomarini) è chiamata anche la “Divisione delle Bestie”.

Comunque, bisogna dire che ad oggi i classe Akula hanno una disponibilità operativa bassissima. Infatti, di undici battelli “in servizio”, in realtà appena due o tre sono operativi. Gli altri sono in attesa di essere sottoposti ad estesi lavori di revisione, aggiornamento e prolungamento della vita operativa: in pratica, di essere convertiti alla versione Progetto 971M.

K-328 Leopard
Il K-328 Leopard (Improved Akula), ormeggiato in una base della Flotta del Nord. La foto è stata scattata nel 2008. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Лобанов Вячеслав. CC BY 3.0

Nonostante il loro basso numero, però, gli Akula fanno parlare di sé. Non è raro, infatti, che qualche esemplare venga individuato al largo delle coste americane, o sorpreso alle calcagna di un gruppo navale (ovviamente con portaerei) della marina statunitense. Il capitano di uno di questi sottomarini è stato decorato per aver seguito per un paio di settimane un SSBN classe Ohio americano senza che l’unità americana se ne accorgesse, ed un altro nel 2012 ha vagato per un mese nel Golfo del Messico senza che nessuno riuscisse ad intercettarlo. Questi fatti hanno provocato una certa preoccupazione nei vertici della marina americana, ed hanno fatto nascere la necessità di potenziare le contromisure antisommergibile.

Bisogna considerare, comunque, che nonostante le prestazioni, i classe Akula rimangono numericamente inferiori ai corrispettivi americani: la marina statunitense, infatti, può mettere in campo decine di SSN, una quindicina dei quali delle classi Seawolf e Virginia, che sono più furtivi ed avanzati di quelli russi. Gli Akula, in compenso, sono alla pari se non superiori alle ultime versioni della classe Los Angeles, anche se non in tutte le condizioni (sembra infatti che alle alte velocità anche gli Akula diventino piuttosto rumorosi). Per la componentistica installata, invece, pare che le realizzazioni americane mantengano comunque una certa superiorità.

In definitiva, quindi, gli Akula si possono considerare dei gran brutti clienti, difficili da individuare ma che si devono confrontare con avversari più avanzati. Nati come versione economica dei Sierra, si sono imposti grazie alle loro caratteristiche, ed al fatto di riuscire a svolgere altrettanto bene i compiti dei loro costosi “cugini”. L’Unione Sovietica puntò molto su questi sottomarini, tanto che i cantieri vennero messi sotto pressione per produrne il più possibile. Questo sforzo si interruppe con la fine della guerra fredda, essenzialmente per motivi economici. Nonostante questo, alcuni esemplari sono stati varati anche successivamente, con grandi sforzi in termini di risorse.

Per la Russia, i battelli di questa classe sono essenziali, visto che rappresentano una gran parte della loro flotta di sottomarini nucleari da attacco. Grazie ai lavori previsti (ma non ancora interamente finanziati) su tutti gli undici esemplari ancora esistenti, questi battelli dovrebbero continuare a solcare i mari fino al 2040-2045. Inizialmente, era prevista la loro sostituzione con i classe Yasen, ma i costi astronomici questi hanno imposto delle scelte diverse. Quindi, i veri successori saranno probabilmente i nuovi classe Laika, che si spera siano più economici e più efficaci, tanto da poterne costruire un numero adeguato alle esigenze. I lavori sul nuovo progetto sono attualmente in corso, e si spera di iniziare la costruzione del primo esemplare intorno al 2027.

Servizio in India

La marina indiana ha acceso un contratto di leasing per un esemplare della classe Akula. Si tratta del K-152 Nerpa, la cui costruzione era stata interrotta per mancanza di fondi. Nel 2004, l’India firmò un accordo con la Russia, e quindi i lavori ripresero. Bisogna dire che ci furono parecchie critiche al riguardo. In particolare, il K-152 è stato l’ultimo sottomarino nucleare costruito a Komsomolsk-na-Amur, ed il cantiere non “trattava” questo tipo di unità dal 1993 (l’intera costruzione di sottomarini nucleari russa è stata concentrata a Severodvinsk), con conseguente perdita di competenze. Polemiche ci furono anche per la scelta dei materiali, visto che qualcuno sospettò il costruttore di “essere andato al risparmio” comprando materie prime in Cina.

Alla fine, comunque, dopo parecchi ritardi, nel 2008 il sottomarino venne consegnato alla marina russa per le prove e la messa a punto, e successivamente, il 30 dicembre 2011, fu preso in carico dalla marina indiana che gli diede il nome di Chakra.

INS Chakra
Il sottomarino della classe Akula in leasing all’India, l’INS Chakra (ex K-152 Nerpa) nel 2014. Notare la bandiera della marina indiana. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Marina Indiana. GODL

Il leasing ha durata decennale, con un costo per l’India di 670 milioni di dollari. Il valore del contratto comunque è molto più alto, circa 2 miliardi, e comprende l’opzione di un secondo esemplare da consegnare in futuro.

Il Chakra è stato molto utile per la marina indiana, visto che gli ha permesso di fare esperienza nella gestione di un sottomarino nucleare moderno in vista dell’ingresso in servizio della classe Arihant, di produzione nazionale. Inoltre, è stato molto utile come soluzione “ad interim” per bilanciare la presenza navale cinese nell’Oceano Indiano, visto che la Cina non ha ancora niente di paragonabile alla classe Akula in servizio.

Il battello è stato restituito, pare, nel giugno 2021, in anticipo sui tempi, a causa dell’urgenza di effettuare importanti lavori di manutenzione.

Incidenti

  • 8 novembre 2008: K-152 Nerpa (classe Akula). Durante le prove in mare nell’Oceano Pacifico, un’attivazione casuale dell’impianto antincendio ha provocato la morte per asfissia di 20 persone tra militari e civili, con il ferimento di altri 21. Il sistema è stato successivamente riparato, ed il sottomarino non ha subito particolari danni.
  • Ottobre 2017: Chakra (ex K-152 Nerpa, classe Akula). Il sottomarino, mentre rientrava nel porto di Visakhapatnam, probabilmente per un errore di rotta, ha colpito qualcosa riportando danni. In pratica, si è ritrovato con un buco nello scafo. Le riparazioni sono costate 20 milioni di dollari.
  • Primavera 2020: Chakra (ex K-152 Nerpa, classe Akula). Esplosione a bordo di un cilindro ad alta pressione, che ha ucciso un marinaio e fatto danni vari alla strumentazione ed agli scafi.

Esemplari costruiti

Tutti i sottomarini, inizialmente, si chiamavano semplicemente K+numero. A partire dal 1990, hanno tutti ricevuto anche un nome (che poi in alcuni casi è stato anche cambiato). I nomi qui riportati sono quelli attuali.

K-284 Akula

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 11/11/1983
Varo: 27/07/1984
Ingresso in servizio: 30/12/1984
Status: radiato
NoteAkula I. 1993: K-284 Akula

K-480 Ak Bars

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 22/02/1985
Varo: 16/04/1988
Ingresso in servizio: 29/12/1988
Status: radiato?
NoteAkula I. 1991: K-480 Bars. 1997: K-480 Ak Bars

K-263 Barnaul

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 09/05/1985
Varo: 28/05/1986
Ingresso in servizio: 30/12/1987
Status: radiato
NoteAkula I. 1993: K-263 Delfin. 2002: K-263 Barnaul

K-322 Kashalot

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 05/09/1986
Varo: 18/07/1987
Ingresso in servizio: 30/12/1988
Status: in revisione?
NoteAkula I. 1993: K-322 Kashalot

K-317 Pantera

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 06/11/1986
Varo: 21/05/1990
Ingresso in servizio: 27/12/1990
Status: in revisione?
NoteAkula I. 1990: K-317 Pantera

K-461 Volk

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 14/11/1987
Varo: 11/06/1991
Ingresso in servizio: 29/12/1991
Status: in servizio?
NoteI-Akula. 1990: K-461 Volk

K-391 Bratsk

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 23/02/1988
Varo: 14/04/1989
Ingresso in servizio: 29/12/1989
Status: in revisione?
NoteAkula I. 1993: K-391 Kit. 1997: K-391 Bratsk

K-328 Leopard

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 26/10/1988
Varo: 28/06/1992
Ingresso in servizio: 30/12/1992
Status: in servizio?
NoteI-Akula. 1991: K-328 Leopard

K-331 Magadan

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 28/12/1989
Varo: 23/06/1990
Ingresso in servizio: 23/12/1990
Status: in revisione?
NoteAkula I. 1993: K-331 Narval. 2001: K-331 Magadan

K-154 Tigr

Cantiere: Sevmash (Sevverodvinsk)
Impostazione: 10/09/1989
Varo: 26/06/1993
Ingresso in servizio: 29/12/1993
Status: in servizio
NoteI-Akula. 1991: K-154 Tigr

K-157 Vepr’

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 13/07/1990
Varo: 10/12/1994
Ingresso in servizio: 25/11/1995
Status: in servizio
NoteAkula II. 1993: K-157 Vepr’

K-419 Kuzbass

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 28/07/1991
Varo: 18/05/1992
Ingresso in servizio: 31/12/1992
Status: in servizio
Note: I-Akula. 1993: K-419 Morzh. 1998: K-419 Kuzbass

K-335 Gepard

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 23/09/1991
Varo: 17/09/1999
Ingresso in servizio: 03/12/2001
Status: in servizio
NoteAkula III. 1993: K-335 Gepard

K-337 Kuguar

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 18/08/1992
Varo: mai completato
Ingresso in servizio:
Status: demolito
NoteAkula II. Sezioni usate per il K-535 Yury Dolgorukiy. 1994: K-337 Kuguar

K-295 Samara

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 07/11/1193
Varo: 05/08/1994
Ingresso in servizio: 17/07/1995
Status: in servizio?
NoteI-Akula. 1995: K-295 Drakon. 1999: K-295 Samara

K-333 Rys’

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 31/08/1993
Varo: mai completato
Ingresso in servizio:
Status: demolito
NoteAkula II. Sezioni usate per il K-550 Alexsander Nevskiy. 1995: K-333 Rys’

K-152 Nerpa

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 1993
Varo: 26/06/2006
Ingresso in servizio: 28/12/2009
Status: trasferito alla marina indiana con il nome di Chakra
Note: 1993: K-152 Nerpa. 2011: Chakra

K-? Irbis

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: 1994
Varo:
Ingresso in servizio:
Status: costruzione sospesa
Note:

K-?

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: ?
Varo:
Ingresso in servizio:
Status: costruzione cancellata
Note:

K-?

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: ?
Varo:
Ingresso in servizio:
Status: costruzione cancellata
Note:

K-?

Cantiere: Leninskiy Komsomol (Komsomolsk-na-Amur)
Impostazione: ?
Varo:
Ingresso in servizio:
Status: costruzione cancellata
Note:

Fonti

(immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons. Credits: US Navy. US Public Domain)