Modellino del carro armato Zar

Il carro armato Zar (o Tsar), o carro di Lebedenko (dal nome del progettista) è senza ombra di dubbio il più strano veicolo corazzato mai costruito. Per dirla tutta, sarebbe arduo persino definirlo un carro armato: si trattava, infatti, di una specie di triciclo gigante, con ruote dal diametro di nove metri! L’aspetto, quindi, era più che altro quello di un affusto di artiglieria dell’ottocento, con una torretta al posto del cannone!

Insomma, qualcosa di abbastanza “particolare” e sicuramente unico, che avrebbe fatto la sua figura in un romanzo steampunk.

Ne fu costruito solo uno, nel 1915, che venne abbandonato dopo alcune prove molto deludenti.

Era conosciuto anche con il soprannome di Netopyr’ (pipistrello in russo).

Antefatti: i carri armati nella Russia zarista

L’Impero Russo non fu un grande costruttore di carri armati. Anzi, si può tranquillamente dire che non ne mise in servizio neppure uno. Ricevette, è vero, diversi esemplari dai suoi alleati, che però giunsero troppo tardi per essere utilizzati contro gli Imperi Centrali (ma al momento giusto per essere usati dai bolscevichi). Inoltre, i russi acquistarono anche la licenza di produzione del carro armato italiano FIAT 2000, un veicolo concettualmente piuttosto moderno.

Il problema della Russia zarista, essenzialmente, era la pochezza della sua industria pesante, che non era in grado di realizzare facilmente veicoli di questo tipo. In compenso, i russi furono dei grandi costruttori di autoblindo: ne schierarono diverse centinaia, tra progetti locali, esemplari importati e costruiti su licenza.

Nonostante tutto, durante la guerra vennero presentati diversi progetti relativi a carri armati. alcuni rimasero sulla carta, altri raggiunsero lo stadio di prototipo, ma non furono costruiti a causa delle limitazioni industriali di cui si è detto.

Tra i prototipi, spicca per la sua assurdità il carro armato Zar, presentato da un ingegnere militare di nome Lebedenko.

Le origini del carro armato Zar

Nikolai Lebedenko presentò il suo progetto direttamente allo Zar Nicola II nel 1914. Tuttavia, non si limitò ad un disegno su un foglio di carta, ma portò direttamente un modellino funzionante, che si muoveva grazie ad un motore a molla.

Questo modellino riuscì a superare brillantemente alcuni ostacoli, come pile di libri e simili, e Nicola II ne rimase favorevolmente impressionato. Quindi, autorizzò uno stanziamento di 210.000 rubli dell’epoca (che erano un sacco di soldi, diverse decine di milioni di dollari attuali) per finanziare la costruzione di un prototipo e vedere se quello strano veicolo poteva avere una sua utilità pratica contro le trincee del fronte orientale.

Lebedenko non fece tutto da solo, anzi! Visto che disponeva di somme ingenti e dell’appoggio (indispensabile) dello Zar, coinvolse alcuni dei maggiori scienziati russi dell’epoca, come Zhukovsky (aerodinamica), Stechkin (esperto in motori termici) e Mikulin (ingegnere aeronautico che progettò in seguito parecchi motori).

Il progetto, come nella migliore tradizione russa, venne portato avanti in gran segreto: le varie parti del colossale veicolo furono realizzate da una fabbrica a Mosca e trasportate separatamente a Dmitrov, una cittadina ad una sessantina di chilometri.

Il prototipo, viste le dimensioni, fu assemblato direttamente sul posto. Nell’agosto 1915, questo strano colosso era completo, e pronto per essere provato.

Descrizione tecnica

Struttura

Lo Zar viene definito un carro armato. In realtà non lo è, visto che è sprovvisto di cingoli. In effetti, sarebbe più corretto definirlo genericamente un “veicolo da combattimento”, anche perché, data la sua unicità, è praticamente inclassificabile.

Ma come era fatto? Bene, lo Zar era un triciclo gigante, una sorta di affusto di artiglieria con una torretta al posto del cannone.

Strutturalmente, era costituito da una griglia di travi e tubi d’acciaio, che sosteneva una specie di “casamatta” blindata sistemata appena dietro le due ruote principali: qui erano alloggiate le armi e l’equipaggio di 18 elementi.

L’armamento era all’interno di una torretta centrale, montata sopra la casamatta, e due gondole laterali messe alle estremità. Posteriormente, “partiva” una struttura metallica (una vera e propria “coda”) che terminava a terra con un rullo, che serviva per sterzare.

Le due ruote principali anteriori avevano un diametro di nove metri, con 120 raggi, mentre il rullo era costituito da altre te ruote da un metro e mezzo.

Complessivamente, lo Zar raggiunse un peso di 60 tonnellate. Inizialmente, le stime erano di 40, ma successivamente si decise di aumentare la corazzatura. Lo spessore della lamiera, per tutto il veicolo, era compreso tra 8 e 10 mm.

Carro armato Zar
Immagine del carro armato Zar. Si vede molto bene la forma “insolita”, nonché le dimensioni delle ruote rispetto ai due uomini sulla struttura. A destra, è visibile parte della “coda” con il rullo. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: sconosciuto. Public Domain Russia

Propulsione e prestazioni

Come muovere un colosso del genere? Bisogna dire che i progettisti ce la misero tutta, quanto a potenza installata: ben due motori aeronautici da 240 hp l’uno (250 secondo altre fonti). Ogni motore muoveva una singola ruota, e la velocità massima su strada raggiungeva i 17 km/h (10 fuori strada). 

Il mistero è il modello dei motori utilizzati: infatti, per alcuni si sarebbe trattato di Sunbeam “Maori II”, di fabbricazione britannica, mentre per altri in realtà sarebbero stati usati dei Maybach di fabbricazione tedesca, presi da alcuni dirigibili precipitati.

La potenza complessiva installata, comunque, era di 480-500 hp, che non erano affatto pochi per l’epoca. Anzi! Se andiamo a fare il rapporto tra cavalli complessivi e tonnellate di peso, vediamo che il numero risultatne era estremamente favorevole, probabilmente uno dei migliori di quel periodo. La potenza, quindi, era adeguata alle dimensioni.

Armamento

Non è chiaro che tipo di armi montasse lo Zar. A seconda delle fonti, si trovano un cannone da 150 mm o un paio da 76 mm, oltre che un certo numero di mitragliatrici (da 2 a 10).

In realtà, è molto probabile che i progettisti non avessero ancora pensato ad un armamento definitivo, ed oltretutto non si sa nemmeno se cannoni e mitragliatrici siano stati effettivamente montati sul prototipo. Inoltre, era prevista l’installazione di altre armi nella parte inferiore dello scafo…

Insomma, la situazione relativa all’armamento non è affatto chiara. Per completezza, riporto qui sotto alcune delle configurazioni che si trovano sul web.

  • 1 cannone da 150 mm nella torre principale e 2 mitragliatrici nelle gondole laterali;
  • 2 cannoni da 76,2 mm e 8-10 mitragliatrici;
  • numero variabile/sconosciuto di cannoni e mitragliatrici (la mia preferita).

Il carro armato Zar in azione

I test dello Zar iniziarono nell’agosto 1915, davanti ad un’apposita commissione tecnica. Le aspettative (visto pure quello che era costato) erano molto alte: ci si aspettava una notevole precisione nelle manovre, oltre che un’ottima capacità di superare gli ostacoli.

Le cose non andarono come previsto. Il gigantesco veicolo era difficile da condurre, e le ruote tendevano a sprofondare nel terreno soffice. Dopo aver demolito un edificio ed abbattuto alcuni alberi, lo Zar rimase bloccato in un pantano.

I progettisti erano fiduciosi: credevano nella loro realizzazione e proposero di aumentare la potenza dei motori per ovviare a questo problema. Ma la commissione non fu d’accordo: il veicolo era costato uno sproposito (alcune stime riferiscono di 250.000 rubli, quindi molto di più di quanto stanziato l’anno precedente), e comunque aveva parecchi dubbi sull’efficacia di una cosa simile.

Il dipartimento tecnico, dunque, bloccò il progetto e il colossale “triciclo” rimase abbandonato vicino Dmitrov. Fu smantellato nel 1923.

Valutazioni sul carro armato Zar

Il carro armato Zar fece una pessima impressione durante le prove. I risultati, infatti, furono così deludenti che la commissione tecnica non volle dare neppure una seconda possibilità. Vediamo quali erano le debolezze di questo veicolo.

  • Mobilità. Il prototipo rimase impantanato durante le prove. Il ruotino infatti sprofondò e le due ruote davanti non ebbero abbastanza potenza per tirarlo fuori. Si è scritto che lo Zar fosse sottopotenziato. In realtà, come abbiamo visto, questo non è vero: per l’epoca, 500 hp erano parecchi. Il problema era il modo in cui la potenza veniva trasferita alle ruote.
  • Distribuzione dei pesi. Probabilmente fu il problema più grosso. A causa di errori in fase di progetto, la maggior parte del peso andava a gravare sulle ruote posteriori (il famoso rullo), che difatti sprofondarono durante le prove. L’aumento di venti tonnellate dovuto alle corazze aggiuntive non migliorò le cose.
  • Armamento. Non sappiamo quale sarebbe stato l’armamento definitivo, ma ci sarebbero state parecchie limitazioni nel suo utilizzo. Le gigantesche ruote avrebbero limitato l’area di tiro utile, ed il fatto di essere così in alto (le armi erano montate ad otto metri da terra) avrebbe comportato parecchi angoli morti.
  • Vulnerabilità. Questo veicolo era grosso, e quindi facile da colpire. Ancora più semplice sarebbe stato metterlo fuori combattimento: i raggi delle ruote erano molto fragili, e ci sarebbe voluto poco a danneggiarli, immobilizzandolo.
  • Costo. 200.000-250.000 rubli nel 1915 erano uno tanti, probabilmente troppi. E chissà, poi, se la scarsa industria pesante russa sarebbe stata in grado di approntare una produzione in serie…

Il carro Zar, comunque, aveva un punto di forza: l’effetto psicologico. Per un semplice fante tedesco o austriaco, trovarsi davanti ad un veicolo del genere sarebbe stato probabilmente un vero trauma. Almeno la prima volta…

Dati tecnici

  • Progettista: Nikolai Lebedenko (ed altri)
  • Tipologia: veicolo corazzato da combattimento su ruote
  • Ingresso in servizio: progetto cancellato dopo le prove, nell’agosto 1915
  • Esemplari costruiti: 1
  • Lunghezza: 17,8 m
  • Larghezza: 12 m
  • Altezza: 9 m
  • Peso: 60 tonnellate
  • Armamento: un “mix” di cannoni e mitragliatrici
  • Motore: 2 x 240 hp
  • Velocità massima: 17 km/h
  • Equipaggio: 18

Fonti

(immagine di copertina derivata da Wikimedia Commons. Credits: Fastboy. CC BY 3.0)