B-90 Sarov

Il B-90 Sarov è un sottomarino sperimentale in servizio con la marina russa (VMF), unico esemplare costruito del Progetto 20120. In realtà, non è un vero e proprio sottomarino nucleare: infatti, di suo, è un battello a propulsione convenzionale, sul quale è installato un piccolo reattore nucleare ausiliario a bassa potenza.

Il Sarov, essenzialmente, è una piattaforma per il collaudo di armi e tecnologie subacquee, che può essere modificata a secondo di quello che i tecnici intendono imbarcare. Si tratta di un sottomarino molto sofisticato, basti pensare che la costruzione è andata avanti per oltre 15 anni. E pure estremamente segreto: la sua esistenza fu rivelata solo nel 2007, quando venne finalmente varato.

Ovviamente, i russi non spendono troppe parole sulle attività del B-90. Comunque, nel 2019, la VMF ha diffuso un video del lancio di un drone atomico Poseidon/Kanyon, lancio effettuato proprio dal Sarov.

Storia

Il B-90 Sarov, naturalmente, non è stato il primo sottomarino sovietico costruito per scopi sperimentali: del resto, se devi testare della strumentazione da montare su un battello subacqueo, ti serve una piattaforma adatta. La particolarità del Sarov (tra le altre) è la presenza di un piccolo reattore nucleare ausiliario, installato in un compartimento apposito all’interno dello scafo pressurizzato.

Bisogna dire che anche l’idea del reattore ausiliario su un sottomarino convenzionale non fu proprio una novità per la marina sovietica. Negi anni settanta, infatti, un singolo esemplare della classe Juliett venne modificato (Progetto 651E Nerka) installando un reattore a bassa potenza VAU-6 realizzato dalla NIKIET. Il nome di questo sottomarino era B-68, ed i risultati furono sorprendenti: l’autonomia subacquea, utilizzando le batterie, passò da 350 miglia a 2,8 nodi a ben 7.000 miglia a 4 nodi! Non è chiaro se la marina sovietica pensasse di estendere questa modifica e farla diventare “di serie”, ma comunque l’idea dei reattori compatti ad acqua pressurizzata meritava ulteriori approfondimenti.

Negli anni ottanta, quindi, l’Ufficio Tecnico Rubin venne incaricato di progettare un sottomarino sperimentale apposito, pensato per ospitare il piccolo VAU-6. I tecnici si misero al lavoro, e nel 1989, presso il cantiere Krasnoye Sormovo di Nizhniy Novgorod, venne impostato il B-90. Il programma del sottomarino sperimentale (all’epoca chiamato Sargan) non sfuggì alla crisi economica russa degli anni novanta: la costruzione andò molto a rilento, e nel 1998 venne interrotta a causa della cronica mancanza di fondi. Successivamente, il progetto venne modificato, i lavori ripresero, ed il battello fu trasferito a Severodvinsk per essere completato.

Nel 2007 tutto era pronto per il varo. La cosa interessante è che, nonostante lo spostamento da un cantiere all’altro ed i lunghi tempi di costruzione, nessuno sapeva dell’esistenza del B-90: fu solo grazie ad un articolo sul sito web cittadino di Sarov che il mondo conobbe questo battello sperimentale. Non è chiaro se la fuga di notizie fu in qualche modo “pilotata”: probabilmente si trattò realmente di una leggerezza (la marina russa negò tutto, e l’informazione fu rimossa poco dopo), ma praticamente cambiò poco. Il Sarov, infatti, venne varato pochi mesi dopo la “soffiata”, ed entrò in servizio nella Flotta del Nord l’anno successivo.

Descrizione tecnica

Il B-90 Sarov è un sottomarino convenzionale a doppio scafo con un piccolo reattore nucleare ausiliario. Dal punto di vista tecnico, ha diverse componenti in comune con i battelli convenzionali della classe Kilo che, per la cronaca, sono stati progettati anch’essi dalla Rubin e che all’epoca venivano costruiti proprio a Nizhniy Novgorod. Per dirla tutta, a volte è stato descritto come un “normale” Kilo completato come battello sperimentale. Beh, niente di più sbagliato: si tratta di due cose completamente diverse.

Veniamo alle dimensioni. Guardando in giro sul web, risulta che il Sarov è lungo circa 72 metri, più o meno come un classe Kilo. In realtà, questo dato è errato: il B-90 è parecchio più grosso e raggiunge la lunghezza di ben 98 metri. In pratica, lo scafo pressurizzato interno di base è il medesimo della classe Kilo, solo che è più lungo, visto che è stata inserita una sezione centrale per alloggiare il reattore nucleare e pare sia stata allungata anche la parte di prua.

La forma dello scafo esterno è completamente diversa. Prima di tutto, la falsatorre è molto più grande, tanto che contiene una capsula di salvataggio simile a quella dei sottomarini nucleari. Inoltre, la coda è “piatta”, tanto da ricordare la lama di uno scalpello: diciamo che è molto simile a quella dei vecchi battelli degli anni cinquanta. Il timone non è sotto l’elica, ma dopo di essa, “affogato” alla fine dello scafo e molto più grosso. Per farla breve, lateralmente sembra di vedere un U-Boot Tipo XXI della seconda guerra mondiale più che un moderno sottomarino degli anni duemila. Davanti alla prua, inoltre, c’è una vera e propria protuberanza, di cui parleremo meglio dopo.

Molto caratteristiche sono le due gondole laterali tra la falsatorre e la prua, situate sulla linea di galleggiamento. Non è chiaro a cosa servano, ma si ritiene che contengano dei piccoli scafi interni di un metro e mezzo di diametro. Probabilmente si tratta di casse di compensazione per bilanciare il carico di missione durante i test, ma è solo un’ipotesi. Comunque vi si può accedere dall’esterno tramite botole.

Il B-90 Sarov non ha tubi lanciasiluri di alcun tipo. Al loro posto, a prua, si trova una specie di portellone squadrato. Con tutta probabilità, si tratta dell’apertura attraverso la quale viene lanciato il Poseidon (Kanyon per la NATO), un siluro atomico equipaggiato con una testata nucleare che dovrebbe servire a causare tsunami radioattivi sulle coste di qualche Paese nemico (uno a caso, gli Stati Uniti). Il Poseidon è un mostro lungo oltre 20 metri, con un diametro di circa uno e mezzo. Insomma, occupa parecchio spazio.

Molte delle caratteristiche strutturali del B-90 sembrerebbero proprio esser dovute alla necessità di far entrare il Poseidon con il relativo sistema di lancio: le gondole laterali con le casse di compensazione, la prua allungata, e soprattutto la protuberanza… Sulle missioni del Sarov si sa poco, ma pare che la sua funzione principale sia proprio quella di svolgere test su questo micidiale drone subacqueo.

Il sistema propulsivo dovrebbe essere costituito da un sistema AIP (Air-Independent Propulsion, o propulsione anaerobica) Kristall-27, ovvero una tecnologia di propulsione navale che permette ad un sottomarino non nucleare di operare senza aver accesso all’ossigeno atmosferico. Si tratta di un tipo di tecnologia che può affiancare o sostituire la propulsione classica diesel-elettrica a bordo dei battelli subacquei convenzionali. Questo sistema è integrato con un reattore nucleare VAU-6, realizzato dalla NIKIET. Si tratta di un modello ad acqua pressurizzata estremamente compatto, realizzato negli anni ottanta. La potenza è molto bassa, nell’ordine dei 600 kW, ma più che sufficiente a ricaricare le batterie per la navigazione silenziosa.

Secondo alcune stime, il Sarov potrebbe stare in immersione silenziosa per più di venti giorni consecutivi: niente male per un battello convenzionale. Il reattore è stato installato in un apposito compartimento, sistemato poco prima della coda. Tecnologicamente si tratta di una soluzione molto avanzata, su cui i russi non scendono in dettagli, ma a quanto se ne sa oggi è l’unico sottomarino equipaggiato con una combinazione propulsiva di questo tipo.

Progetto 20120 – B-90 Sarov – Classe Sarov

Unico esemplare costruito, derivato da un “Progetto Sargan” di cui si sa poco o nulla.

  • Lunghezza: 98 metri
  • Larghezza: 9,9 metri?
  • Pescaggio: 7 metri?
  • Dislocamento in emersione: 2.300 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 3.950 tonnellate
  • Propulsione: diesel elettrica, 1 reattore nucleare VAU-6, 1 elica
  • Velocità: 10 nodi in emersione, 17 in immersione
  • Profondità operativa: 300 metri
  • Profondità massima: ?
  • Equipaggio: 52
  • Autonomia: minimo 45 giorni
  • Armamento: non sono installati tubi lanciasiluri. 1 drone atomico classe Kanyon

Servizio operativo

Il B-90 Sarov è entrato in servizio nel 2008 con la Flotta del Nord. Si tratta di un battello sperimentale, e non è chiaro in quali attività sia coinvolto. Molto probabilmente, in passato è stato impiegato per la messa a punto del sistema propulsivo AIP dei nuovi sottomarini convenzionali della classe Lada.

Ad oggi, il Sarov è impiegato nello sviluppo del drone Poseidon. Secondo alcuni, anzi, il Sarov sarebbe un elemento chiave per i test di questo sistema d’arma, tanto da effettuarne il primo lancio (stando almeno ad un filmato diffuso dalla marina russa nel 2019).

Le sue caratteristiche di autonomia e silenziosità lo renderebbero idoneo anche a missioni di intelligence, legate alla raccolta di informazioni. La VMF, come al solito, non si pronuncia, quindi si possono solo fare ipotesi. La cosa certa, però, è che il Sarov ultimamente trascorre gran parte del tempo ormeggiato a Severodvinsk, e prende il mare piuttosto raramente. Quindi, si ritiene che le sue attività, almeno in questo periodo, siano legate esclusivamente al drone Poseidon.

Il B-90 Sarov, quindi, sarebbe una piattaforma multiuso, che può essere utilizzata per vari scopi ed imbarcare un’enorme varietà di strumentazione. Decisamente, un asset essenziale per la marina russa, e questo giustifica anche l’estrema riservatezza che ha sempre avvolto questo sottomarino.

Esemplari costruiti

B-90 Sarov

Cantiere: Krasnoye Sormovo (Nizhniy Novgorod)
Impostazione: 1989
Varo: 14/12/2007
Ingresso in servizio: 07/08/2008
Status: operativo
Note:

Fonti

(immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons. Credits: Mike1979 Russia. CC BY-SA 4.0)