Artiglieria atomica

Probabilmente vi sarà capitato, in qualche cartone animato o videogioco, di trovarvi davanti ad un supercannone che, quando spara, provoca un (poco) allegro funghetto nucleare. “Fico!” avrete pensato. “Carina come trovata!” avrete detto. In realtà il produttore/sceneggiatore non si è inventato proprio niente. Infatti, esiste una categoria di armi che viene definita “artiglieria nucleare”. E che, nonostante il nome, comprende non solo normali cannoni ma anche missili.

Breve introduzione sull’artiglieria nucleare

Parlando in generale, si definiscono “artiglieria nucleare” o “artiglieria atomica” tutti quei sistemi d’arma che sono in grado di sparare una testata nucleare cosiddetta tattica contro obiettivi su un campo di battaglia. Obiettivi che possono essere dei tipi più diversi: bunker, formazioni di aerei, aree fortificate, grossi assembramenti di truppe, flotte, ecc.

Quindi, si tratta di armi nucleari con una potenza limitata e di dimensioni relativamente piccole, ideali per “devastare obiettivi nemici in un’area specifica senza causare distruzioni estese e ricadute radioattive rilevanti (Encyclopedia Britannica)”. Idealmente, si contrappongono alle armi nucleari strategiche, che invece hanno un uso esattamente opposto (città, basi militari e complessi industriali).

Tecnici americani con testata W48
Un proiettile nucleare per artiglierie da 155 mm W48, insieme con due tecnici. Notare le ridotte dimensioni dell’ordigno. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: US-Department of Energy. US Public Domain

Ma, tecnicamente parlando, di che armi si tratta? Infatti, sentendo la parola “artiglieria” viene spontaneo pensare ai cannoni. In realtà, comprende anche missili balistici tattici e razzi d’artiglieria. Solitamente, queste armi non hanno un utilizzo “esclusivo”. Mi spiego: nella stragrande maggioranza dei casi, le artiglierie nucleari sono sistemi convenzionali capaci di sparare anche proiettili nucleari. Quindi, si tratta di razzi, missili e cannoni che si possono trovare in qualunque esercito e sui più sconosciuti campi di battaglia, per i quali però esistono anche dei proiettili “speciali”, posseduti da pochissimi Paesi e per il cui utilizzo esiste un addestramento apposito.

I Paesi a sviluppare sistemi del genere sono stati solo tre: Stati Uniti, Unione Sovietica e Francia. Un quarto, la Gran Bretagna, iniziò a svilupparne ma non li mise mai in produzione. Comunque, diversi Paesi NATO (tra cui anche l’Italia) avevano reparti addestrati ad utilizzare questi ordigni, anche se ovviamente non ne avevano il controllo.

Questi sistemi sono stati molto diffusi durante la guerra fredda, quando alcune dottrine militari enfatizzavano l’utilizzo di armi nucleari sui campi di battaglia ad ogni livello. A partire dagli anni novanta, sono stati praticamente tutti dismessi, soprattutto i proiettili nucleari. Oggi rimangono operativi solo i missili balistici tattici su lanciatori mobili di scuola sovietica e russa.

Stati Uniti

L’artiglieria nucleare, negli stati Uniti, era sotto il controllo della United States Army, ovvero le forze di terra dell’esercito degli stati Uniti (arma di artiglieria). I primi sistemi vennero dispiegati all’inizio degli anni cinquanta, ed il risultato fu un “mix” di razzi d’artiglieria, missili tattici e cannoni.

Razzi d’artiglieria

  • MGR-1 Honest John: un razzo d’artiglieria operativo tra il 1953 ed il 1991. Primo razzo superficie-superificie a testata nucleare mai schierato negli Stati Uniti, aveva una gittata massima che non superava i 25 km. Messo su una rampa, veniva portato in giro tramite un rimorchio ed utilizzato come se fosse un normale cannone (concettualmente parlando). Il MGR-1 montava una testata nucleare W7, poi sostituita dalla più moderna W31. Entrambe avevano una potenza regolabile in base alle esigenze, con un massimo di 20 (W7) o 30 (W31) kilotoni. Volendo, invece della testata nucleare, era possibile anche montarne una caricata con gas nervino.
  • MGR-3 Little John: razzo d’artiglieria con 19 km di gittata, capace di trasportare sia testate convenzionali, sia nucleari (W45 con potenza regolabile da 0,5 a 15 kilotoni). In servizio tra il 1961 ed il 1969.
MGR-1 Honest John
MGR-1 Honest John sul veicolo di lancio. Primo razzo superficie-superficie mai schierato dagli stati Uniti, restò in servizio fino al 1991. Fonte: Wikimeda Commons. Credits: US Army. US Public Domain

Cannoni

Gli Stati Uniti inizialmente puntarono su cannoni costruiti appositamente per sparare proiettili nucleari, realizzando l’M65. A partire dal 1957 entrarono in servizio ordigni compatibili per le artiglierie convenzionali, una soluzione molto più pratica e flessibile.

M388 Davy Crockett
Il cannone senza rinculo Davy Crockett, con il proiettile atomico M388. Un’arma unica nel suo genere, rimase in servizio una decina d’anni prima di essere radiata. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: DoD. US Public Domain
  • M65: un cannone da 280 mm in servizio tra il 1953 ed il 1963. Si è trattato dell’unica arma di questo tipo costruita negli Stati Uniti che poteva sparare esclusivamente proiettili nucleari W9 e W19. Qui per approfondire.
  • Cannone navale da 16 pollici (406 mm): si trattava di un cannone navale lungo 20 metri, che costituiva l’armamento principale delle corazzate classe Iowa. Poteva sparare un proiettile da 1.200 kg a quasi 40 km di distanza. Per questo cannone venne realizzata una variante del W19 usata per l’M65, chiamata W23, più grande per adattarsi al maggior diametro della canna ma di potenza equivalente (15-20 kilotoni). Il W23 rimase in servizio tra il 1957 ed il 1962.
  • M110: il più grande cannone semovente mai utilizzato dagli Stati Uniti. Si trattava di un 203 mm montato sullo scafo di un carro armato capace di sparare fino a 23 km di distanza. Operativo ancora oggi in una decina di eserciti, poteva utilizzare sia il proiettile W33 (40 kilotoni di potenza massima) sia il più sofisticato W79 (1,1 kilotoni). Entrambe le testate sono state ritirate dal servizio nel 1992.
  • M115: un obice trainato da 203 mm con una gittata massima di 16 km. Entrato in servizio alla fine degli anni trenta, è usato ancora oggi. Utilizzava gli stessi proiettili atomici del semovente M110.
  • M-28/M-29 Davy Crockett: un cannone senza rinculo progettato appositamente per sparare il proiettile atomico M-388 da 0,01 kilotoni. Si trattava di un tubo montato su un treppiede, lungo un paio di metri con un diametro di 120 (M28) o 150 (M29) mm, capace di sparare la testata a circa 4 km. Rimase in servizio tra il 1961 ed il 1971.
  • M109: un semovente d’artiglieria da 155 mm, capace di sparare fino alla distanza di 30 km. Entrato in servizio nel 1963, è utilizzato ancora oggi da oltre 30 Paesi, stati Uniti inclusi. Fino al 1992, ne era previsto l’utilizzo anche come artiglieria nucleare, con il proiettile W48 (0,072 kilotoni). Questo proiettile è stato lo standard per le armi da 155 mm. I suoi successori, W74 e W82, non entrarono mai in servizio: Il primo per motivi di costi (va bene il pericolo sovietico, ma oltre 400.000 dollari ad esemplare nel 1973 erano troppi), il secondo per la fine della guerra fredda.
  • M114: un obice trainato da 155 mm, entrato in servizio nel 1942 ed ancora oggi molto usato, con una gittata massima di oltre 14 km. Dal 1963 al 1992 ha avuto in dotazione anche il proiettile W48.
  • M198: obice trainato da 155 mm, che negli Stati Uniti ha sostituito l’M114. Usato ancora oggi, ha una gittata massima di 30 km. Tra il 1979 (anno del suo ingresso in servizio) al 1992 ha usato il proiettile W48.
Artiglieria nucleare M65
M65 “Atomic Annie” in assetto da traino. Si è trattato dell’unico cannone americano costruito espressamente per “sparare” testate nucleari. La sua vita operativa fu piuttosto breve, perché gli furono preferite soluzioni più flessibili. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: PlaidBaron. CC BY-SA 3.0

Missili

  • MGM-5 Corporal: un missile balistico tattico da 130 km di gittata, operativo tra il 1955 ed il 1954. Poteva montare una testata convenzionale, chimica, o nucleare (la W7 che abbiamo incontrato poco sopra).
  • MGM-18 Lacrosse: un missile balistico tattico con una gittata di 19 km. Il missile, che poteva essere trasportato e lanciato direttamente da un camion, ebbe uno sviluppo lungo e complesso. Entrato in servizio nel 1959, dodici anni dopo l’inizio del programma, divenne rapidamente obsoleto e fu radiato nel 1964. In questo periodo ne vennero costruiti 1.200, per un costo complessivo di oltre 2 miliardi di dollari del 1992 (escluse le testate). Poteva montare una testata convenzionale o nucleare (W40 da 10 kilotoni).
  • MGM-29 Sergeant: un missile tattico con 139 km di gittata massima, utilizzato dagli Stati Uniti e dalla Germania Ovest. Il suo payload principale era la testata W52 da 200 kilotoni, ma in teoria avrebbe potuto montare ordigni di tutti i tipi. In servizio tra il 1962 e la fine degli anni settanta.
  • MGM-31 Pershing: missile balistico a corto raggio con testata nucleare W50 (400 kilotoni di potenza massima). Entrato in servizio nel 1962 ed utilizzato da Stati Uniti e Germania Ovest, fu ritirato nel 1991. Con la sua gittata di 740 km, è un po’ un “fuori quota” in questa lista.
  • MGM-52 Lance: un missile balistico tattico su lanciatore semovente con una gittata massima di 120 km. Poteva caricare sia testate convenzionali, sia nucleari (la W70 con potenza regolabile tra 1 e 100 kilotoni). Il Lance entrò in servizio nel 1972 e venne utilizzato da diversi Paesi NATO, tra cui anche l’Italia (con le testate nucleari tenute rigorosamente sottochiave dagli americani). Tutti i sistemi furono ritirati nel 1992-1993.
  • Pershing II: missile balistico tattico a due stadi, capace di trasportare una testata nucleare W85 a potenza regolabile (5-80 kilotoni) ad una distanza di oltre 1.700 km. Sostituì l’MGM-31 Pershing nell’esercito americano nel 1983, e venne radiato nel 1991.
Un MGM-52 Lance su lanciatore mobile cingolato. Questi sistemi rimasero in servizio fino ai primi anni novanta. Un certo numero di esemplari vennero utilizzati anche dall’Italia, inquadrati nella 3ª Brigata missili “Aquileia”. Fonte: Wikimeda Commons. Credits: US Army. US Public Domain

La fine dell’artiglieria nucleare negli Stati Uniti

Nel 1988, Stati Uniti ed Unione Sovietica stipularono il trattato INF sulla limitazione degli armamenti a medio raggio. In pratica, il trattato proibiva tutti i missili con gittata compresa tra 500 e 5.500 km. I missili balistici tattici usati come artiglieria nucleare rientravano in pieno nell’accordo, e furono tutti smantellati (insieme ai lanciatori) nel 1991. I proiettili nucleari d’artiglieria, invece, non rientravano nel trattato, ma furono radiati nello stesso anno per decisione unilaterale degli americani. I russi fecero altrettanto l’anno successivo.

Nel 2004 gli Stati Uniti smantellarono l’ultimo proiettile atomico.

Unione Sovietica

L’Unione Sovietica, ovviamente, sviluppò anch’essa sistemi di artiglieria nucleare, la cui gestione era divisa tra le Forze Strategiche e l’artiglieria delle Forze di Terra. Anche il Paese socialista realizzò, a partire dagli anni cinquanta, un insieme di razzi d’artiglieria, missili a corto raggio e proiettili per “sparare” armi nucleari tattiche su un campo di battaglia.

NOTA: il sistema di designazione russo dei missili è abbastanza complesso. Semplificando, ogni missile ha una sigla chiamata indice GRAU (una combinazione alfanumerica del tipo numero-lettera-numero) ed un nome di servizio. A questi si aggiunge quello che in Occidente viene chiamato nome in codice NATO, ovvero un “nome” che viene affibbiato ai sistemi d’arma russi. Nel caso dei missili, viene aggiunto un suffisso che va ad indicare il tipo di missile (superficie-superficie, aria-superficie, aria-aria, ecc.). Qui ho approfondito questa cosa.

Razzi d’artiglieria

  • 9K52 Luna-M (NATO: FROG-7. FROG vuol dire “rana”, ma in questo caso è un acronimo per “Free Rocket Over Ground”): un razzo d’artiglieria con 70 km di gittata, entrato in servizio nel 1964 ed usato ancora oggi da diversi Paesi. Ad essere pignoli, 9K52 Luna-M è il nome dell’intero sistema, composto da camion lanciatore e razzo 9M21. Questo può caricare una testata convenzionale, nucleare o chimica del peso di 550 kg.
FROG
Il Luna-M, con razzo 9M21, conservato a San Pietroburgo. Questi sistemi, molto semplici, sono largamente utilizzati ancora oggi (ovviamente non nella versione a testata nucleare). Fonte: Wikimedia Commons. Credits: One half 3544. Public Domain

Cannoni

Inizialmente i sovietici puntarono a cannoni dedicati di enormi dimensioni per necessità: non potevano rimanere scoperti rispetto agli Stati Uniti ma non riuscivano a costruire bombe atomiche di piccole dimensioni. Fu solo nel 1964 che riuscirono a realizzare proiettili speciali compatibili con artiglierie convenzionali di dimensioni normali, scontando un ritardo tecnologico di circa una quindicina d’anni. Quindi le date di ingresso in servizio si riferiscono non al proiettile, ma al cannone.

I proiettili nucleari sovietici potevano essere utilizzati da parecchi sistemi d’arma. Quindi, per evitare ripetizioni, ve li anticipo.

I supercannoni semoventi utilizzavano l’RDS-41 (14 kilotoni di potenza), progettato appositamente per armi di grosso calibro. Entrarono in servizio nel 1956, ma probabilmente vennero dismessi già nel 1960, quando l’armata rossa decise di rinunciare a questi giganti. Il resto era standardizzato su quattro proiettili, in base al calibro.

  • ZBV1: cannoni da 180 mm
  • ZBV2: cannoni da 203 mm (1964)
  • ZBV3: cannoni da 152 mm (1965), da 1 kilotone
  • ZBV4: cannoni da 240 mm
Artiglieria nucleare Kondensator
Il cannone semovente 2A3 Kondensator. Costituì la risposta sovietica all’M65, ma non fu un progetto riuscito. Rimase in servizio solo pochi anni, e venne presto sostituito da altri sistemi molto più flessibili. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: One half 3544. CC BY-SA 3.0

Ecco l’elenco dei cannoni sovietici.

  • 2А3 Kondensator: un cannone semovente da 406 mm, in servizio dal 1956 al 1960. Era stato progettato per sparare esclusivamente proiettili nucleari, con una gittata di oltre 25 km. Qui per approfondire.
  • 2B1 Oka: un mortaio semovente da 420 mm, compatibile con proiettili nucleari. Venne sviluppato tra il 1957 ed il 1960, non entrando mai in servizio. Qui per approfondire.
  • S-103: un cannone gigante senza rinculo da 420 mm, realizzato in un unico prototipo e rimasto distrutto durante le prove. Qui per approfondire.
  • 2S19 Msta-S: un cannone semovente del peso di 42 tonnellate con cannone da 152 mm. Può sparare fino alla distanza di 62 km. Entrato in servizio nel 1989.
  • 2S3 Akatsiya: cannone semovente da 152 mm, pesante 28 tonnellate. Entrato in servizio nel 1971, il cannone ha una gittata massima di 24 km. Avrebbe dovuto essere sostituito dal Msta-S, ma è ancora operativo in numerosi esemplari in parecchi Paesi.
  • 2S5 Giatsint-S: cannone semovente da 152 mm, sarebbe la versione senza torretta dell’Akatsiya. Entrato in servizio nel 1976, ha una gittata massima di circa 40 km. In servizio in alcuni eserciti.
  • D-20: un obice trainato da 152 mm, è entrato in servizio nei primi anni cinquanta ed ancora in servizio in migliaia di esemplari. Ha una gittata massima di 24 km.
  • 2A36 Giatsint-B: cannone campale trainato da 152 mm, entrato in servizio nel 1975. Gittata massima di 40 km.
  • 2A65 Msta-B: obice trainato da 152 mm, entrato in servizio nel 1987. Gittata massima 28 km.
  • S-23: cannone da 180 mm entrato in servizio nei primi anni cinquanta. Per carenza di informazioni, inizialmente in occidente venne confuso con un 203 mm. Usato ancora oggi, ha una gittata massima di oltre 40 km.
  • MK-3-180: cannone navale da 180 mm entrato in servizio nel 1931. Utilizzato sugli incrociatori e come artiglieria costiera (o ferroviaria), gli ultimi esemplari vennero radiati negli anni novanta. La gittata massima era di 45 km.
  • 2S7 Pion: cannone semovente da 203 mm, entrato in servizio nel 1975. La gittata massima può superare i 50 km.
  • B-4M: obice trainato da 203 mm, derivato da un modello della seconda guerra mondiale ed entrato in servizio nel 1955. Usato limitatamente ancora oggi, ha una gittata massima di 18 km. Una curiosità: non può usare gli stessi proiettili convenzionali del 2S7 Pion, al contrario di quelli nucleari che invece sono compatibili.
  • M-240: mortaio da 240 mm, entrato in servizio negli anni cinquanta e usato ancora oggi. Ha una gittata massima di quadi 10 km.
  • 2S4 Tyulpan: mortaio semovente da 240 mm. In pratica, si tratta dell’M-240 montato su uno scafo cingolato. Entrato in servizio nel 1969, ha una gittata massima che può raggiungere i 20 km.
2S7 Pion
Il 2S7 Pion, uno dei più potenti pezzi d’artiglieria semoventi oggi in servizio. Fino ai primi anni 90, tra le sue dotazioni, vi era anche il proiettile atomico ZBV2. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Barrakketh. CC BY-SA 3.0

Missili

  • SS-1 Scud: designazione NATO del missile R-11 e dei relativi (e numerosi) discendenti. Le prime versioni risalgono alla metà degli anni cinquanta, e sono stati largamente esportate in molti Paesi (dove sono state realizzate anche versioni locali). A seconda delle versioni, hanno una gittata tra i 180 ed i 700 km, e per la maggior parte sono in grado di trasportare testate convenzionali, batteriologiche, chimiche, ed ovviamente nucleari.
  • SS-12 Scaleboard: designazione NATO del missile Temp-S. Su questo missile a livello di designazioni c’è abbastanza confusione (in giro si trovano informazioni piuttosto contrastanti). Comunque, si trattava di un missile a medio raggio su rampa mobile entrato in servizio a partire dal 1969, e costruito in due versioni: la prima con gittata di 800 km, e la seconda (chiamata anche SS-22, prima che la NATO si accorgesse che era un’evoluzione dell’SS-12) di 900 km. Furono tutti radiati nel 1989. Il carico bellico era una testata da 500 kilotoni.
  • SS-21 Scarab: designazione NATO del missile OTR-21 Tochka. Si tratta di un missile a corto raggio, con gittata variabile tra i 70 ed i 180 km, sempre su rampa mobile. Entrato in servizio a partire dal 1976, è operativo ancora oggi. È in grado di trasportare testate di qualunque tipo, tra cui una nucleare da 100 kilotoni.
  • SS-23 Spider: designazione NATO del missile OTR-23 Oka. Altro missile a corto raggio con gittata di 500 km ed in grado di trasportare testate di tutti i tipi (anche nucleare, da 50-100 kilotoni). Entrato in servizio nel 1979, fu radiato dall’Unione Sovietica nel 1987. Alcuni Paesi del defunto Patto di Varsavia lo continuarono a tenere in servizio (ovviamente senza armi nucleari) per diversi anni. Gli ultimi a radiarlo furono Slovacchia (2000) e Bulgaria (2002).
Scud
Un missile Scud, fotografato durante un’esercitazione negli stati Uniti, nel 1997. Il missile fa parte del cosiddetto “partito arancione”, ovvero di quelle forze che durante le esercitazioni militari fanno la “parte” del nemico nei confronti delle forze NATO. Per queste esercitazioni, gli stati Uniti dispongono di parecchio materiale di fabbricazione ex sovietica. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Petty Officer 1st Class Stephen Batiz, US Navy. US Public Domain

La fine dell’artiglieria nucleare in Russia

Come accennato nella sezione sugli Stati Uniti, il trattato INF diede una grossa “sfoltita” a questi sistemi. Gli unici superstiti di questa lista sono l’SS-21 (che avendo una gittata inferiore ai 500 km non è rientrato nel trattato), i FROG e l’immortale Scud, che tra sottoversioni e varianti locali è utilizzato ancora in una quindicina di Paesi (anche con versioni locali, alcune con oltre 1.000 km di gittata). Il fatto che altri Paesi abbiano tenuto in servizio missili radiati in virtù del trattato INF non deve stupire: questo, infatti, vincola solo le due superpotenze (e non Iran, Yemen, Nord Corea, Libia, Congo, ecc.).

Per quanto riguarda i proiettili nucleari, la Russia seguì l’esempio americano ed unilateralmente decise di distruggerli a partire dal 1993.

Francia

La Francia sviluppò un paio di missili classificabili come artiglieria nucleare: il Pluton e l’Hadès.

  • Pluton: missile balistico tattico su rampa mobile, sviluppato per sostituire gli Honest John statunitensi. La gittata massima era di 120 km, e potevano trasportare una testata nucleare da 15-25 kilotoni (oltre ad una convenzionale). Entrarono in servizio nel 1974 e furono radiati nel 1993.
  • Hadès: missile balistico a corto raggio che avrebbe dovuto sostituire il Puton. L’Hadès entrò in servizio nel 1991, ma l’anno dopo si decise di non schierarli operativamente ma metterli in magazzino, per essere usati solo in caso di necessità. Qui rimasero fino al 1996, quando furono radiati. La gittata massima era di 480 km, e poteva trasportare una testata nucleare TN 90 a potenza regolabile da 80 kilotoni.
Pluton
Il Pluton francese. Fonte: Wikimedia Commons. Credits: Alf van Beem. CC0 1.0

Gran Bretagna

La Gran Bretagna provò a sviluppare un missile a corto raggio, il Blue Water, ed un proiettile di artiglieria, lo Yellow Anvil. Tuttavia, nessuno dei due venne mai effettivamente costruito, ed alla fine venne utilizzato materiale americano.

NATO

Diversi Paesi NATO ebbero a che fare con sistemi di artiglieria nucleare. Gli Stati Uniti infatti addestrarono vari reparti di alcuni eserciti alleati (Belgio, Canada, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Olanda e Turchia) ad utilizzare questi sistemi. Le testate nucleare, comunque, rimasero sempre sotto controllo americano.

Video

Fonti

(immagine di copertina derivata da Wikimedia Commons. Credits: Federal Government of the United States. US Public Domain)